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Sergio Pennavaria

Ho più di un amo nello stomaco

Cantautore, pittore e attore, Sergio Pennavaria arriva al suo secondo album (il primo, dal lungo respiro,  uscì nel 2011) e la cosa che colpisce al primo ascolto è quanto sia cresciuta la sua cifra stilistica, nella scrittura ma soprattutto nell’interpretazione. Personalità poliedrica che ha frugato nel baule delle forme espressive più diverse, porta con sé “tanta strada” del periodo in cui si esibiva come busker, a cui va aggiunto il suo essersi tuffato nella frenetica vita di Londra, città in cui ha scelto di vivere per un periodo.

Ho più di un amo nello stomaco è un concept album in cui vengono rappresentati sentimenti profondi e dove alla parola “amo” viene conferito il duplice significato di amore e dolore, in una dualità da cui spesso non si può sfuggire. Un disco ricco da tutti i punti di vista in cui ascoltiamo e sentiamo epidermicamente un Pennavaria che si e ci immerge nel suo personale acquario emozionale. La passione per il mare di questo artista siculo-ligure gli offre lo spunto per scrivere il brano che dà il titolo al disco e ci permette di nuotare nel suo immaginario acquatico in cui si svela senza scafandri. Dunque è questa dimensione subacquea che permette a Sergio Pennavaria di tenere insieme le sue radici sicule trapiantate in Liguria (ormai si è trasferito stabilmente da qualche anno nel ponente ligure) e di dar voce e musica alla sua enorme creatività.
Dicevamo di un album ‘ricco’ e infatti ci si trova di fronte ad un lavoro curato in ogni dettaglio; dalle illustrazioni di Sergio Olivotti per la copertina e per il booklet alla volontà di non trascurare un passato più orientato verso un folk mediterraneo, rintracciabile in Tappeto volante (in cui un’intensa armonica a bocca dialoga con la voce) o in Bufera., brano in dialetto siciliano. Elegante e raffinato nelle ballate lente come in quelle swingate dal sapore frizzante e americano. Sergio sa esprimersi con attitudine immaginifica, regalando la chiave per entrare nella sua dimensione più profonda nella quale vengono scandagliati sentimenti universali.
Soprattutto, però, parliamo di un disco che “suona bene” anche sotto il profilo della produzione, con suoni  ricercati che sfumano poi nell’essenziale ma che in ogni caso risultano sempre efficaci. Un mood fatto di parole e suoni che sottolineano alla perfezione ogni singola atmosfera che, come nel caso del suono dell’handpan e dell’udu, catapultano nel “mare pennavariano” e tutto questo grazie ad una band e ad ospiti di alto profilo.

Non è certo una novità se diciamo che Pennavaria si inserisce, con merito, nella scia dei grandi cantautori liguri e piemontesi: troviamo infatti echi alla De André e suggestioni alla Buscaglione o alla Paolo Conte, con una fantasia che alcune volte si avvicina a quella di Capossela ma senza scimmiottamento alcuno; Pennavaria è autentico e restituisce il suo vissuto e i suoi ascolti in maniera fluida. Dodici tracce in totale che saranno difficili da esaurire perché ogni volta che lo riascoltiamo scopriamo qualcosa che ci era sfuggito precedentemente ed è proprio questo fattore che ci porta a quello slancio di curiosità verso i futuri e splendidi “quadri” che certamente Pennavaria continuerà a regalarci. 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Alessandro Mazzitelli
  • Anno: 2019
  • Durata: 45:03
  • Etichetta: Extraomnes

Elenco delle tracce

01. Ho più di un amo nello stomaco
02. Rebus
03. Due parti precise di me
04. L’amore invisibile
05. L’amore nell’armadio
06. Nel mondo senza tempo
07. Se potessi come si fa
08. Un cuore sul viso
09. Bufera
10. Il tappeto volante
11. Dove nasce la libertà
12. Il palamito

Brani migliori

  1. Ho più di un amo nello stomaco
  2. Rebus
  3. Due parti precise di me

Musicisti

Sergio Pennavaria: testi, musica, arrangiamenti, voce, cori, piano elettrico-rhodes mk2, chitarra classica, chitarra acustica, sintetizzatori - Lorenzo Piccone: Lap steel guitar, chitarra dodici corde, resofonica, acustica,  mandola - Max Matis: basso elettrico - Simone Rossetti Bazzaro: violino, viola - Martino Biancheri: tromba, trombone, bombardino - Marco Moro: flauto traverso - Giorgio Bellia: batteria, shaker, spazzole, sezione ritmica