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Edda

Fru Fru

Le trasformazioni artistiche di Stefano “Edda” Rampoldi sono ormai consuetudine per chi lo segue da sempre; d’altra parte l’entusiasmo fanciullesco e la complessa parabola biografica dell’ex-leader dei Ritmo Tribale hanno sempre lasciato intendere che dietro all’artista scanzonato, diretto e con il sorriso sornione ci fosse in realtà una personalità inquieta, straripante di sfumature e assetata di esperienze, che sa sbandare ma anche trovare il coraggio e la forza di ritornare in carreggiata, reinventarsi, reincarnarsi e ricominciare.

Per questo anche dietro l’apparente frivolezza di Fru Fru (titolo che omaggia i wafer ma anche il desiderio di affrontare la vita con leggerezza) c’è un tripudio di echi del passato, fantasie erotiche, fantasmi che ritornano, pensieri che vagano zigzaganti ed ebbri seguendo un karma incomprensibile alla logica. Temi non particolarmente nuovi e non soltanto nella discografia di Edda, ma l’artista meneghino decisamente come pochi sa scrivere musiche orecchiabili e a volte addirittura ruffiane accostandole a liriche spudorate che si divertono ad infrangere i tabù con una naturalezza disarmante (ma non vuole essere chiamato cantautore, perché per lui l’intero potere di una canzone è nelle mani della musica e delle emozioni che essa riesce a trasmettere, a cui solo in un secondo momento si aggiungono le parole, che nascono sempre da ciò che la musica stessa evoca).

Nove in tutto i nuovi brani, per un disco che in meno di mezz’ora inanella una serie di “tormentoni” ballabili e allegri come mai prima d’ora, rivestiti dagli illuminati ed efficacissimi arrangiamenti di Luca Bossi, che è anche il bassista della band di Edda. L’apparente spensieratezza di cui le nove canzoni di Fru Fru permettono di godere in superficie, però, è inframezzata sovente con il gusto amaro della malinconia, come se dopo aver apprezzato la dolcezza della sottile cialda croccante del wafer ci si trovasse ad assaporare una crema aspra e preparata con ingredienti insoliti e sconosciuti ai palati più abitudinari.

Musicalmente il disco è collegato in linea diretta con il suo predecessore Graziosa utopia, di cui si ritrovano le ispirazioni pop morbide e catchy e le ricche e variopinte armonie, ma porta alle estreme conseguenze gli episodi più ritmati del disco del 2017 enfatizzando con appassionata convinzione le atmosfere vicine al beat degli anni 70 e 80, strizzando l’occhio alla disco music e arrivando a comporre a gambe incrociate e piedi nudi adagiato su una nuvola arancione fatta di fumi d’Oriente (soprattutto quelli provenienti dall’India e dalla cultura Hare Krishna che il nostro ha abbracciato con passione ormai da anni). Se la disco music si insinua in misura diversa lungo tutto il disco, l’evocazione più evidente dei “fumi d’oriente” è invece tutta nel brano Samsara, vero e proprio capolavoro di melodia, testo e arrangiamento che entrano subito in testa, con la benedizione di San Francesco.

Provocatore di professione, ma lontano dalle provocazioni fini a se stesse poiché laureato col massimo dei voti in spontaneità, Stefano Rampoldi con il suo quinto album da solista si conferma un maestro di strofe accattivanti e ritornelli cantabili (dall’introduttiva E se a Italia gay fino all’intensa Edda dedicata alla scomparsa della madre) nonché un ispirato cesellatore di lemmi acuminati, impudichi e schietti che saltano tra i pensieri come insetti tra i diversi fiori di un campo, condotti liberamente dall’istinto, dall’amore e dal sesso.

Di solito i dischi che faccio alla fine non mi piacciono tantissimo – ha dichiarato recentemente lo stesso Edda con il suo solito tono di chi non si prende troppo sul serio – ma questo ancora non mi ha stufato e forse mi rappresenta”.

Per chi pensava che dopo Graziosa utopia ci fosse poco altro da aggiungere, Edda ha saputo ancora una volta reinventarsi, reincarnarsi e ricominciare.

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Luca Bossi
  • Anno: 2019
  • Durata: 29:13
  • Etichetta: Woodworm

Elenco delle tracce

01. E se
02. The soldati
03. Italia gay
04. Edda
05. Vela bianca
06. Vanità
07. Samsara
08. Abat-jour
09. Ovidio e Orazio

Brani migliori

  1. Samsara
  2. Italia gay
  3. E se

Musicisti

Nick Lamberti: batteria - Killa: chitarra elettrica - Luca Bossi: basso