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LAB081

E’ Guarattelle

Una delle più grandi sfide per chi si muove nell’ambito, o lungo i confini, della musica cosiddetta tradizionale, o folk, e soprattutto per chi lo fa almeno da una trentina d’anni a questa parte, è quella di provare a far uscire questo ambito musicale dalla visione stereotipata che, normalmente, gli ascoltatori ne hanno. Parli di Napoli, di Pulcinella, della pizza, ed automaticamente sorgono spontanee le “solite” immagini ad essi correlate: tamburelli, quartieri popolari, le grida di un mercato o di un cortile, ovvero tutta quella serie di immagini, che pur sono reali ma che, cristallizzate nell’immaginario collettivo, definiscono, e di conseguenza limitano, un fenomeno che, nel tempo, ha invece subito modifiche, variazioni, che ha deviato spesso dal suo percorso, (dalle musiche per film delle sceneggiate anni ’70, alla contaminazione con il blues del cosiddetto neapolitan-rock, fino alle varie espressioni del rock progressivo partenopeo dagli anni ’70 in poi) per poi rientrarvi apportandovi modifiche di non poco conto.

LAB081, come suggerisce il nome stesso, più che un gruppo musicale è un vero e proprio laboratorio artistico, che pesca senza alcuna remora nell’enorme “mare” della musica tradizionale partenopea, ma la rilegge assolutamente a modo suo, ribaltando e rileggendo storie di antica memoria attraverso una visuale nuova e, di conseguenza, rivedendone profondamente il commento musicale. In questo senso l’utilizzo di strumenti tradizionali, come ad esempio il mandolino, in chiave funk, se non addirittura rock, affiancato a basso, batteria e sintetizzatori, crea una situazione musicale davvero originale. Questo è, in estrema sintesi, l’obiettivo verso il quale si dirige E’ Guarattelle, il disco d’esordio di questo giovanissimo ensemble che ha fatto in modo di rendere, le nove tracce dell’album, simili a nove figure di burattini (guarattelle, appunto) riveduti, ed in un certo senso corretti, certo differenti dalla, a suo modo “canonica”, sequenza di personaggi “cornuti e mazziati” che rappresentano comunemente la realtà popolare napoletana. Non più dunque una sfilza di simpatici perdenti, ma una serie di personaggi che interagiscono con la realtà senza più necessariamente subirla, ma anzi, facendo di tutto per piegarla, per quanto possibile, a proprio favore.

Ed allora anche il mandolino ed il sax, non sono più gli strumenti della malinconia, dell’uggia, ma scalpitano per mettersi in movimento, e per mettere in moto la voglia di fare e di dire. L’atmosfera dei brani si sviluppa a cavallo fra il jazz-rock ed il folk elettrico, ed in questo senso la “scuola napoletana” dimostra ancora una volta di avere vitalità e capacità di esprimere suoni e colori musicali rinnovati. Siamo lontani, davvero anni luce, dagli stereotipi ai quali si accennava poc’anzi, e si intuiscono nuove direzioni, nuovi possibili “gemellaggi” musicali che attendono solo di trovare brani attraverso i quali potersi esprimere.

Alcuni passaggi testuali di Tutto cambierà offrono, davvero, uno sguardo positivo e curioso sul futuro, tutto da costruire, di una band che si avvia a trovare forse la chiave per reinventare, ancora una volta, l’espressione musicale di una città; o, per lo meno, questi sono gli auspici e le speranze.


 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Lab081, Alfonso La Verghetta
  • Anno: 2017
  • Durata: 32:50
  • Etichetta: Italy Sound Lab

Elenco delle tracce

01. Burattino
02. E’ accussì
03. Troppi caffè
04. Sciore ‘e tufo
05. Tutto cambierà
06. Anima pezzente
07. Se po’ dicere “Talk Show”?
08. Saracollacca
09. Vene e và

 

 

Brani migliori

  1. Burattino
  2. E’ accussì
  3. Tutto cambierà

Musicisti

Vincenzo Iengo: voce  -  Sebastiano Spina: mandolino  -  Marco Lace: piano, tastiere  -  Stefano Stornaiuolo: basso  -  Marco Roberto Trupiano: percussioni  -  Ernesto D’Arienzo: batteria  -  Saverio Giugliano: sax  -  Roberto Colella: