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Remo Anzovino

Igloo

Remo Anzovino non deve proprio amare i titoli lunghi e prolissi, perché se il suo interessante disco d’esordio si intitolava molto sinteticamente "Tabù", il suo secondo lavoro lo intitola semplicemente "Igloo" ma attenzione, perché ancora una volta dietro ad un titolo così conciso si nasconde la magna carta del nuovo progetto.


Infatti, dentro un involucro apparentemente freddo ed inanimato come può essere un igloo, si cela la vita ed allora, come scrive Pierluigi Zamò nel cartonato che custodisce il disco, «Rifondare il futuro e la tradizione: ascoltando Remo ritroviamo le nostre verità». Rifondare il futuro, ossia progettare il proprio futuro partendo dal proprio trascorso, rispettando le proprie tradizioni ma con lo sguardo sempre rivolto avanti. Ascoltiamo allora questo nuovo ambizioso progetto che, come scrive lo stesso Anzovino, è “una piccola sinfonia per orchestra e duetti contemporanei”.


Ben presto ci accorgiamo che è un po’ come se ascoltassimo il nostro vissuto, a tratti sembra di camminare su roccaforti ben salde cui siamo avvezzi eppure, è come se tutto ci apparisse come terreno totalmente nuovo, inesplorato. Ne è un chiaro esempio "Macerie" in cui Remo duetta con il sax tenore di Francesco Bearzatti, in cui è come se percorressimo le strade della nostra città, ma allo stesso tempo non trovassimo più nulla di familiare.


Tutto il disco però si muove in un mondo in cui convenzioni e confini musicali sembrano essere svaniti, dove jazz e musica classica vanno a braccetto, dove classico e moderno convivono in uno stesso brano. Tra i duetti citerei anche "Vortice" con il clarinetto di Gabriele Mirabassi, in cui a poco a poco ci si accorge di essere ipnoticamente rapiti dentro questo vortice misterioso che ad un certo punto, all’improvviso, scompare, Tregua con il flicorno di Luca Aquino che sembra voler arrestare lo scorrere rapido del quotidiano vivere, l’inafferrabile "Aria" con Bebo Ferra alla chitarra classica.


Forse meno intimi e profondi, ma più evocativi e carichi di immagini sono i brani orchestrali (troviamo un’orchestra di ben 40 elementi), tra questi l’impetuoso ed incalzante "Tempo tempesta" con i corni sugli scudi, "Attorno al fuoco" e "Fame", il primo più domestico il secondo decisamente più epico, ma in entrambi si scorgono echi di mondi lontani, di visioni legate ad un passato che ritorna.


Menzioni particolari meritano poi l’introduttiva Igloo, duetto con Franz Di Cioccio alla batteria, perché emblematica del personalissimo stile compositivo di Remo, sfuggente ad ogni classificazione di genere e la conclusiva "Ci sei anche tu", piccolo ma prezioso omaggio allo scomparso Tiziano Forcolin. Lasciatevi allora scaldare il cuore perché dentro questo igloo c’è vita, anzi c’è “la vita”.
 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Jonathan Giustini
  • Anno: 2010
  • Durata: 40:07
  • Etichetta: Odd Times records/Egea

Elenco delle tracce

01. Igloo (feat. Franz Di Cioccio)
02. Tempo tempesta
03. Aria (feat. Bebo Ferra)
04. Prima luce
05. Macerie (feat. Francesco Bearzatti)
06. Attorno al fuoco
07. Vortice (feat. Gabriele Mirabassi)
08. Fame
09. Tregua (feat. Luca Aquino)
10. Giostra
11. Eco di un canto (feat. Enzo Pietropaoli)
12. Ci sei anche tu
 

Brani migliori

  1. Igloo
  2. Macerie
  3. Tregua

Musicisti

Remo Anzovino: pianoforte Sui movimenti a due
Franz Di Cioccio: batteria (1)
Bebo Ferra: chitarra classica (3)
Francesco Bearzatti: sax tenore (5)
Gabriele Mirabassi: clarinetto (7)
Luca Aquino: flicorno (9)
Enzo Pietropaoli: contrabbasso (11) Sui movimenti orchestrali
Tiziano Forcolin: direzione Orchestra Sinfonica San Marco
Marco Anzovino: chitarre acustiche ed elettriche
Gianni Fassetta: fisarmonica