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Paolo Fresu Quintet & Daniele Di Bonaventura

Jazzy Christmas

Neppure Paolo Fresu si è dunque salvato dalla tentazione di fare un disco dedicato ai canti di Natale (pubblicandolo alla vigilia dello stesso). C’è però modo e modo di mettere insieme un album del genere. Intanto i presupposti. Racconta il trombettista: “Quando nel dicembre del 2012 la Banca di Sassari mi ha chiesto un concerto da tenere nel periodo natalizio ho pensato immediatamente a un programma speciale. L’idea originaria era quella di integrare il nostro repertorio abituale con alcuni brani relativi al Natale ma l’idea di realizzarlo per intero su questo tema ha preso immediatamente il sopravvento”.

Come spesso accade, quindi, è stata l’opportunità ad aguzzare l’ingegno, senza particolari calcoli pregressi, tant’è vero che poi la registrazione del suddetto concerto ha atteso quasi tre anni prima di vedere la luce nel presente cd, che inaugura la sezione Tǔk Live dell’etichetta creata da Fresu nel 2010. E la trovata è stata – allora – quella di aggiungere al quintetto (che, per inciso, viaggia verso i trentadue anni di vita, caso più unico che raro, nel ramo) il bandoneon di Daniele Di Bonaventura, con cui del resto Fresu condivide da tempo un duo di gran classe. Le reunion, in verità, sono rare: tutti e sei insieme i musicisti si ascoltano (salvo errori od omissioni) solo in avvio e poi in O Little Town of Bethlehem, mentre nel conclusivo (ineludibile?) Adeste fideles Di Bonaventura dialoga con Fresu e Tracanna (al soprano). Per il resto il suo lavoro si svolge accanto al solo trombettista (quattro brani), che oltre a ciò guida il proprio quintetto e duetta in Have Yourself a Merry Little Christmas col pianoforte di Roberto Cipelli (come sempre attivissimo anche sul versante degli arrangiamenti), accoppiata alla quale in Till Bethlehem si unisce nuovamente Tracanna al soprano.

Le firme in calce agli undici brani sono le più disparate, e comunque esterne ai firmatari dell’album, nei cui solchi (una volta si sarebbe detto così) incontriamo celebri pagine americane, a partire dall’iniziale White Chistmas di Irving Berlin, temi tradizionali, e tre titoli (in sardo, per cui è quanto mai agevole individuarli) composti nel 1927 da Pietro Casu, parroco di Berchidda (il paese si Fresu), e da Agostino Sanna, canonico di Ozieri (una trentina abbondante di chilometri più a sud), con punte d’eccellenza, globalmente, per tre duetti Fresu/Di Bonaventura, I’ll Be Home for Christmas, Joy to the World e Naschid’est in sa capanna, e poi In sa notte profundha fra i pezzi in quintetto e i citati Have Yourself a Merry Little Christmas, Till Bethlehem e Adeste fideles, tutti parsimoniosi nei mezzi quanto in possesso di eleganza e charme da vendere. 


Un disco lieve e insieme sofisticato, quindi, popolare nelle intenzioni quanto prezioso nel tono e negli esiti.

 Foto di Alberto Bazzurro (Fresu, Di Bonaventura) e Marco Benvenuti (quintetto).

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Paolo Fresu & Roberto Cipelli
  • Anno: 2015
  • Durata: 63:05
  • Etichetta: Tŭk Music

Elenco delle tracce

01. White Christmas
02. I’ll Be Home for Christmas
03. In sa notte profundha
04. Joy to the World
05. Have Yourself a Merry Little Christmas
06. The Christmas Song
07. Notte de chelu
08. Till Bethlehem
09. O Little Town of Bethlehem
10. Naschid’est in sa capanna
11. Adeste fideles

Brani migliori

  1. I’ll Be Home for Christmas
  2. Have Yourself a Merry Little Christmas
  3. Till Bethlehem

Musicisti

Paolo Fresu: tromba, flicorno, multi effetti  -  Daniele Di Bonaventura: bandoneon  -  Tino Tracanna: sax tenore e soprano  -  Roberto Cipelli: pianoforte  -  Attilio Zanchi: contrabbasso -  Ettore Fioravanti: batteria