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Elisa

Heart

È un album rock che segna un’altra stazione del viaggio iniziato dall’artista friulana qualche anno fa con Lotus.

Le “iscrizioni” di questa nuova tappa sono ancora una volta in inglese (lingua con la quale l’indiscussa interprete ed autrice dà il meglio di sé) con due inserti nella sua lingua madre: “Ti vorrei sollevare”, con il cantante dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi, uno splendido duetto anche se decisamente non l’anima del disco e che all’origine doveva essere un brano scritto da Elisa da “donare” ai Negramaro, e poi “Anche se non trovi le parole”, una “normale” canzone d’amore che fatica ad emergere tra le altre vere perle dell’album, delle vere pennellate di energia che fanno dimenticare il suo carattere che può apparire talvolta anche schivo e riservato.

Alcuni pezzi sono delle vere e proprie esplosioni musicali, come “Vortexes” che apre l’album, la martellante “Your manifesto” oppure “This knot”, così “dura” nelle musiche quanto intensa nel testo che sembra un inno contro la sopraffazione e la violenza che porta paura, soprattutto in una donna che deve e vuole sciogliere “quel nodo” che la imprigiona, anche alla gola, facendo così sentire la propria voce.

Una nota merita l’originalità con cui è stato affrontato un brano come “Mad World” dei Tears for Fears che, apparentemente forse anche vocalmente (nella versione originale era cantato dal bassista del gruppo Curt Smith), poteva non adattarsi a lei, e che presenta tre momenti musicali diversi, dall’elettronico iniziale allo strumentale finale con un intermezzo in crescendo rock.

Il disco però propone anche una sorta di lato B, se stessimo ancora ad avere a che fare con i Long Playing: alcuni brani, tra cui appunto quelli in lingua italiana, vibrano di “Heart”, nel senso della dolcezza dei suoni, delle melodie e della voce intensa di emozioni che toccano la vetta espressiva nel duetto “Forgiveness” con Antony Hagerty degli Antony and the Johnsons, in cui il piano e gli archi (tra cui il violino di Edoardo de Angelis) creano magia e atmosfere intime.

Heart manifesta tutto il personalissimo modo di intendere il rock di Elisa, a volte lento e quasi riflessivo nei ritmi che sanno accelerare dove le atmosfere vibrano grazie anche ad una certa intensità dei testi, come in “Lisert”, una sorta di “recherche” delle radici dell’esistenza, in cui non si azzarda se si vuole sentire alle spalle l’eco delle interpretazioni della grande Jony Mitchell.

Un disco maturo che ancora una volta ha saputo rivelare l’innegabile forza interpretativa e vocale di Elisa, un’artista “italiana”!

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Progetto - Caterina Caselli Sugar Produzione ed arrangiamenti - Elisa Toffoli e Andrea Rigonat
  • Anno: 2009
  • Durata: 59:26
  • Etichetta: Sugar/Warner

Elenco delle tracce

01. Vortexes 
02. And All I Need 
03. Anche se non trovi le parole 
04. This Knot 
05. Mad World 
06. Ti vorrei sollevare (Giuliano Sangiorgi) 
07. Your Manifesto 
08. The Big Dipper 
09. Someone to Love 
10. Poems by God 
11. Coincidences 
12. Lisert 
13. Forgiveness (feat. Antony) 
14. Dot in the Universe

Brani migliori

  1. Ti vorrei sollevare
  2. Forgiveness
  3. Mad World

Musicisti

Andrea Rigonat: chitarre e programming Simone Bartolotti: tastiere e programming Max Gelsi: basso Andrea Fontana: tastiere Gianluca Ballarin:batteria e percussioni Orchestra EdoDea Ensamble diretta da Audrey Riley