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Elisa Rossi

ECO

“Muoviamoci senza sapere dove andare, lasciandoci semplicemente trasportare, fosse l’ultima occasione, fosse l’ultima intenzione…” canta Elisa Rossi con voce fluida, limpida e intensa nel ritornello del brano Niente è per sempre, prima traccia di questo suo nuovo disco. Appare subito esplicito l’invito a seguire la via più naturale, che per una cantautrice è la musica, quella vera, scritta, suonata e cantata sulla propria pelle. È un percorso a piedi scalzi e cuore aperto che conduce, infine, a quel momento di pace interiore e di quieta consapevolezza che bene ci racconta la cantautrice riminese e romana d’adozione, già vincitrice del premio Bianca D’Aponte nel 2014.

Anticipato dai singoli Da qui e I Giganti, verso fine 2016 è uscito infatti ECO, il terzo progetto discografico di Elisa Rossi pubblicato dall’etichetta IndieSoundsBetter, un EP composto di sette brani (un po’ anomalo quindi per via della lunghezza) interamente scritti da lei, musica e testi. Elisa torna a incantare con stile ed energia ed una raggiunta maturità sia di scrittura che interpretativa. La sua voce resta comunque al centro di questo percorso personale, con momenti di virtuosismo sempre eleganti e mai esagerati, “echi” che rimandano a volte a Rossana Casale e Antonella Ruggiero e quindi a un pop sofisticato che in qualche momento si avvicina al jazz.

Il primo singolo, Da qui, tratta dell’amore atteso con disincanto e realismo, mentre il meglio di sè la cantautrice lo esprime decisamente nel brano seguente, I Giganti, a nostro avviso l’episodio migliore, in cui è espresso il conflitto tra il desiderio di fuga dalla periferia e il timore nell’affrontare la grande città che però accoglie, promette, spalanca, anche se un po’ spaventa. “Roma mi ha fatto paura, mi ha aperto le braccia, mi ha fatto girare, partire, tornare a sognare di essere grande, combattere all’ultimo sangue contro i giganti.” La forza interiore si esprime attraverso un ritornello che alimenta l’attesa fino a esplodere di energia, un moto in crescendo sempre controllato dalla voce sapiente e accurata della cantautrice.

Un altro episodio interessante è Inchiostro, in cui attraverso un minimalismo formale la voce di Elisa Rossi trova il modo migliore per esprimere le proprie caratteristiche di intensità ed estensione. In chiusura, la title-track Eco appare quasi come un sogno, un canto d’amore che è una dichiarazione delicata su una traccia di pianoforte con cui la voce gioca da protagonista con grande morbidezza e intensità. Suggestivi sono i riferimenti mitologici nel testo: il sentimento non corrisposto di Eco per Narciso, che porterà la ninfa a consumarsi fino all’ ultimo inutile tentativo di raggiungere e ammaliare l’amato con il suo canto, è qui ben interpretato dall’incantevole voce di Elisa.

“Cosa rimane dell’attimo in cui sfioro nuove idee? (…) Se le parole nascondono solo spine e il mio talento rimane inchiostro?” si chiede la cantautrice in uno dei brani migliori a nostro avviso di questo EP, la già citata Inchiostro. Un bel disco maturo e disincantato, con un’impronta decisa e ben riconoscibile, rispondiamo senza esitazione. Questo rimane, e non è poco. Assolutamente.
Foto di Massimo Di Soccio
Make-up di Alessandra Sacchetti
Consulenza artistica di Marco De Matteo    

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Carlo Longo e Carmine Ruffino
  • Anno: 2016
  • Durata: 27:00
  • Etichetta: IndieSoundsBetter

Elenco delle tracce

01. Niente è per sempre
02. Da qui
03. I giganti
04. Goccia
05. Inchiostro
06. Metallo
07. Eco

 

 

 

Brani migliori

  1. Da qui
  2. I giganti
  3. Inchiostro

Musicisti

Carlo Longo: piano, synt, programmazioni  -  Carmine Ruffino: piano, synt  -  Gabriele Migliaccio: basso  -  Cristian Falzone: batteria  -  Osvaldo Lo Iacono: chitarre elettriche