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Vito ‘Forthito’ Quaranta

Forthyto Rilegge MAUL di Enzo Del Re

Ben venga questo disco, rilettura, recupero e nuovo assemblaggio di materiale prezioso che arriva dalle lande pugliesi. Nuove luci per quegli emisferi del “non sono solo (o per niente) canzonette” in cui, alcune volte, si è confuso. Adulato, snobbato, frainteso e via dicendo. Graffiare, quindi, di nuovo e con “fenilità”. Come seppe fare Enzo Del Re, singolare sonorizzatore, indipendente tra gli indipendenti, cantastorie non cantautore e guai a contraddirlo. Una sedia come unico strumento (ma andarono bene anche scatole di cartone e valigie), ‘Uno strumento in croce’ che tramite il suo talento seppe farsi “orchestra monofonica”. Parlare di questo disco è anche l’occasione per ricordare l’altrettanto compianto Paolo Ciarchi, che in fatto di suonare oggetti improbabili (dalle collanine ai raggi di una ruota di una bicicletta) non era secondo a nessuno…

Percuotere, tambureggiare, rendere il tutto ritmico sono operazioni che venivano naturali ad Enzo. Su questa base innestava poi note ruspanti adatte a canti carezzevoli quanto a squarciagola. Enzo Del Re, come ingaggio, una retribuzione operaia, legato ai Circoli Ottobre di Lotta continua (la canzone dedicata al militante ucciso Tonino Miccichè su una musica di Mikīs Theodōrakīs, oppure San Basilio sulle lotte per il diritto alla casa a Roma). Frequentò il Conservatorio, ma come dicevamo scelse per esibirsi una strumentazione povera. In testa, la rivalsa: tradizioni come suoni mobili, canti folcloristici come maratone, della serie “ve le suono e ve le canto”. Ed ecco così la protesta, il lavoro, la passione politica, il sociale “che com’è non va”. Ed anche il sofferto sudore e amori da baciare. È stato tra i protagonisti dello spettacolo ‘Ci ragiono e canto’ di Dario Fo, in alcune occasioni in ‘combutta’ con Uccio Aloisi, Pino Masi, Antonio Infantino, Matteo Salvatore.

 

Un personaggio certamente fuori dagli schemi Vinc(Enzo) Del Re, uno che vendeva le sue musicassette autoprodotte nei mercati rionali. Capatosta lo chiamavano. Lavorare con lentezza è la sua canzone più famosa (titolo preso in prestito dal regista Guido Chiesa per il suo film dedicato a Radio Alice e al Movimento del ’77 bolognese). Di lui ricordiamo anche la performance sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma nel 2010, “chiamato in causa” da Vinicio Capossela (nella foto in alto un frame televisivo di quella esibizione) o ad ottobre dello stesso anno al Teatro Ariston di Sanremo invitato dal Club Tenco, sebbene con molti anni di ritardo. Solo alcuni ricordi di un artista dalla vena poetica disinibita, senza freni. Sanguigno, tutto cuore e legami (la sua terra di origine, l’inchiostro per tramandare e a ben pensarci tramite il suo stile onirico anche ad un passo dalla trance). Spalancare gli occhi, raddrizzare le orecchie.

Molta di questa storia così intensa la troviamo nel nuovo lavoro che l’ensemble di Vito ‘Forthyto’ Quaranta (qui a destra nella foto) fa del suo album “Maul” (uscito a cavallo del 1972-73), quello che fu il suo esordio su disco e dedicato a Mola di Bari, sua città natale. Dodici tracce per un eccellente amalgama di suoni, riposizionamenti, incalzanti melodie, energici battiti. Atmosfere quasi ancestrali che si susseguono in preda a liriche r(e)sistenti. Parole, mezze parole, a volte solo due vocali lanciate nel cielo che si autoalimentano tra manifesti e donne che pregano, pietre, fruste e padroni, santi e atei, bocche amare, bocche cucite e una luna che appare, raccoglitori di olive, anziani assopiti e naviganti svegli alle quattro e mezzo del mattino. Umori, sensazioni del vivere quotidiano che si coniugano a una polivalente ricerca musicale, ricca di interessanti dettagli. Squarci che colgono nel segno: Segnore ne uarde! vicina agli ambiti dell’etno-rock, I prête scandita da fusioni multi-folky e multi-kulti, Scitterà da subito folgorante ballo, Maule doppio canto, femminile e maschile per una combat Mola (di Bari) Calling. Altrettanto convincenti gli altri brani, tra melodie che abbracciano, armonie e sobbalzi che conquistano. Un album che diventa anche occasione per una sontuosa jam, che non lascia dubbi sulla capacità e la maturità degli interpreti.
A corredo del Cd c’è un sontuoso booklet di oltre cinquanta pagine contenente note storiche, contributi scritti - tra cui quelli di Patrizio Fariselli degli Area e di Eugenio Bennato - i testi delle canzoni in dialetto e in italiano, la ripubblicazione di alcune foto tratte dal libro di Timisoara Pinto pubblicato sempre da Squilibri nel 2014 e i disegni Gianni Castellana. Un’opera di recupero delle tradizioni che ha trovato in Vito ‘Forthyto’ Quaranta il terminale perfetto e Squilibri Editore il porto d’approdo ideale.


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In dettaglio

  • Anno: 2022
  • Durata: 56:56
  • Etichetta: Squilibri Editore - Crinali

Elenco delle tracce

01. I manefiste
02. A vegghiéine!
03. Segnore ne uarde!
04. I prête
05. Scitterà
06. U cande du navegande
07. L’Organézzazziauna nove
08. Maule
09. Marà Luéise
10. Te iadore e te rengrazzie
11. Ammenazz’u murte!
12. Matalêne

Brani migliori

  1. I prête
  2. Scitterà
  3. Maule