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Alessandro D’Orazi

Itaca

Itaca è il titolo della nuova creatura discografica di Alessandro D’Orazi, un titolo che evoca subito mille avventure, mille storie che si intrecciano tra loro e che in questo disco diventano dodici racconti o, prendendo in prestito il sottotitolo, ‘storie epiche ai confini di una città’.

Dodici tracce intrise di speranza, che diventano un viaggio tra storie reali e sogni, tra periferie, amore e racconti messi in musica dal retrogusto nostalgico ma capace di guardare al futuro. Alessandro D’Orazi riesce catturare l’immaginario dell’ascoltatore guidandolo nel disegnare ogni singolo elemento e personaggio di ogni canzone. Una sorta di concept-album, che raggiunge meglio il suo obiettivo se nell’ascolto ci facciamo accompagnare dal supporto fisico, così da goderne appieno grazie ai disegni di Miriam Piro, efficace a saper trasportare “su carta” la bellezza di ogni storia.

Un album che nella sua semplicità (dove con questo termine vogliamo ribadire la genuinità dell’operazione) racchiude l’essenza di Alessandro, del suo modo di intendere la canzone. Conosciuto per essere fortemente coinvolto emotivamente dalla città ‘eterna’ e nello specifico da San Basilio, il quartiere dove è nato e vive, Alessandro dà prova della sua sensibilità quando nel brano Roma nascosta mette in scena un quadro crudo e reale della Capitale, ma nello stesso tempo intriso di bellezza e di speranza. Non è il primo e non sarà l’ultimo dei cantautori D’Orazi a scrivere e cantare di Roma, ma ogni volta che qualcuno si cimenta i rischi di scivolare sulla buccia di banana (chiamata qualunquismo o retorica) sono alti. Qui ci sembra di riscontrate una purezza d’animo che riesce a dare peso e valore al testo. Ma anche in altre canzoni troviamo quella stessa scrittura schietta e diretta, come in Mi nonno, in cui ci parla di un personaggio mitologico e leggendario per ognuno di noi e che ci ricorda un meraviglioso spettacolo teatrale di Simone Cristicchi ‘Mio nonno è morto in guerra’. Merita di essere sottolineata anche La RCA (con Maurizio Bernacchia e Dario Sgrò), brano che ci trasporta immediatamente in una storia (la storia), di un periodo musicale irripetibile, tra nostalgici ricordi e il vissuto di un bambino cresciuto a suon di Pane e musica (non a caso nella scaletta i due brani sono consecutivi), un patrimonio artistico e culturale che ha fatto tanto per la musica italiana e che manca immensamente

In chiusura possiamo dire che - quasi sempre - ogni album ha in sé un sentimento nobile come l’amore, a volte palese altre volte sottotraccia, che si insinua nelle canzoni. E anche qui, nel disco di Alessandro D’Orazi, l’artista riesce a trasportarci su un’Itaca ideale in cui le canzoni riescono a coinvolgere l'ascoltatore, non lasciandolo “passivo” all’ascolto ma quasi si rende disponibile ad una interazione virtuale con le note e le parole di ogni canzone. Dodici storie in cui la nostalgia, l’emozione e l’amore riaffiorano e commuovono.

 



 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Alessandro D’Orazi    
  • Anno: 2019
  • Durata: 44:02
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Dove sono nato

02. Itaca

03. Ho visto la Madonna

04. Circe (l’estate non verrà)

05. I fratelli Menelik

06. Mi nonno

07. Roma nascosta

08. Margherita

09. La RCA

10. Pane e Musica

11. D’ora in poi

12. Buco nero

 

Brani migliori

  1. Roma nascosta
  2. Mi nonno
  3. La RCA

Musicisti

Pino Iodice: chitarre, ukulele, mac - Alessandro Sanna : basso - Lucrezio De Seta: batteria - Primiano Di Biase: organ, fisarmonica, piano - Simone Talone: batteria, percussioni - Max Dedo: trombe e tromboni, sezione fiati - Alessandro D’orazi: voce, chitarre - Sara Sileo, Giordana Piedimorsi: cori angelici - Edoardo Vianello : cori misteriosi - Claudio Zilli: Pane e Musica - Maurizio Bernacchia e Dario Sgro’: La RCA - Maurizio Bernacchia: Circe (L’estate non verrà) - Julli Maiucchi: Margherita