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Sergio Arturo Calonego

Frontera

Scrivere di Frontera, il lavoro più recente di Sergio Arturo Calonego, chitarrista raffinato ed elegante, è un piacere per un duplice motivo. Il primo è ovviamente direttamente legato al contenuto del disco stesso, perché qui si tratta di un gran bel disco, senza ombra di dubbio il miglior lavoro di Calonego, frutto di una ricerca e di uno studio che Sergio Arturo porta avanti da tempo e che ora trovano concretezza in questo “Frontera”.

Il secondo motivo è legato invece alla scelta dell’autore di non pubblicare il disco sulle piattaforme digitali, utilizzando invece il proprio sito per la vendita diretta. Questo restituisce di fatto un ruolo al recensore che finalmente ha l’opportunità di fare nuovamente il proprio mestiere, quello cioè di descrivere, commentare ed esprimere un giudizio, nella speranza di essere d’aiuto al potenziale ascoltatore/acquirente. Con lo streaming, questo ruolo perde quasi del tutto il suo significato, visto che l’ascoltatore può ascoltare senza acquistare, valutando direttamente senza intermediazioni. E qui ci fermiamo, perché è un discorso così complesso che ci porterebbe lontano, dove generalizzare non è mai la soluzione.

Ma torniamo a Calonego ed entriamo nel merito dei contenuti di “Frontera”. Il filo conduttore che unisce gli otto brani del disco è il tema del viaggio, otto pezzi strumentali in fingerstyle registrati in presa diretta, cioè quello che si ascolta è ciò che il chitarrista lombardo suona, senza nessuna sovraincisione in studio di registrazione.

La sua chitarra monta corde in nylon e questo, pur essendo un aspetto squisitamente tecnico, è importante da dire perché quel suono, morbido ed avvolgente, abbinato all’accordatura DADGAD (un’accordatura araba mutuata da quella OUD magrebina e con la quale suona praticamente di tutto, blues compreso), è ormai il suo marchio di fabbrica, come spiega lo stesso artista sul proprio sito, ma è soprattutto il risultato delle sue lunghe sessioni di studio e di ricerca sullo strumento.

In questo lavoro non ascolterete fughe ad alta velocità sul manico della chitarra, no, non è lo stile di Calonego. Avrete, invece, modo di apprezzare sofisticate armonie ed eleganti sequenze di note dai sapori diversi ed in perfetta sintonia con lo spirito di un viaggio che tocca molte tappe. Quel che ne esce sono trame sonore che richiamano culture e civiltà del mediterraneo, come nel brano Dolcezza, dedicato alla città di Napoli, ma anche atmosfere vagamente andaluse o sudamericane per rimanere in un ambito di concretezza. Ma questo itinerario segue anche strade più intime e personali che ispirano l’autore a scrivere Mani e Benseguir, dove quest’ultimo evoca un luogo immaginario ispirato ai ricongiungimenti. Allargando i confini, si va anche oltre l’orizzonte con Pulsar, un brano dal ritmo ipnotico che porta l’ascoltatore direttamente nello spazio. Chiude il disco la title track, Frontera, che nasce da un viaggio di Calonego sulle Dune di Pilat, a poca distanza da Bordeaux, dalla cima delle quali ha avuto modo di osservare l’Oceano Atlantico e il suo orizzonte, interiorizzando in quel luogo l’idea di questo disco.
Da segnalare anche la bella copertina realizzata da Dario Glauco Valenta, che riproduce un quadro realizzato da Alberto Amboni su soggetto del pittore Claudio Benoffi.
In conclusione un disco affascinante, onirico e rilassante da ascoltare senza interruzioni e ad occhi chiusi. E quando finisce ricominciare daccapo. Lo so che la prima reazione è quella del “sarebbe bello non trovo mai il tempo per ascoltare un album intero!”, ma dopotutto il compito del vostro recensore era quello di ascoltare, valutare e, come in questo caso, consigliare…

Chi è interessato al disco potrà comprarlo direttamente dall’autore collegandosi al suo sito www.calonego.it  dove, nella sezione shop, potrà scegliere di comprare il bundle cd fisico + MP3, oppure solo i file MP3 o la versione digitale di “Frontera” in alta definizione (HD).

Foto di Renzo Chiesa

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: www.calonego.it
  • Anno: 2019
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Dolcezza
02. Discovery
03. Blanca
04. Mani
05. Agadir
06. Pulsar
07. Benseguir
08. Frontera

Brani migliori

  1. Dolcezza
  2. Benseguir
  3. Frontera