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Jury Magliolo

Emeral Lullabies

JURY (Magliolo all’anagrafe) fa parte di quella schiera di cantanti che hanno percorso la strada dei contest televisivi, format che in questo ultimo decennio ha invaso l’Italia, con esiti piuttosto deleteri. E Jury, a differenza di altri, questo tragitto lo ha compiuto alla grande, giungendo in finale nel 2009 a discapito di una certa Noemi e classificandosi terzo. Poi Noemi sappiamo chi è diventata mentre Jury, dopo aver navigato un po’ sull’onda televisiva ed aver avuto diverse aperture di concerti straordinari (Alicia Key, Jamiroquai, John Legend tra gli altri) è progressivamente uscito dal grande giro. Non che questo, almeno a nostro parere, sia una cosa negativa, anzi, per chi crede che la musica abbia qualche legame con l’arte la cosa appare decisamente positiva.

In ogni caso, chiusa la prima parentesi della sua carriera (che comprende anche l’ep Mi fai spaccare il mondo e qualche altro singolo) Jury quest’anno ne ha aperta un’altra, con pochi lustrini ma con un substrato decisamente affascinante. Il suo nuovo progetto si chiama Emerald Lullabies ed è un disco misterioso, presentato all’inizio del 2017 in una maniera anomala ma sicuramente intrigante, una serata di ascolto del disco nel Teatro Sant’Afra di Brescia. Eravamo presenti quella sera, e ne eravamo rimasti colpiti. Abbiamo lasciato decantare le emozioni e abbiamo assimilato le canzoni e dopo un po’ di tempo abbiamo ripreso il cd e ce lo siamo gustato con calma, riscoprendo, dopo quel primo ascolto, un autentico gioiello. “Le ballate di Emeraldo”, nonno di Jury, è un concept album, e per questo è da ascoltare nella sua totalità, per non perdere il filo e per comprenderlo fino in fondo. Un disco notturno, che Jury ha composto da solo con l’aiuto di pochi e fidati amici e con la presenza spirituale di Mauro Cassani, ma soprattutto con il supporto fondamentale del fratello Kevin, polistrumentista anche lui e autentico “motivatore” di Jury.

Un disco breve, scritto tra la bruma della periferia di Brescia in maniera veloce e naturale, pensando al nonno, alla famiglia, agli amici e ai sogni.  Come dice Jury è il suo primo disco libero, senza i vincoli della casa discografica. La libertà si sente, esce da ogni nota, si percepisce da come Jury canta, con leggerezza e senza forzature, si nota dai suoni accostati uno accanto all’altro con naturalezza, per un album che è da incasellare nella sezione folk o acustica della propria collezione. Paragonarlo a dischi di autori straordinari e molto noti come Damien Rice potrebbe apparire un azzardo, ma credete, non lo è.  Echi dei Beatles, o forse ancora di più degli XTC, si mescolano con l’innata attitudine soul di Jury, che oltre ad essere polistrumentista ha un timbro vocale moderno e piacevole. In questo contesto però, non ce ne voglia Jury, non è la voce a colpire ma le canzoni, la loro costruzione, la loro semplicità e naturalezza, la melodia semplice che però non tramonta mai.

Tra i brani più riusciti non possiamo non citare It’s so fine, una acoustic soul ballad straordinaria e In a maze of stars, senza trascurare il tema del disco, Emerald lullabies, nelle inclinazioni IntroInterludeOutro. Ripetiamo, un album sorprendente, di valore assoluto, tutto cantato in inglese e per questo adatto ad un pubblico internazionale. Il segno di come le giovani generazioni della canzone italiana – Jury ha 31 anni e suona dall’età di sei anni – siano cresciute abbeverandosi alla fonte del sound globale (nel caso di Jury Jamiroquai su tutti ma anche il brit pop, Bowie, i Beatles, Jeff Buckley, il funk). Un disco invernale che emana un calore che apre le porte del cuore, con molti strumenti suonati da Jury e Kevin Magliolo: quelli a corda - chitarra, violino, banjo, cello – predominano, ben presente in alcuni brani è il piano, mentre all’occorrenza intervengono moderati tocchi di batteria e percussioni, con l’organo e il moog ad amalgamare, quando serve, le canzoni.

Foto di Valelisa

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Jury and Kevin Magliolo
  • Anno: 2017
  • Durata: 28:17
  • Etichetta: Cassa e Basso

Elenco delle tracce

Side A
01. Emerald Lullabies Intro    
02. In a maze of stars
03. It’s so fine
04. Mother
05. A magical new day
06. Black and white
07. Emerald interlude   
Side B
08. To be alone
09.  Always
10.Coney Island
11.Writing songs about you
12.Goodbye
13.Wake up
14.Emerald lullabies outro

Brani migliori

  1. In a maze of stars
  2. It’s so fine

Musicisti

Jury Magliolo: Vocals, acoustic, 12 strings and steel guitar, banjo, piano, armonium, glockenspiel, mellotron, drums, moog and organ in “Goodbye”, electric guitar in “It’s so fine”  -  Kevin Magliolo: Backing vocals, drums, percussions, electric guitar, bass guitar, moog, kalimba, sound treatments  -  Federico Bianchetti: cello  -  Giulia Mabellini: violin