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Michele Anelli

Giorni usati

Michele Anelli, classe 1964, ha una lunga storia musicale alle spalle a cominciare dalla band The Groovers, da lui fondata nel 1989 e con la quale ha realizzato nello spazio di venti anni sette album, tutti di buon livello, con un suono roots-rock. Uno dei migliori esempi in Italia, particolarmente brillante soprattutto nei numerosi concerti live e con testi di forte impegno sociale e civile. Terminata l’esperienza musicale con il gruppo, Michele Anelli ha sviluppato un percorso musicale solista con un paio di dischi, ha scritto libri dedicati a storie e canti della Resistenza e “alla gente che lavora “, e ha brevemente collaborato con i Chemako.

Giorni usati è il nuovo lavoro che prosegue il discorso solista. Ha testi che, in maniera poetica, affrontano i temi del lavoro, dei cambiamenti sociali e dell’universo femminile attraverso un suono che è decisamente moderno ed originale, ma che ricorda in alcuni momenti la canzone d’autore più rock degli anni ‘70, con riferimenti ad Ivano Fossati “popolare” ed Eugenio Finardi  “ribelle”.

Dieci brani tutti a firma di Michele Anelli che, accompagnato da Andrea Lentullo e Matteo Priori che hanno collaborato anche agli arrangiamenti, e dal solito eccellente lavoro di Paolo Iafelice alla cabina di regia, segnano una decisa rottura con il passato e una virata verso la canzone d’autore, con una solida base ritmica arricchita di volta in volta dall’utilizzo di  strumenti come violino, viola, violoncello e strumenti a fiato come tromba, clarinetto e corno. L’inizio con Lavoro senza emozioni, uno dei due singoli del disco, è ricco di energia e ritmo rock; Leader è invece canzone di lotta che oscilla tra il lieve pop del ritornello e il synth decisamente prog con contorno di violino-viola-violoncello.  Segue poi il “trittico” dedicato a figure femminili con Adele e le rose tra riff rock-prog, Alice che ci ricorda il rock-blues dei Chemako e Giulia, eterea, liquida con atmosfere jazzate. Lieve e leggera Gospel, nomen omen, con tanto di coro gospel, il  Lift your voice gospel choir, a sorpresa nella parte finale del brano; Cento strade è un’altra canzone di lotta (“…ci verremo a prendere tutto quello che ci avete tolto…”), con in primo piano una doppia tastiera, synth e organo, che detta tempi  per un brano che miscela un testo veramente denso con una musica ricca di melodia.

Sono storie che avvolgono l’ascoltatore, sono canzoni di lotta e di amore, con un suono che è sia rock che melodico e si avvale di strumenti elettronici e classici, riff ed armonie,  in una ricca e varia tavolozza musicale tra rock, pop, jazz e  prog , che anche per la relativa brevità del lavoro e nonostante qualche lieve ombra,  si beve tutto di un fiato.   

La coerenza e l’impegno, ormai quasi trentennale, di Michele Anelli meritano di essere conosciuti e questo disco ne rappresenta appieno la maturità.         

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Michele Anelli
  • Anno: 2016
  • Durata: 38:08
  • Etichetta: Adesiva Discografica

Elenco delle tracce

01. Lavoro senza emozioni
02. Leader
03. Adele e le rose
04. Alice
05. Giulia
06. Gospel
07. Eco
08. Tu sei me
09. Cento strade
10. Giorni usati

Brani migliori

  1. Lavoro senza emozioni
  2. Leader
  3. Giorni usati

Musicisti

Michele Anelli: voce, chitarra elettrica  e acustica  -  Andrea Lentullo: pianoforte  -  Matteo Priori: contrabbasso
Ospiti: Nik Taccori: batteria  -  Stefano Bertolotti: batteria   -  Sergio Quagliarella: batteria  -  Francesco Giorgio: tromba  -  Gianluca Visalli: viola, violino  -  Caterina Cantoni: violoncello  -  Federica Diana: cori  - Francesco Marchetti: cori  -  Elia Anelli: chitarra elettrica  -  Lift your voice Gospel Choir