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Franz Campi

Il sentimento prevalente

Torna a scrivere e a cantare brani inediti Franz Campi, funambolico artista bolognese che da “qualche” decennio si muove nel mondo della musica. Come cantautore, certo, ma è anche protagonista di teatro-canzone con numerosi spettacoli (segnaliamo almeno quello dedicato a Fred Buscaglione, con molte repliche e che è ancora attivo) dove emergono le sue qualità di performer, così come significative sono le decine e decine di rassegne e manifestazioni organizzate in qualità di direttore artistico oppure di presentatore se non anche come ideatore dell’evento stesso (geniale, per esempio, la sua capacità di creare situazioni in cui valorizzare ‘musica&cibo’).

Un operatore culturale e un artista a tutto tondo quindi, ma soprattutto un’anima sensibile, che in questi due anni di pandemia ha saputo e voluto guardare oltre il buio e l’incertezza diffusa, riprendendo in mano un po’ di canzoni abbozzate che aveva nel cassetto per dargli finalmente luce. Le ha limate, levigate e il risultato sono dodici nuovi brani che profumano di buono, canzoni nate senza nessuna moda da in-seguire, senza nessuna concessione a suoni o ammiccamenti da pseudo t-rap che troppe volte infarciscono album costruiti a tavolino, anzi, assemblati con suoni preconfezionati in studio di registrazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aiuta di certo l’humus che si respira qui in Emilia, terra concreta, sincera, che in musica ha sempre regalato artisti genuini nell’approccio alla scrittura. E nei brani di Campi questi valori emergono con forza, con intuizioni melodiche e una voce calda a sostenere un approccio maturo e forgiato da anni passati nella discografia (con non pochi riconoscimenti). Sul fronte strettamente musicale - e degli arrangiamenti nello specifico - va detto che non troviamo particolari soluzioni innovative, si va ‘volutamente’ sul sicuro, tutto suonato comunque molto, molto bene, e il merito di questo Franz deve dividerlo con Davide Belviso. Un piccolo dettaglio che denota però la forte stima che Franz Campi ha per il lavoro di squadra è dato dall’indice dei musicisti sul libretto, dove i nomi sono indicati in ordine alfabetico. Nomi di spessore, tra cui – giusto per citarne alcuni – spiccano Max Tagliata e la sua fisarmonica, il violoncello di Enrico Guerzoni, i Lovesik Duo, il polistrumentista Antonio Vinci, le voci di Barbara Giorgi, Daniela Galli e Silvia Donati.

Un plauso aggiuntivo ci sentiamo di evidenziarlo per il grande lavoro sui testi, con tematiche ora ironiche ora capaci di raccontare le paure, le ferite “invisibili” che questi anni complicati stanno lasciando dentro di noi. Ed allora ecco che il titolo scelto aiuta a decifrare meglio il nuovo lavoro, perché se ci mettiamo un punto di domanda alla fine quel titolo diventa una domanda, che ci interroga e ci costringe a capire come noi affrontiamo le difficoltà. Franz Campi la risposta se l’è data (non a caso in molte tracce si trovano squarci di vita autobiografica) e quel che ci vuol trasmettere è un ottimismo di fondo che si regge sull’amore, l’amore che di volta in volta assume volti ed emozioni diverse. Non tutto è facile, sia chiaro, per nessuno, ma ognuno di noi ha un suo “sentimento prevalente” che muove e condiziona la quotidianità. Ri-conoscerlo può aiutare. Un invito a vivere mettendo insieme leggerezza e responsabilità, ironia e consapevolezza perché la vita, sarà anche banale dirlo, è una sola e vale la pena viverla levigando ogni compromesso.

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In dettaglio

  • Anno: 2021
  • Etichetta: PlayAudio/Azzurra Music

Elenco delle tracce

01. Fragile

02. Respirare

03. Questa vita

04. Piccola pioggia

05. Ridateci Fellini

06. Venda l’oro

07. Chagall

08. Stammi bene

09. Quello che non ho

10. Lettera di un condannato a morte della Resistenza

11. Mentre sprofondi e bruc

12. Tigre a motore

Brani migliori

  1. Respirare
  2. Piccola pioggia
  3. Lettera di un condannato a morte della Resistenza

Musicisti

Davide Belviso: percussioni, chitarra, batteria, basso, cori, pad e programmazioni);
Fabrizio Benevelli: sassofono (#8);
Giulia Cuppini: cori (#5);
Davide Falconi: pianoforte, organo (#6);
Giuseppe Fortunato: rhodes (#2);
Daniele Furlati: pianoforte seconda parte (#10);
Barbara Giorgi: cori (#2, 3, 5, 12);
Enrico Guerzoni: violoncello (#4, 7, 10)

Lovesick Duo:
Francesca Alinovi (contrabbasso) e Paolo Roberto Pianezza (chitarra #11);

Saverio Mazzoni
: voce narrante (#11);
Mino Petruzzelli: batteria (#5, 12);
Massimo Tagliata: fisarmonica (#2, 3);

Tango Spleen
:
Mariano Speranza: pianoforte, basso;
Francesco Bruno: bandoneon;
Andrea Marras: violino;
Luciano Casalino violino;
Elena Luppi: viola (#1, 9)

Les Triplettes de Belville:
Silvia Donati, Daniela Galli, Barbara Giorgi: voci (#10);
Antonio Vinci: pianoforte (#7, 10), basso (#7, 5, 12), chitarra (#12)