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Massimo Volume

Il Nuotatore

Quasi tutti noi passiamo metà della nostra esistenza al buio. Senza luce. Almeno in gran parte del pianeta abitato. Quel buio, lungi dall’essere un tempo morto, è popolato da una miriade di storie, che possono essere scoperte e vissute, se solo in quel buio si guardasse. Bisogna abituare gli occhi, aspettare, consapevoli che dopo un po’, il nero invece di nascondere, rivela, così come al contrario il massimo della luce acceca. Premesso ciò,  infiliamo le cuffie, tiriamo le tende, e cominciamo a nuotare nel mare sonoro che i Massimo Volume ci invitano a solcare, in un viaggio tra il fantastico e l’intimo, il letterario e il quotidiano, in un “romanzo” post rock tra le parole e un’atmosfera sonora che scandisce le tappe di un viaggio in cui mentre con lo sguardo si prova a rubare ogni frammento, conservandolo in tasca per riviverlo ancora in seguito. A guidarci in questo nuovo capitolo, una formazione essenziale, il nucleo storico della band, che propone poliformi sfumature sonore, con qualche eco originario degli anni Novanta giusto per ricordarci da dove si sono sciolti gli ormeggi.

Le tracce si snodano tra storie di altri, paure quotidiane e sentimenti nascosti nelle pieghe di giornate apparentemente tranquille, pronte a cambiare all’improvviso. C’è il lavoro sotterraneo della coscienza nei ricordi che riaffiorano con una consapevolezza diversa (La ditta di acqua minerale). C’è un continuo scoprire il mondo attraverso il suo lato oscuro, più interessante e vivo, pare dirci Mimì. E di questo ci convince, mentre ci aggrappiamo alle venature di suoni talvolta necessariamente nervose e cupe che accompagnano questa scoperta. Per contrasto provate a immaginare quanto può essere triste una musica allegra. E così capiamo che la via è quella giusta, che il solco è quello di sempre, ma mai dare per scontato un disco dei Massimo Volume. Si sbaglierebbe a dare per scontato innanzitutto loro tre, le chitarre di Egle, la batterie di Vittoria, il basso e le liriche di Mimì, si sbaglierebbe a dare ancora di più per scontato le composizioni di questo disco come un ulteriore naturale tassello di un percorso, quasi dovuto, svilendo in tal caso, un vigore e una maturità che si conferma ogni volta, così come la potenza evocativa delle storie che spiano la cronaca, la letteratura e la vita per restituirle in affreschi in cui possiamo metterci in posa anche noi, con la nostra anima che riconosce quelle vibrazioni. E allora, aprendo la porta d’ingresso su cui è inciso il titolo  Il nuotatore preso a prestito da John Cheever, ci addentriamo ai margini della scena violenta di una strage americana (Una voce a Orlando), assistiamo a un incontro veneziano tra Nietzsche e Mimi, (Fred) , alle paure dei personaggi di Dostoevskij (Nostra Signora del caso), fino a un manipolo di artisti provenienti dal passato che si ritrovano ne  (L’ultima notte del mondo) per “salvarlo” dalla luce e conservarne il lato oscuro ben più vivo interessante del suo opposto.

E così, nuotando intensamente e prendendo fiato per qualche breve istante tra una bracciata e l’altra, tra una traccia e l’altra, si giunge alla fine di un disco che conferma la capacità dei Massimo Volume di stare solidamente al mondo, compreso quello musicale naturalmente. Date retta alla loro tensione narrativa e musicale, fatevi coinvolgere senza resistenza e non date per scontato nulla, fino alla fine, perché niente è come sembra e il velo che fa da ombra al mondo non lascia mai tranquille le nostre presunte sicurezze.   

E quando arrivo finalmente a casa/ La trovo abbandonata/ I vetri rotti/ La porta sfondata
(Il nuotatore)

Foto di Simone Cargnoni

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Giacomo Fiorenza e  Massimo Volume
  • Anno: 2019
  • Durata: 36:00
  • Etichetta: 42 records

Elenco delle tracce

01. Una voce a Orlando
02. La ditta di acqua minerale
03. Amica prudenza
04. Il nuotatore
05. Nostra Signora del caso
06. L’ultima notte del mondo
07. Fred
08. Mia madre & la morte del gen. José Sanjurjo
09. Vedremo domani

 

 

Brani migliori

  1. L’ultima notte del mondo
  2. Il nuotatore
  3. La ditta di acqua minerale

Musicisti

Vittoria Burattini: batteria - Emidio Clementi: voce & basso - Egle Sommacal: chitarre - Francesca Bono: cori in Amica prudenza e Vedremo domani