ultime notizie

Patrizia Cirulli interpreta Achille Lauro

Patrizia Cirulli, cantautrice milanese, rilegge e reinterpreta C'est la vie di Achille Lauro.   di Paola Piacitelli                                                               VEDI IL VIDEO Il singolo, accompagnato dal videoclip ufficiale, è distribuito dall’etichetta La ...

Mezzala

Irrequieto

Michele “Mezzala” Bitossi, già leader dei Numero 6, è tornato ad ottobre con un nuovo album da solista, una prova di grande stile in cui l’artista riparte dal cantautorato anni ’70 per elaborare un progetto molto personale. Il disco è tramato di chitarre in bilico tra folk internazionale e delizioso jangle pop, si apre ad inserti di fiati ariosi, a percussioni piene di luce, a sfumature agrodolci di organo, dal sapore quasi vintage, e ancora mescola cura cantautorale nei testi a pop da camera colorato e/o ricco di archi e a spolverate di brillanti ritmi latini.

L’album è caratterizzato da un ottimo gusto e fiuto per melodie convincenti, ma anche e soprattutto da testi significativi. I versi intessono una lezione di realismo, che senza illusioni disegna un quadro esistenziale in cui bisogna a volte rinunciare ai grandi progetti o in cui il dolore è inevitabile, ma in cui è anche importante saper accettare gli eventi con il sorriso e sapersi rialzare: «Se tiri a campare la sfiga va ancora più su / oppure c’è la vita / la forza per convincerti che non sia già finita / la trovi dove vuoi / anche in mezzo a un dolore» (Le tue paure). D’altronde inutile rimuginare troppo su qualcosa: «c’è da dimenticare / c’è da bruciare i ponti e / senza pensarci troppo andare / uscire a vivere» (A chi non vuol giocare).

L’ironia e/o la lievità di melodie chiare, quasi ballabili, stemperano d’altronde anche la sofferenza: si ascolti in tal senso Biodegradabile, in cui emerge che sia l’amore che il dolore purtroppo non si decompongono facilmente quando una storia termina, oppure Sei l’unica ferita, che tra ritmi vivaci e melodie quasi scanzonate (che occhieggiano a Ivan Graziani) affronta allora la necessità di rivedere una persona mai dimenticata per decidere cosa fare di «questo vivissimo amore»; autoironica in La classifica anche la definizione di essere «specialista nell’alzar muri / o ancora peggio / nel fare esploder le relazioni».

Le atmosfere luminose e “sorridenti” non sempre bastano ad andare oltre un livello semplicemente gradevole, ma diventano spesso comunque “contagiose”, anche quando non si tocca l’intensità che si riscontra comunque in numerosi pezzi, come Capitoli primi con la confessione di piccole insoddisfazioni, sbagli e paure e il pathos sincero e vaporoso che sostiene e fa volare il desiderio del ritornello di una vita costellata di nuovi inizi, oppure nella sottile malinconia di Constatazione amichevole, del dolore sottotraccia che pulsa tra le note dolceamare e nella consapevolezza del ritornello: «te lo dico se vuoi / perché la luce è finita / differenza tra noi / io viaggiavo tu eri in gita».

No, il nocciolo della recensione non è «fai piacevoli canzoni ma non basta no no no» come canta l’ospite Zibba in Chissà, perché di una certa leggerezza, al contempo ricercata e naturale, complessa come l’equilibrio del funambolo, Mezzala ha saputo fare la cifra di uno stile, chiaro, riconoscibile e ammirabile. E quella leggerezza è quella del sorriso ricomposto con forza combattendo qualunque tentazione all’autocommiserazione e alla tristezza, è un manto di rose che, per parafrasare Saba, Mezzala l’irrequieto stende a fatica a nascondere l’abisso: «E allora che facciamo? / O ci ammazziamo tutti / o finalmente ci rialziamo / mi trovi dove vuoi / anche in fondo al burrone / resta qui con me…» (Le tue paure).

Mezzala è stato tra gli otto semifinalisti della sezione italiana della 12° edizione del concorso L'artista che non c'era; qui sopra in una foto di Federico Sponza che lo ritrae durante l'esibizione dal vivo sul palco del CPM di Milano lo scorso 4 dicembre.

0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento


In dettaglio

  • Produzione artistica: Ivan Antonio Rossi  
  • Anno: 2015
  • Durata: 47:00
  • Etichetta: The prisoner

Elenco delle tracce

01. Le tue paure
02. Mi lascio trasportare
03. Biodegradabile
04. Capitoli primi
05. Sei l'unica ferita
06. La classifica
07. A chi vuol giocare
08. Se mi accontentassi
09. Ancora un po' bene
10. Constatazione amichevole
11. Fino a Liverpool
12. Chissà

Brani migliori

  1. Capitoli primi
  2. Constatazione amichevole
  3. Le tue paure

Musicisti

Michele Mezzala Bitossi: testi e musica, voci, chitarre acustiche, arrangiamenti - Tristan Martinelli: arrangiamenti - Ivan Antonio Rossi: arrangiamenti - Massimiliano Sorrentini: batteria - Danilo Gallo: basso - Simone Massaron: chitarre elettriche, steel guitar - Paolo Pee Wee Durante: piano, organo, tastiere, synth - Dimistri Grechi Espinoza: sax contralto - Beppe Scardino: sax baritono, arrangiamenti di fiati e archi - Federico Pierantoni: trombone - Luciano Turella: viola - Francesco Carmignani: violino - Carla Corradi Cervi: violino - Claudio Perigozzo: violino - Lara Vecoli: violoncello - Martina Benifei: violoncello - Filippo Ceccarini: flicorno in 09 - Mario Principato: percussioni in 02, 05, 11 e 12 - Brunella Boschetti Venturi: cori in 02, 03, 05, 06, 08 e 11 - Silvia Anglani: cori in 02, 03, 05, 06, 08 e 11 - Zibba: voce in 12 - Matteo B. Bianchi: testo in 04