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Gerardo Tango

Il vento è forte qui... si vola meglio

Il pugliese Gerardo Tango (no, incredibilmente non è un nome d’arte) ha cominciato a frullare nelle nostre orecchie quando, circa un anno fa, selezionando i partecipanti del nostro concorso L’Artista che non c’era, siamo incappati in due suoi mirabili pezzi (uno, La Borsa di Piero, di rara intensità) tratti da Una donna, il suo primo album autoprodotto. Eravamo stati fulminati dalla netta percezione di avere a che fare con un autore originale e coraggioso, con riferimenti musicali, in termini di costruzione del pezzo e di suono, non banali nell’odierno panorama musicale italiano. 

Per la piccola, ma combattiva, Isola Tobia Label esce ora questo nuovo lavoro, Il vento è forte qui...si vola meglio, dal titolo invero fin troppo wertmülleriano, che ci conferma nell’opinione che a Gerardo Tango di fare cose che suonino attuali e update (sia per i parametri della zona industriale mainstream, sia per quelli dei giardinetti indie) non gliene può fregar di meno, perché lui gioca, semplicemente, in un altro campionato dove a guidare la classifica sono ancora sfrenate digressioni prog, impreviste virate latine, dilatazioni psichedeliche e metamorfosi ritmiche, il tutto incastonato in una forma canzone cangiante, ma ben riconoscibile. Prendete, per dire Grano, sorridente singolo posto in apertura di questo lavoro, con quel gioco di anticipi, quel piano a chiudere, e quel testo di grande forza lirica, o l’inconsueto bolero-rock di Resta che poi nel refrain va di bolina e ci porta altrove, puntando il cielo. Subito dopo arriva l’arpeggio di Se tu..., che parte come una ballad classica e poi si copre di afrori spagnoleggianti.

Potremmo soffermarci su ognuno degli altri pezzi, perché davvero nessuno sembra buttato là, tanto per fare. Tutti appaiono, al contrario, necessari, con testi sempre ben cesellati, e suonati da musicisti convinti di quello che stanno facendo. Se capite cosa voglio dire. Non faremo, per non appesantire queste poche righe, il lungo elenco della serva, ma lasciateci almeno porre ad esempio luminoso C’è un’Italia, che parte progressiva (flauto+organo) per poi subito spiazzarci con un tempo reggae. E’ un brano attuale, dal forte contenuto sociale, e quindi ad alto rischio di retorica. Stai lì ad ascoltarla in trepidazione, temendo che il prossimo verso scivoli nel più becero qualunquismo, e finisca tutto in vacca. E invece, miracolosamente no, tutto fila: e dopo una serie di quadri di desolazione, ecco che la coda finale si inebria di riscatto, sottolineato, musicalmente, dal glorioso ritorno del prog iniziale, con tanto di suono moog e nuovamente il flauto a interpuntare. Porca zozza.

Lo stesso cantato di Gerardo Tango esprime una sicurezza che ti artiglia senza scampo: efficace, sfrontato e audace alla bisogna (vedi la funkeggiante L’invisibile). Dicevamo all’inizio dei riferimenti musicali. Bene, se in qualche passaggio del precedente Una donna, facevano capolino i Radiohead, qua si torna a casa, alla stagione felice degli anni Settanta, quando la musica italiana, dal rock aperto e mutante di gruppi come PFM, Osanna e Banco, al pop avventuroso di Lucio Battisti, volava altissima. 

Insomma, a voler tirar le fila del discorso, quello che colpisce in Gerardo Tango è la libertà creativa che l’autore si concede e l’assoluta padronanza degli utensili necessari a forgiare delle ottime canzoni rock (intendendo questo termine nella sua accezione più ampia), poggiate su strumenti vivi e concreti che impastano un’amalgama tra elettrico ed acustico che fa un tagliafuori mica da ridere a certi trattamenti elettronici del suono e della voce che oggi sembrano, ai più, imprescindibili. Quanto questo possa precludergli la possibilità di passare nelle radio che contano, o di diventare il fenomeno gggiovane della prossima mezzora, non saprei.


 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Gerardo Tango
  • Anno: 2018
  • Durata: 41:00
  • Etichetta: Isola Tobia Label

Elenco delle tracce

01. Grano
02. Resta
03. Se tu...
04. Il riccio
05. C’è un’Italia
06. L’invisibile
07. Confessione
08. Prosopagnosia
09. Lasciami il cuore
10. Ora

Brani migliori

  1. Grano
  2. C’è un’Italia
  3. Resta

Musicisti

Gerardo Tango: voce e chitarre  -  Leo Episcopo: pianoforte, hammond, tastiere  -  Giulia Nanni: basso  -   Stefano Montrone: batteria e percussioni  -  Paola D’Aluisio: flauto traverso e tromba  -  Michele De Luisi: violino, bozouki: Cristina Dilecce: sinth