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Alberto Molon

Hanno ragione tutti

Per riassumere l’idea che ci si fa ascoltando Hanno ragione tutti, il terzo album del cantautore veneto Alberto Molon, si potrebbe utilizzare una frase del tipo: “C’è modo e modo di fare musica pop”. Nel senso che la base di questo lavoro è assolutamente pop, e lo è nel racconto di vicende personali, ma facilmente vissute anche da altri, nel raccontare quindi storie in parte autobiografiche, in parte verosimilmente comuni a molti. Quello che cambia, ed in questo senso “C’è modo e modo di…”, è il vestito che Molon, insieme a Martino Cuman ed ai musicisti che li hanno accompagnati, ha cucito addosso alle undici tracce che compongono l’album.

Solitamente le caratteristiche di un brano pop sono l’orecchiabilità, una strofa semplice, un ritornello che catturi l’attenzione, magari un assolo o un bridge di chitarra o di piano, mai troppo lungo o complicato per offrire, sì, quel tocco vagamente rock, ma nel contempo non distrarre troppo l’attenzione dell’ascoltatore dal resto del brano. Quello che manca, nella maggiorparte dei casi, è una vera e propria attenzione all’aspetto musicale del brano, intesa come elaborazione e valorizzazione dei singoli strumenti: la voce viene posta al centro, la musica deve circondarla, ma non deve avere troppo peso e quindi porsi, di fatto, al servizio della voce. I passaggi strumentali sono ridotti al minimo, per non dire dei cambi di ritmo o di tonalità, e gli strumenti devono essere omogenei, non avere troppa personalità, creare una base ragionevolmente uniforme, ed in questo senso le tastiere spesso sono l’elemento utilizzato per omogeneizzare il tutto.

In questo caso però, le cose sono un (bel) po’ differenti, per cui tutto ciò che in teoria non si sarebbe dovuto fare viene non solo eseguito, ma assume anche un ruolo di un certo rilievo: inutile dire che l’esito dei brani, siano essi quelli più movimentati o le ballad più, diciamo così, tranquille, è decisamente differente ed interessante: gli arrangiamenti, gli inserti strumentali, l’uso di effetti e quindi i differenti timbri, specie da parte delle chitarre, conferiscono ai brani una vivacità ed un tiro non indifferenti per cui rimangono nella testa non solo i passaggi vocali più intensi, ma anche quelli strumentali più marcati, come ad esempio la coda chitarristica di Come posso stare senza te.

La differenza, come si suol dire spesso, viene fatta dai dettagli ed i dettagli in questo lavoro sono davvero fattori essenziali: brani che in origine avrebbero potuto tranquillamente nascere da semplici accordi di chitarra o pianoforte si sviluppano poi attraverso una progressiva e crescente elaborazione dei suoni, acquisendo coloriture e caratteristiche sempre più articolate. Il tutto senza quella sovrabbondanza di suoni che spesso caratterizzano le produzioni pop: in questo album la sostanza e la forma vengono proposte in maniera equilibrata ed il risultato è un lavoro accessibile, mai ostico, ma apprezzabile anche per le soluzioni musicali adottate. E, sì, c’è davvero modo e modo di fare pop, e non sempre la soluzione più facile risulta essere quella vincente: a volte, facendo anche solo qualche passo in avanti, si ottengono risultati realmente più interessanti e gratificanti.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Martino Cuman, Andrea Cajelli, Edoardo « Dodi » Pellizzari, Andrea « Bernie » De Bernardi
  • Anno: 2017
  • Durata: 46:27
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Avrei voluto essere The Edge
02. Hanno ragione tutti
03. Dove sei
04. Come posso stare senza te
05. Meglio un taglio che niente
06. La storia di un film
07. E forse
08. Il mio vicino di casa
09. Chi ti dice che non si può
10. Alla fine tutto resta                           
11.Non tornerò più                   

Brani migliori

  1. Hanno ragione tutti
  2. La storia di un film
  3. Il mio vicino di casa

Musicisti

Alberto Molon: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica  -  Martino Cuman: basso, chitarra elettrica, tastiere, cori  -  Francesco Sgorbani: batteria, percussioni  -  Marcello Batelli: chitarra elettrica  -  Paolo Carraro: chitarra elettrica  -  Charlie Narduzzo: chitarra acustica