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Eloisa Manera Ensemble

Invisible cities

L’ispirazione da cui è nato questo lavoro si trova stampata nelle righe del romanzo di Italo Calvino, Le Città Invisibili: Eloisa Manera insieme ai musicisti coinvolti nell’operazione, ripercorrono, attraverso 11 categorie, tutte le città dai nomi di donna raccontate nel libro, città più immaginifiche che fisiche, più metafisiche che reali, eppure tutte in grado di lasciare una traccia, un segno, un’immagine o anche solo un riflesso di sé. Proprio a partire da queste tracce, a volte solide e visibili, altre volte più diafane e quasi impercettibili, l’ensemble cerca di cogliere, attraverso l’interpretazione musicale, il senso, il significato, il valore dell’esistenza di questi luoghi, proponendosi poi di visualizzarli.

Inquadrare il genere musicale all’interno del quale si muove Invisible cities risulta essere un’operazione davvero improba, uno sforzo probabilmente fine a se stesso: si va dalla sperimentazione quasi rumoristica ad echi di free jazz, da melodie jazzate o fusion, interpolate con elementi elettronici ma anche con strumenti tradizionali, fino ad armonie di stampo orientale, ma anch’esse decisamente distanti dagli stereotipi attraverso i quali le si definisce di solito.

L’Eloisa Manera Ensemble riesce a concepire ed a realizzare compiutamente una musica essenziale, asciutta, a tratti quasi “cruda”, scarna, sicuramente complessa da un punto di vista strutturale,  ma non improntata al virtuosismo; i dodici brani sono, ognuno a suo modo visionari, alcuni quasi allucinati perché vanno a descrivere luoghi di per sè imperscrutabili.

In tutto l’album aleggia un alone di mistero, il senso del viaggio è sempre presente ma, più che di un vero e proprio viaggio fisico, la sensazione è che si tratti in realtà di un viaggio interiore, in certi passaggi quasi onirico, in cui perdersi e ritrovarsi sia, non certo l’eccezione, ma semplicemente la regola. Da sottolineare anche, e questo è sicuramente un altro fattore molto positivo da ascrivere a questo lavoro, il fatto che la notevole tecnica messa in mostra dai musicisti coinvolti contribuisca in maniera fondamentale a creare le atmosfere che caratterizzano le singole tracce: brani spesso complessi, a volte aritmici, o con notevoli passaggi atonali, vengono condotti “in porto” con una leggerezza ed una facilità, ovviamente apparenti, che la dice lunga sulla loro preparazione, ma anche sulla capacità di cogliere il senso del brano e di tradurlo in musica utilizzando anche, all’interno del medesimo, linguaggi e stili differenti senza la minima difficoltà: in questo senso il brano Cities & memories rappresenta, forse la summa di questi concetti dal momento in cui passa da un genere all’altro senza soluzione di continuità e con una fluidità assoluta.

Non siamo di fronte ad un lavoro “facile”, questo è certo, ma neppure ad un album dedicato solo ad incalliti musicofili: con un minimo di pazienza, e concedendosi un po’ di tempo (anche se questo, in realtà, andrebbe fatto sempre, quando si ascolta musica), anche un semplice appassionato può concedersi di girovagare all’interno di queste “cities”, fisiche o immaginarie, esattamente come fa un turista che cammina in un luogo guardandosi intorno e restando, talvolta, a bocca aperta: per scoprire una città, per scoprirla veramente, non basta visitarla o visitare i monumenti o i musei, ma occorre davvero “camminarla”, guardare case, vie, piazze, case, e guardare la gente. Con lo stesso criterio, avventurarsi all’interno di Invisible cities permette all’ascoltatore di costruirsi un proprio personalissimo e meraviglioso viaggio…

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Eloisa Manera, Piergiorgio Miotto, Carlo Cantini
  • Anno: 2017
  • Durata: 57:44
  • Etichetta: Autrecords

Elenco delle tracce

01. Cities & signs
02. Cities & exchanges
03. Hidden cities
04. Cities & memories
05. Cities & names
06. Cities & the dead
07. Cities & eyes
08. Continuous cities
09. Cities & desire
10. Thin cities
11. Cities & the sky
12. Cities & the dead II

Brani migliori

  1. Cities & memories
  2. Continuous cities
  3. Thin cities

Musicisti

Eloisa Manera: violin, voice  -  Gianluca Barbaro: recorders, ewi  -  Piero Bittolo Bon: alto sax, baritone sax, clarinet  -  Andrea Baronchelli: trombone  -  Pasquale Mirra: vibes  -  Danilo Gallo: double bass, electric bass  -  Ferdinando Faraò: drums  -  Roberto Zanisi: cumbus, cifteli, bouzouki, percussions, voice, objects  -  Walter “Bonnot” Buonanno: electronics