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Rein

È finita

«È finita, terzo disco dei Rein, dedicato ad una critica dura e poetica della società del consumo; un occhio alle rovine fumanti di un sistema crollante o già crollato, un altro alla speranza di una rinascita nel segno dell'ambientalismo, dell'empatia e della decrescita; un lavoro in cui si parla di fine per parlare di inizio.»

Sarebbe sufficiente questa presentazione, tratta dal sito della band romana, per chiarire inequivocabilmente genesi e finalità del terzo lavoro di Gianluca Bernardo e compagni che, è doveroso sottolinearlo, con È finita realizzano il loro disco più completo ed intrigante, certamente uno dei lavori italiani più importanti dell’appena trascorso 2010.

Il folk rock dei Rein, forse troppo semplicisticamente etichettato dalla critica e dalle radio “amiche” con il termine (un po’ calderone) patchanka, in realtà collude fortemente con la canzone d’autore italiana, su cui s’innervano la rabbia ed il disincanto di una band che non si accontenta di aggredire i mali del  mondo tramite un combat folk di maniera (che sinceramente ha fatto un po’ il suo tempo) ma grazie a testi importanti scevri da qualsiasi acerbo infantilismo socio-politico e una costruzione impeccabile dei brani tocca profondamente le coscienze e lascia l’ascoltatore con la sensazione di non essere più come prima dell’ascolto, fino a farci esclamare che i Rein sono tra la meglio gioventù musicale dei nostri giorni.

Le loro canzoni parlano principalmente di anti consumismo, di decrescita, di ambiente in linea con le tesi dell’economista e filosofo francese  Serge Latouche assertore dell’anti sviluppo come strumento di equilibrio sociale.

Sorprendenti sono i suoni, ricchi, pieni ma con le parti strumentali sempre ben definite pronte a costituire un insieme dall’impatto accattivante, per questo si percepisce un gran lavoro in sala d’incisione. Ottimi gli strumentisti ad iniziare dal formidabile batterista Matteo Gabbianelli, un treno carico di fantasia ed eclettismo, ma anche le chitarre elettriche di Luca De Giuliani e Claudio Mancini, l’hammond ed il piano del leader e dello stesso Mancini, ovviamente il tutto ruota intorno alla voce del frontman ed autore dei brani Gianluca Bernardo, il quale possiede un timbro leggermente “carteggiato” e soffocato in gola, molto piacevole e vicino al giovane Bubola del quale peraltro si sentono influenze nella scrittura, magari inconsapevoli ma riconoscibili, in Ave Maria, come pure quelle di Bennato in La notte e la benzina, De Gregori in Megalopolis e nel country rock di  Hiroshima Take Away. Le dieci canzoni sono comunque tutte da scoprire, ognuna suscita notevole partecipazione emotiva.

Ovviamente il progetto non poteva che essere realizzato con Lifegate Impatto Zero e, manco a dirlo, si può anche scaricare gratuitamente su Jamendo.

È finita non è solo un potente disco di protesta, un inno foriero di speranza per un mondo diverso e possibile, ma in assoluto un gran bel disco che riconcilia  il nostro spirito affranto con la bella musica.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Rein e Matteo Gabbianelli
  • Anno: 2010
  • Durata: 35:53
  • Etichetta: Lifegate Radio

Elenco delle tracce

01. È finita

02. La notte e la benzina

03. Sul tetto

04. Ave Maria

05. Magalopolis

06. L’era dei pesci

07. Oltre le linee nemiche

08. Hiroshima take away

09. Strade deserte

10. L’erba ai lati della strada

Brani migliori

  1. Sul tetto
  2. Ave Maria
  3. L’era dei pesci

Musicisti

Gianluca Bernardo: voce, chitarra acustica, hammond, rhodes, armonica, cori Pierluigi Toni: basso Luca De Giuliani: chitarra elettrica Claudio Mancini: chitarra elettrica, acustica, hammond, rhodes Matteo Gabbianelli: batteria, cori Gabriele Petrella: percussioni, cori Claudio Montalto: tromba Adriano Bono: voce, ukulele, cori Roberto Palermo: fisarmonica Ludovico Takeshi: violoncello Giulia Digianpasquale: cori Massimo Muto: mandolino Perez: cori