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Dente

Io tra di noi

Cesellatore instancabile di parole e suoni, ossessionato da fonemi e numeri (ma anche da fogli, matite e disegni), mago di giochi di parole e figure retoriche, Dente, il cantautore fidentino, già finalista Tenco, già amatissimo da critica e pubblico, ha finalmente estratto dal cilindro la sua nuova creatura: Io tra di noi.

Uno smalto malinconico ricopre Due volte niente che, affidata solo alla voce e alla chitarra, tocca le corde più profonde della delusione: il disco si apre proprio così celebrando il lato più oscuro del sentimento che continua ad ispirare ogni canzone. Piccolo destino ridicolo, dalle sonorità più vivaci, accoglie la band, musicisti con cui il Nostro collabora da molto tempo, con ruoli e identità anche diverse: Gianluca Gambini, alla batteria e alle percussioni, Nicola Faimali, al basso, e il Sig. Solo, ovvero Andrea Cipelli, al pianoforte e altre amenità.

Saldati, scelto come primo singolo, è un brano davvero ben riuscito, ricchissimo musicalmente e liricamente: dagli archi – i violini sono affidati a Rodrigo D'Erasmo – ai fiati – affidati, naturalmente, a Enrico Gabrielli e agli Ottavo Richter, tutti arrangiati da Massimo Martellotta, all'intensità del testo aggraziato dalla immediatezza delle immagini e da quella poesia che si nasconde nella parola e nella sua pregnanza (non a caso, l'omaggio a Ungaretti, è palese!) e gioca simbolicamente con i fonemi.

Le emozioni si distendono e si addolciscono – ma è solo una tregua – e si declinano anche in Casa tua, delicata e arguta ode ai sensi e alla psiche, tra riflessi e paure, accarezzata dal mellifluo suono del flauto, con una bella sorpresa nel finale. Alla rarefatta Cuore di pietra sbocciata da voce, chitarra e rassegnazione, segue Giudizio universatile, originale già dal titolo, con un bel ritmo e un po' sorniona, in cui gli archi sono ben valorizzati.

Un bel testo arricchisce Da Varese a quel paese, una storia mille volte vera, ma dipinta dalla mano di Dente, sempre più ferma e personale, e tradotta in una delicatezza dondolante che colpisce nel segno. Una macchina da scrivere (?) è curiosamente tra gli strumenti in Io sì: una celebrazione di quei ricordi, così difficili da cancellare nell'universo analogico del cuore, che preserva con tenacia rimpianti e impossibilità. Tutto questo in un brano che è supportato da una incalzante nostalgia.

Dopo il divertissement, decisamente agrodolce, di Puntino sulla I, è il momento de La settimana enigmatica dove ritroviamo nella lirica una vecchia conoscenza (sì, proprio Lei, che nonostante il nome, continua a dar tormento) per gli estimatori di Giuseppe Peveri, in arte Dente: sono benvenuti gli appassionati di enigmistica, in un'atmosfera surreale e sospesa, ma vivace.

Scanzonata e ariosa è Pensiero associativo ben supportata da fiati (sax baritono, sax contralto, tromba e trombone) questa volta arrangiati da Enrico Gabrielli.

Il disco, poco meno di quaranta minuti in tutto - forte anche della scelta di affidarsi, per la prima volta ad un produttore: il gettonatissimo Tommaso Colliva (Calibro 35 e tanti altri) – trova decisamente il suo perfetto compimento in Rette parallele, la canzone finale.

Qui si impone una consapevolezza lucida e affilata sulla incompatibilità, sull'impossibilità, sulla mancanza di soluzione: una affermazione che si dispiega in mille immagini, mai banali, che fanno sorridere, ma che manifestano una lontananza ormai incolmabile e costante. È forse questo il punto da cui ripartire? Il brano, nella coda, si trasforma in un carnevale di suoni (con le percussioni di Daniel Plentz, direttamente dai Selton) e canti, che riscalda e cerca di rianimare un cuore immobile. Un bell'album, questo Io tra di noi, in cui sentiamo anche molte cose: Battisti, certamente, ma anche Dalla e qualcosa d'altro. Ma non c'è nulla di sterile, di serigrafato... si respirano ispirazioni e omaggi che lasciano Dente in buona compagnia.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Tommaso Colliva
  • Anno: 2011
  • Durata: 38:06
  • Etichetta: Ghost Records/Venus

Elenco delle tracce

01. Due volte niente

02. Piccolo destino ridicolo

03. Saldati

04. Casa tua

05. Cuore di pietra

06. Giudizio universatile

07. Da Varese a quel paese

08. Io sì

09. Puntino sulla i

10. La settimana enigmatica

11. Pensiero associativo

12. Rette parallele

Brani migliori

  1. Casa tua
  2. Saldati
  3. Rette parallele

Musicisti

Dente: chitarre, voci, percussioni, campane tubolari Gianluca Gambini: batteria e percussioni Nicola Faimali: basso Andrea Cipelli: pianoforte, organo Rodeo, Fender Rhodes, piano Wurlitzer, organo e cori Rodrigo D'Erasmo: violini Daniela Savoldi: violoncello Enrico Gabrielli: flauto, sax contralto, cori Daniel Plentz: percussioni, shaker Massimo Martellotta: dulcitone Raffaele Köhler: tromba Luciano Macchia: trombone Domenico Mamone: sax baritono