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Agosta

Evolvum

Evolvum è un invito a viaggiare nelle profondità, andare oltre alle apparenze, ad aprire gli occhi, usare la ragione, a far parte di un tutto e non doversi mai sentire nessuno. È un progetto musicale completamente autoprodotto dalla band degli Agosta, composto da otto brani i cui testi musica sono di Paolo Agosta e Pierpaolo Mazzella.

Ma partiamo innanzitutto dalla genesi del titolo. Ne racconta Paolo Agosta, fondatore e frontman della band (più in basso nella foto), con queste parole: “Il rock è da sempre il mio modo di comunicare, la mia ‘lingua madre’. Il titolo dell'album è un neologismo, una parola pronunciata da mia figlia di cinque anni mentre sfogliava un libro sull'evoluzione umana.”. Del resto, i bambini sono attenti osservatori e soprattutto riescono a percepire ogni sfumatura del carattere umano con autentica purezza, in quanto sono ancora privi di tutte quelle sovrastrutture che crescendo appannano sempre di più il nostro sentire più profondo. I loro sentimenti sono liberi e limpidi e mai costretti da regole e censure di ogni tipo. Parlando invece di sentimenti più adulti, che meglio fotografano la condizione della nostra attuale società, troviamo la rabbia e il disappunto che possono diventare una miscela combustibile a patto che se ne faccia un buon uso. La rabbia si può canalizzare, ma soprattutto si può trasformare.

 

“Evolvum” sembra proprio voler andare in questa direzione e lo si evince dalla grinta delle sonorita pop-rock, graffianti e potenti anche se non mancano atmosfere più rarefatte e delicate. Un tappeto sonoro composto da basso (Nando de Luca), batteria (Manuel Signoretto), chitarre ritmiche e pianoforte, su cui scorrono liriche che esprimono disagi, denunce sociali, le grida di chi vorrebbe ribellarsi e al tempo stesso per timore a volte resta in silenzio; caratteristiche di chi ogni giorno si trova a fare i conti con la mancanza di empatia, l’indifferenza e la disumanità.

Il mondo è cambiato, lo sappiamo (e non potrebbe essere altrimenti, l’uomo è destinato ad una sfida continua chiamata adattamento, evoluzione), c’è parecchio da ricostruire e da salvare prima che sia troppo tardi. Se l’incomunicabilità e i filtri della moderna tecnologia creano e alimentano divari e differenze, la musica viene ancora in nostro soccorso, aiuta a empatizzare anche perché costringe ad ascoltare e può far riflettere anche - e soprattutto - su importanti tematiche sociali. Per bucare la cortina di buio nella quale spesso ci troviamo immersi, occorrono ampi spiragli di luce e una ‘rivoluzione gentile’ che riporti l’ordine e l’equilibrio e riesca a far nascere un fiore anche “su uno sporco marciapiede”. Lo racconta Come un fiore, traccia che introduce l’ascolto di “Evolvum” e che prosegue con Il viaggio, brano che ci ricorda di rallentare, se serve anche di fermarci per poter comprendere meglio i dettagli che spesso vengono schiacciati da semplificazioni generali di giudizio, poiché non è un luogo, né la destinazione ciò che conta, ma restare centrati sull’importanza di ciò che occorre migliorare e valorizzare che ci permette di poter ripartire con il passo e lo slancio giusti verso un futuro migliore. Un’evoluzione, appunto.

 

A volte ci si maschera per paura di mostrare le proprie vulnerabilità davanti agli altri e non è facile ammettere di aver sbagliato le proprie scelte, anche negli ‘affari’ sentimentali. Capita quindi di trovarsi intrappolati in storie tossiche che causano parecchia sofferenza e lasciano lividi sull’anima, se non, purtroppo, a volte anche sulla pelle. Paradiso e L’inferno raccontano proprio di questo e si lega anche al tema della ballad successiva – scritta a quattro mani da Paolo Agosta e Lenny de Luca dal titolo La strada, dove invece si parla del coraggio di lasciarsi, di dirsi addio, quando tutto è finito, per poter ricominciare.

Una breve digressione prima di concludere. Paolo Agosta già nel 2021 si era occupato di delicate tematiche sulla violenza di genere. Assieme all’autore Daniele Babbini aveva infatti riarrangiato in chiave rock Libero Barabba, brano contro la violenza sulle donne che è stato protagonista di una clip, realizzata grazie al contributo di personaggi del mondo della musica e della televisione e promossa in collaborazione con l’Associazione ‘Scarpetta Rossa’. Un progetto che ha riscosso un notevole successo, con oltre 130 mila visualizzazioni e una presenza durata 8 mesi nei primi 50 posti della Classifica radio Indipendente Italiana.

Ma tornando ad “Evolvum”, tra le cose che ci sono piaciute di più (oltre al grande lavoro di arrangiamenti sviluppato da una produzione capace di unire contemporaneità e suoni anni Novanta fortemente creativi) è la tensione continua, latente, che ci riporta all’essenza di ciò che conta, che ci spinge a osservare, ad ascoltare, a non spegnere mai il fuoco interiore, a non chiudere gli occhi e rimanere impassibili davanti alle tante ingiustizie sociali che si consumano sotto il nostro sguardo. In un mondo dove si è distratti continuamente da tutto ciò che è superficiale, si rischia di perdere il valore e il gusto autentico di ogni cosa, di anestetizzare il proprio sentire, mettendo la sordina anche ai propri sfoghi quando sono utili e necessari, preferendo tacere senza indignarsi e dissentire. Arrivando ad annullarsi e persino a sentirsi Nessuno, che è anche il titolo del brano che ha anticipato l’uscita dell’album ed è stato accompagnato da un video di forte impatto visivo, diretto da Alessandra Pirovano, pubblicato online lo scorso 29 aprile (clicca qui). Un progetto, quello degli Agosta, che parte e si sviluppa a Milano ma che ha forti potenzialità di arrivare molto lontano.

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In dettaglio

  • Anno: 2022
  • Durata: 31:04
  • Etichetta: Bunker Home Studio

Elenco delle tracce

01. Come un fiore

02. Il Viaggio                  

03. Nessuno

04. Ieri Sera

05. Il Paradiso e L’inferno

06. La Strada

07. Apri I Tuoi Occhi

08. Non Senti Niente

Brani migliori

  1. Come un fior
  2. Nessuno
  3. Il Paradiso e l'Inferno