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Manuel Magrini

Dreams

In un periodo difficile come quello in cui da mesi siamo costretti a vivere, come si può non sorridere di fronte alla parola Dreams, così semplice ma che racchiude in sé un messaggio positivo? È questa meravigliosa parola a fare da cornice all’ultimo disco di Manuel Magrini, giovane pianista che, accompagnato da Francesco Ponticelli al contrabbasso e da Bernardo Guerra alla batteria, invita l’ascoltatore a viaggiare con lui, volando da Oslo a Manhattan sulle ali di una speranza - non a caso, la terza traccia del disco si intitola proprio Hope - che solo la musica è in grado di far provare.


Nella produzione musicale di Magrini, il viaggio e il sogno sono indissolubilmente legati, influenzandosi l’un l’altro e durante l’ascolto dei brani sono molteplici gli istanti in cui questo avviene, gli attimi in cui chi ascolta riesce a percepire di essere ‘altrove’. A livello tecnico è persino superfluo sottolineare l’incredibile bravura di Magrini al pianoforte: il connubio fra le sue mani e i tasti bianchi e neri è sottolineato dalla dolcezza del suono che permea l’intero disco. Ma la vera magia - una delle magie - è il fatto che “Dreams” è un disco per tutti. Anche se chi scrive non può definirsi un’amante del jazz, bensì un’ascoltatrice occasionale e, talvolta, distratta, spesso mi ritrovo ad avere brani jazz in sottofondo, ma il linguaggio di questo genere a volte mi sembra troppo complesso e così mi limito ad apprezzare l’aspetto tecnico o le soluzioni armoniche, non di più. Eppure…eppure nonostante in “Dreams” ci siano momenti in cui è la tecnica a farla da padrona, questa non è mai ammiccante né presuntuosa, cosa che molto spesso accade in molti strumentisti virtuosi, che si beano della loro bravura e che te la sbattono lì, quasi per obbligarti a riempirli di elogi. Magrini, al contrario, si abbandona al tecnicismo jazz fondendolo perfettamente all’interno del suo discorso, senza esagerare né sembrare fuori luogo.

Come dicevamo, spesso gli artisti troppo tecnici usano la loro bravura come scudo dietro il quale nascondere la difficoltà a “comunicare” emozioni che esulano dall’essere talentuosi o meno, anche perché – diciamolo sinceramente – quando usi un testo allora le chiavi a disposizione sono maggiori. Artisti come Magrini, invece, hanno la voglia di condividere e provano il piacere di dialogare con l’ascoltatore, comunicando attraverso quel linguaggio strumentale privo di alfabeti pre-codificati che risponde al nome di Musica.


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In dettaglio

  • Produzione artistica: Roberto Lioli e Vittorio Bartoli
  • Anno: 2020
  • Durata: 45:00
  • Etichetta: Encore Music

Elenco delle tracce

 

01. Rain in Oslo 
02. Al di là dei sogni 
03. Hope
04. Manhattan dream
05. Apres un rêve
06. Time Flow
07. Abu Dhabi Dream
08. Fuori dal choro
09. A Little Lullaby

Brani migliori

  1. Al di là dei sogni
  2. Manatthan dream
  3. Time flow

Musicisti

Manuel Magrini: pianoforte - Francesco Ponticelli: contrabbasso -