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Zibba

La città dall’alto

La città dall'alto è il nuovo album di Zibba, un album che dovrebbe essere ascoltato da chi sostiene che la musica italiana di oggi sta vivendo un momento non particolarmente felice.
Sergio Vallarino, in arte Zibba, è un grande autore e un grande interprete, che in questo disco si propone alla maniera dei cantautori più classici. Pochi orpelli, molta essenza, corde, voce intensa e una manciata di canzoni vestite di poesia e di malinconia. L’ispirazione per scrivere La città dall’alto gli è venuta da Italo Calvino, straordinario scrittore capace di fare cultura, non come i molti che oggi scrivono soprattutto per compiacere i lettori. In particolare Zibba ha tratto ispirazione dai racconti della raccolta ‘Ultimo viene il corvo’, intriso di trame dedicate alla resistenza, alla morale e al discernimento tra bene e male.

Il libro di Calvino ha dato lo spunto e Zibba si è lasciato andare, registrando e componendo la canzoni in studio mentre dialogava con l’amico Samuele Puppo. Una sorta di instant songs, che Zibba e Puppo hanno realizzato di getto attraverso libere jam di improvvisazione (Zibba deve anche divertito molto, visto che nel disco suona anche basso e batteria...), ispirati dalla lettura di Calvino. Canzoni che grazie alla forza della semplicità (chitarra, voce, qualche percussione, un accenno coi fiati, un goccio di rhodes o di fisa) hanno un’immediatezza tale da renderle appetibili fin dalla prima nota.

 

Zibba con questo album dimostra di essere molto più di un grande autore che scrive per i nomi più importanti del pop italiano, e non solo, dai Negramaro a Jovanotti, Emma e Cristiano De André, da Tiziano Ferro a Marco Masini, da Patty Pravo a Eugenio Finardi solo per citarne alcuni, ma di avere una grande forza espressiva, una voce un po’ cartavetrata che genera calore e canzoni dalla indubbia forza, così da possedere tutte le caratteristiche per essere una figura di riferimento per tutto il brulicare del nuovo cantautorato italiano.

“La città dall'alto” è una sorta di viaggio che attraversa i tempi, affonda le radici nelle storie di Calvino per trasformarle e farle diventare quelle di Zibba, in un’unione dettata anche dalla comune radice ligure (Zibba è di Varazze (SV) mentre Calvino è nato a Cuba da genitori italiani ma è cresciuto a Sanremo). Ascoltando le nove tracce, alcune più di altre colpiscono fin dal primo ascolto. Padrifigli galleggia morbido in un percorso fatto di memoria condivisa, Americanoidollari è un tango struggente e vibrante, (Meno male) che Non piangi mai è un acquarello delicato che nel finale prende quota e sale prima della morbida pennata finale. L’album si apre con Si dorme come cani, il brano forse più rappresentativo del disco (primo singolo dell’album) e si chiude soffuso tra chitarra e sax con la strumentale 223. Un ottimo lavoro che conquista, con il limite di avere un minutaggio ridotto, troppo brevi le canzoni che a volte sembrano quasi bozzetti, iniziano e terminano rapidamente.

Una prova che ad ogni modo conferma lo stile caratteristico di un cant-autore senza dubbio tra i migliori della nuova ondata post 2010, a cui auguriamo di districarsi sempre meglio tra la scrittura per altri e quella per sé. Il talento è indubbio e proprio per questo ci piacerebbe vederlo espresso maggiormente su lavori ancora più personali. 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Zibba
  • Anno: 2023
  • Durata: 22:19
  • Etichetta: Pioggia Rossa Dischi

Elenco delle tracce

01.  Si dorme come cani

02.  Padrifigli

03.  Nudi

04.  La città dall’alto

05.  Alveari

06.  Ste

07.  Americanidollari

08.  Non piangi mai

09. 223     

Brani migliori

  1. Si dorme come cani
  2. Padrifigli
  3. Americanidollari