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Mario Incudine

italia Talìa

Proveniente da Enna (quindi dal “nòcciolo” della Sicilia, per ubicazione e ricchezza storica), il trentunenne Mario Incudine è senz’altro personaggio da tener d’occhio: un passato (precocissimo) come attore, un tirocinio in campo musicale, oltre che come autore di colonne sonore, nel gruppo Janniscuru, sorto nel ‘96 e con cui nel 2002 incide “Un Natali di paci” (l’uso del dialetto è una costante nella sua produzione), quindi – anzi, contemporaneamente, visto che qui l’anno di nascita è il 1999 – col trio I petri c’addumanu (anche qui un cd, “In forma di musica”) e nel 2003 il debutto in proprio con “Terra (radici nel futuro)”.

Seguono poi “Abballalaluna” (2007, ristampato nel 2009 come “Gamàr”), la colonna sonora “Anime migranti” e “Beddu Garibbardi”, entrambi del 2011, e infine – estate 2012 – questo italia Talìa (cioè “Italia guarda”), che ne segna l’approdo alla prestigiosa scuderia-Universal, e i cui testi sono per metà cofirmati da Kaballà (al secolo Giuseppe “Pippo” Rinaldi), che dell’album è anche supervisore artistico, in coppia con quel Mario Saroglia che gioca a sua volta un ruolo nodale nel lavoro (in cui oltre tutto suona copiosamente).

La partenza è fulminante – anche proprio per temperatura – con un lieve ripiegamento già nel secondo brano (peraltro sempre di notevole “tiro”), Forsi chiovi, per scivolare quasi verso il clima della ballad in Duedinotte, in cui si distinguono la fisarmonica Antonio Vasta e la seconda voce (in italiano) di Anita Vitale. Il prosieguo ripercorre, per così dire a saliscendi, questo tracciato, con momenti più rutilanti, estroversi, saltellanti, e altri più docili e ondulati, talora (Malaerba, per esempio) palpabilmente danzanti, il tutto sempre con le fragranze tipiche della musica popolare.

Le cose migliori – entro un prodotto comunque di livello costante, salvo qualche episodico eccesso di misura, qualche saturazione – sembrano in tal senso arrivare con Passi di dumani, in bell’equilibrio tra fruibilità ed eleganza (e ancora con la fisa sugli scudi), e con Escusé muà pur mon franzé (grafia fonetica di “excusez-moi pur mon français”, ovviamente alquanto maccheronico), che costituisce in qualche modo un unicum nel disco, più discorsivo, quasi confidenziale (anche per tono testuale). Nessuno dei tredici brani complessivi, peraltro, è meno che buono. Album prezioso.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Kaballà, Mario Saroglia,  
  • Anno: 2012
  • Durata: 49:00
  • Etichetta: Emarcy/Universal

Elenco delle tracce

01.    italia Talìa

02.    Forsi chiovi

03.    Duedinotte

04.    Fiat voluntas Fiat

05.    Malaerba

06.    Lassa e passa

07.    Camina e curri

08.    Passi di dumani

09.    Duminica matina

10.    Escusé muà pur mon franzé

11.    Salina

12.    Li culura

13.    Notti di stranizza


Brani migliori

  1. italia Talìa
  2. Forsi chiovi
  3. Passi di dumani

Musicisti

Mario Incudine: voce, chitarra acustica, mandola, mandolino, mandoloncello, saz baglama, tzouras -   Anita Vitale, Falsal Taher, Simona Sciacca: voce  -   Antonio Putzu: sax soprano, corno tunisino, clarinetto, flauti, duduk, marranzano  -   Mario Saroglia: pianoforte, melodica, campane, chitarra classica, tastiere, direzione archi, cori  -   Antonio Vasta: fisarmonica, zampogna, pianoforte, organetto  -   Placido Salamone: chitarre, ukulele  -   Massimo Germini: bouzouki, ukulele, chitarra classica  -   Franco Barbarino: mandola, laud, oud, banjo  -   Pietro Vasile, Vincenzo Di Silvestro: violino  -   Maurizio Longo: viola  -   Joanna Pawlic: violoncello  -   Giovanni Arena: contrabbasso  -   Pino Ricosta: basso elettrico  -   Emanuele Rinella: batteria  -   Riccardo Laganà: bendir, darbouka, cangira, riq, tammorra, daf, dunbek, tamburelli  -   The Accappela Swingers, Mariangela Vacanti, Francesca Incudine, Ketty Ragno: cori  -   Tony Canto: chitarra classica in 03  -   Giorgio Rizzo: cajon in 03  -   Nino Frassica: voce in 06  -   Daniele Zappalà: tromba in 08