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I Fiumi

I Fiumi

Le premesse ci sono tutte: la band, che in sostanza è un superguppo formato da alcuni tra i migliori musicisti di ambito rock italiano, il nome nonché titolo del disco tratto da una poesia di Ungaretti, una voce indie-rock femminile e i testi dal contenuto mai banale. Questi sono I Fiumi, fusione di “menti e braccia” di assoluto livello (Sarah Stride, voce e testi, Xabier Iriondo chitarra elettrica, Andrea Lombardini, basso elettrico e Diego Galeri, batteria) che non badano a fronzoli ma vanno subito al sodo con questo loro disco d’esordio. Fin dal brano che apre l’album, Il dono, che è una sorta di dichiarazione di intenti della band. “L’incanto che avevamo perso” è una delle frasi più belle del brano, che parla al cuore e alla mente delle persone, spingendole ad aprire appunto il proprio organo vitale e la propria intelligenza per accogliere il dono che ogni istante dell’esistenza ci può regalare. Un testo di rinascita, una ventata di positività innestata nel sound rock duro e puro del gruppo. Sarah Stride è una voce fresca, moderna, cantautrice indie rock già protagonista di alcune belle pagine di musica, è la musa de I Fiumi ma anche la regina del canto, magnetica quanto basta. “Siano benedetti i tuoi errori” canta nel secondo pezzo, Questi giorni, che si regge su un impasto che mixa la fiammeggiante chitarra di Xabier Iriondo (Afterhouse e molto altro), la batteria sempre martellante e precisa di Diego Galeri (Timoria, e ho detto tutto) e il basso elettrico di Andrea Lombardini, tra i migliori talenti italiani dello strumento. In fondo all’incendio rallenta il ritmo, ma talvolta è agitata da improvvise fiammate, grazie alla voce di Sarah Stride.


Un gruppo che ha nel sangue il rock sincero e genuino, quel rock che ha ancora molto da dire e che si propone come musica capace di ricondurre le nuove generazioni sul sentiero della riscoperta di sé e del mondo. In più I Fiumi alzano l’asticella, avvolgendo il tutto con un amore spassionato verso tutto ciò che è arte, facendo crescere così il livello culturale delle canzoni e proponendo, di nuovo, il rock come musica che rimanda ad altro e non si ferma alla pura canzone. Non è un caso se tutti i componenti del gruppo amino le contaminazioni non solo musicali ma anche artistiche, letterarie e poetiche. “Tutto addormentato” canta Sarah in Caterpillar, un brano che manifesta il desiderio di risvegliare il mondo precipitano nell’oblio e nell’anestesia prodotta dagli incubi pandemici e dal governo globale delle menti da parte di pochi burattinai. Il brano I Fiumi prende da Ungaretti il titolo e il senso, proiettandolo nella canzone attraverso un testo - comunque - ad alta gradazione poetica: “Impareremo la grazia dello scorrere, la coincidenza di quello che muore e quello che rinasce. Impareremo a contenere le tempeste, non ci si bagna nello stesso fiume per due volte”, con l’ultima frase di Eraclito che rimanda al Panta Rei, il tutto scorre del perenne movimento. Canzoni immediate, che portano dentro i germi del post punk-new wave, scariche elettriche brevi, che si giocano tutte come uno sprint anaerobico per un disco lungo (o corto) il giusto, quanto basta per restare sempre sul pezzo e metabolizzare canzoni che lasciano un segno vitale anche se un po’ malinconico. “Non avere niente da perdere” è una lirica molto efficace di Quello che serve, un’altra canzone che non impiega molto tempo per entrarti dento, con quel tessuto un po’ dark attraversato dal canto stilettante di Sarah. Un brano che racconta in prima persona l'esperienza di un conflitto e della sua controparte di resistenza ad esso. Muta parte in quarta, con la chitarra di Xabier che sembra un lanciafiamme, mentre Sarah canta con un tono orientaleggiante e Diego picchia “come solo lui sa” sulla batteria. Pezzo dal tiro potente che chiude un disco tra i migliori usciti quest’anno, che, oltre all’intensità e alla compattezza del suono offre dei testi che rimandano alle migliori pagine del rock poetico italiana. Qui il video del primo singolo, Il Dono, con la regia di Geremia Vinattieri, che vuole affermare l’essenzialità della musica, liberata da qualunque sovrastruttura.
Foto di Raffaella Vismara

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: I Fiumi e Antonio Nappo
  • Anno: 2023
  • Durata: 35:12
  • Etichetta: Dischi Soviet Studio - Edizioni Freecom Srl

Elenco delle tracce

01. Il dono
02. Questi giorni
03. In fondo all’incendio
04. Caterpillar
05. I Fiumi
06. Quanto più rumore
07. Non dorme
08. La festa
09. Quello che serve 
10. Muta

Brani migliori

  1. Questi giorni
  2. I Fiumi
  3. Muta

Musicisti

Sarah Stride, voce e testi - Xabier Iriondo chitarra elettrica - Andrea Lombardini, basso elettrico - Diego Galeri, batteria