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Giulio Casale

Inexorable

Non ho mai capito il motivo dell’ostracismo perpetrato nei confronti dell’opera post mogoliana di Lucio Battisti. Mi riferisco in particolare ai cosiddetti dischi bianchi scritti sulle liriche del poeta Pasquale Panella. Un ostracismo, se non una vera e propria diffidenza o fastidio, da parte degli addetti ai lavori, certo, ma anche di molti colleghi cantautori. Forse perché si tratta di Battisti? Forse perché operazione troppo elitaria e snob? Non so spiegarmelo. 

Chi scrive è invece un grande estimatore di quel periodo e di quella forma canzone così inconsueta. Mi sono sempre chiesto cosa sarebbe successo se un grande nome della canzone d’autore avesse ripreso in mano quella “lezione”. Ora, finalmente, ho una risposta. Non nego, infatti, che ascoltando per la prima volta questo nuovo atteso disco di Giulio Casale, Inexorable - senza aver letto i credits - mi sono domandato istintivamente se almeno un paio di brani (in particolare le splendide Scolorando bice e Coscienza C) non fossero stati scritti proprio da Panella. Così non è. Tutta farina del sacco di Casale. Ma il dubbio continuava ad albergare in me. Per questo non mi sono certo sorpreso quando ho letto l’ottima intervista del nostro Andrea Caponeri (qui) in cui il cantautore trevigiano dichiarava di aver riscoperto l’ultima produzione di Battisti. I conti, finalmente, tornavano. 

Spero mi perdonerà il lettore, a questo punto, se mi soffermerò prima di tutto su questo aspetto. La mia deformazione linguistica prende il sopravvento: dove Casale ha maggiormente attinto ispirazione dal lavoro di Panella? Intanto l’uso di modi e tempi verbali inconsueti come il gerundio, il congiuntivo imperfetto e soprattutto l’infinito (in special modo a fine verso); gli accostamenti “azzardati” nome+aggettivo che danno origine a metafore, sinestesie e personificazioni affascinanti: “Dove andrà, dove andrà?/ se son finiti i paradisi girevoli”, “Ti cresce addosso uno sconcerto comico sudato e banale”; la forte presenza di vocativi ed apposizioni: “Dove cercare di nascondere e abbronzare/ le ferite, soldatessa occidentale”; le metafore inconsuete e le frasi apodittiche: “L’amore è ancora un contromano/ di te stessa”; i giochi semantici: “Nuda al centro della piazza, bice/ è la prima a dirsi “adesso son spiazzata” (che va, oltretutto, a chiudere la metafora precedente), “Amore quando arrivi arrivo a riva”, “Io ardo troppo in fretta/ tralascio non è poi che non ardisca/ tu ardisci ma così superficiale”; le rime interne al limite dell’omoteleuto: “Tu labile protetto, sorretto dal tuo bel profilo anonimo”, la destrutturazione del normale ordine sintattico: “Una mente veramente/ equanime saprebbe non distinguere pagliuzze/ e travi dalle creme occhi e per mani, rimani” (e si noti, anche in questo caso le rime interne); le allitterazioni: “soppesare strane trame, consonanti e labiali”; l’uso di termini inusitati per la canzone pop: “Levare sibilanti al tuo berciare”, “E in mezzo c’è una vasta zona brulla” (qui calco oltretutto de La sposa occidentale di Battisti).

Fatta questa disamina prettamente linguistica, occorrerà precisare ancora una volta e con forza che Casale non scimmiotta, non imita, al più - se seguiamo il vecchio adagio Eliotiano secondo cui i poeti immaturi imitano e i poeti maturi rubano - ruba. E lo fa in maniera magistrale, ponendo le nuove armi espressive al servizio di una (sua) grande capacità compositiva. Insomma, questo è un disco di Giulio Casale a tutti gli effetti. Ovviamente non tutti i testi presentano questo tipo di struttura, ed emergono improvvise intuizioni e citazioni bellissime lungo tutto il disco (penso, tra le altre, alla ossimorica: “E lo so che hai nostalgia del presente, ma proprio quando conti di non essere niente hai vinto il premio più bello”). Musicalmente si spazia da una certa ballata più tradizionale a composizioni che presentano una struttura più complessa - sempre seguendo la lezione dell’ultimo Battisti - in cui manca un vero e proprio ritornello (e ancora una volta penso a Scolorando bice, quattro momenti armonici diversi che sembrano continuamente sfuggire alla presa dell’ascoltatore).

Disco dolente (d’altronde prende spunto da un verso dallo scrittore francese Michel Houellebecq che ha frequentato un certo nichilismo esistenziale), in cui la vita è orrore e l’amore è proiezione (Soltanto un video) o comunque una recita, in cui le presenze amate tendono a svanire (Scolorando Bice) o a scomparire (Non ci sarò) e non sembrano donarci una seconda possibilità di chiarimento (Un minuto). La comunicazione è diventata liquida in tempo di social e gli influencer assurgono a ruolo di nuovi maître à penser (Un giorno storico). Ma nonostante tutto si rivendica con forza di essere però non solo anima, spirito, mente ma anche corpo che questa vita vuole vivere a fronte delle maestre (interiori) che ingiungono il divieto e prospettano una punizione (Sono corpo). Un diario intimo, insomma? Non proprio, forse più una registrazione di quello che Casale vede dentro di sé ma soprattutto fuori da sé, dal momento che in moltissimi brani la musica assume un andamento lisergico e il dettato vocale si configura come una sorta di recitativo alle volte appena bisbigliato (anche se non mancano brani dall’andatura decisamente più pop-rock come Roger Trip Adviser e Un giorno storico). Ciò che rimane è alla fine, in ogni modo, una sorta di stoica rivendicazione di esistere contro tutto e tutti (anche se stesso?), una resilienza esistenziale insomma (Resto io). Nella speranza che un vento inesorabile (quello di Houellebecq, appunto) spazzi via questi tempi di “inganni e disinganni”.

Un disco di un grande artista che meriterebbe davvero molta considerazione e che saremmo ben felici di trovare nella cinquina finale delle Targhe Tenco…sperando che non sia solo un (nostro) video.  

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Lorenzo Tomio, Alessandro Grazian e Giulio Casale 
  • Anno: 2019
  • Durata: 39:49
  • Etichetta: VREC

Elenco delle tracce

01. Soltanto un video
02. Non ci sarò
03. Coscienza C
04. Scolorando Bice
05. Un minuto
06. Sono corpo
07. Un giorno storico
08. Roger Trip Advice
09. Ammirarti infinita
10. Tutto cadeva
11. Resto io 

Brani migliori

  1. Scolorando bice
  2. Coscienza C
  3. Tutto cadeva