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Raoul Moretti

IsolaMenti

Per natura, gli esseri umani sono cambiamento, ma spesso fatichiamo a lasciare la nostra zona di comfort, spaventati come siamo all’idea di abbandonare le nostre certezze. Fortunatamente però esistono delle realtà che fanno da trait d’union fra l’isola della certezza e quella dell’ignoto. Raoul Moretti si inserisce esattamente in questo contesto. Con la sua arpa (zona di comfort) elettrica (cambiamento), Moretti svolge la funzione di ponte che collega le due parti del nostro essere, invitandoci a una sperimentazione che affonda le sue radici nell’intramontabile classicismo di quell’imponente quanto affascinante strumento ‘classico’.

IsolaMenti non è un disco che cattura al primo ascolto: le sonorità sono così introspettive e innovative che è necessario ascoltare l’opera più volte per ritrovare degli ancoraggi all’interno di tracce che, seguendo le logiche della fisica quantistica, hanno fatto del tempo l’ultimo dei loro pensieri. È lo stesso Moretti, difatti, ad affermare che il disco è “frutto di una evoluzione personale interiore […], di introspezione”. Invita inoltre l’ascoltatore a comprendere quando un’isola, spesso vista come simbolo di solitudine, debba essere trasformata in metafora di noi esseri umani, che spesso adottiamo una prospettiva sbagliata, limitata, priva di senso: come possiamo considerare un’isola un luogo dai confini ben definiti, quando è invece circondata dall’infinito oceano? Da questa consapevolezza, ecco che ognuno di noi può ritrovare un Paradiso perduto, un Mondo ritrovato, le sue Connessioni.

No, non è di facile ascolto, “IsolaMenti”. Ma è meravigliosamente, dannatamente accattivante. E dopo aver avuto già molti riconoscimenti (ricordiamo almeno l’ultimo in ordine di tempo, il suo gran lavoro con Beppe Dettori nell’omaggio a Maria Carta che li ha visti entrare nella Cinquina nelle Targhe Tenco sez. Interpreti), di Raoul Moretti se ne sono accorti anche i giurati del Premio L’Artista che non c’era, che lo hanno indicato come uno dei due vincitori della sez. Strumentale insieme alla pianista Daniela Mastrandrea nell’edizione 2020. L’arpa elettrificata di Moretti ammalia come le sirene che invitano Ulisse a lasciarsi andare, ma se il povero Odisseo avrebbe perduto sé stesso, qualora avesse prestato loro ascolto, l’ascoltatore ha la fortuna di raschiar via la ruggine delle certezze apparenti, trasferendosi su un piano più profondo, personale, intimo.

Un disco da comprendere, da far proprio, da ascoltare e, se ci è concesso il termine, da vedere: il booklet è difatti un tripudio di citazioni che fanno da cornice a foto che raccontano secondo diverse prospettive l’infinita poliedricità del mondo e sì, di noi stessi.

 

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In dettaglio

  • Anno: 2020
  • Durata: 54:03
  • Etichetta: Fono Bisanzio

Elenco delle tracce

01. Con-solazione
02. Nel fluire (feat. Michele Gazich)
03. Emersioni (feat. Giuseppe Joe Murgia)
04. Lib(e)rando
05. Là fuori
06. Qui dentro (feat. Julia Kent)
07. Vie di fuga
08. Paradiso perduto
09. Connessioni
10. E(s)senza
11. Mondo ritrovato
12. Fragili squilibri (feat. Marco Bianchi)
13. Identità (feat. Beppe Dettori)
14. Sola-mente

Brani migliori

  1. Connessioni
  2. Paradiso perduto
  3. Sola-mente