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Paolo Cattaneo

La luce nelle nuvole

Un disco breve ma intenso. Stiamo parlando di La luce nelle nuvole, ultimo album di Paolo Cattaneo, nome che i lettori de L’Isola che non c’era già conoscono, per via delle due finali da lui conquistate nel concorso l’Artista che non c’era (l’ultima quest’anno) e per le buone recensioni ottenute per i suoi precedenti lavori. Paolo Cattaneo è  bresciano, suo padre Virginio è lo stimato fondatore e gestore del Museo Musicale Bresciano di Brescia e così Paolo ha assaporato fin dalla più tenera età il profumo della musica e dei suoni preziosi.

La Luce nelle Nuvole
è uscito sul finire dello scorso anno, ottenendo subito il consenso dei critici più attenti ma anche degli ascoltatori più distaccati. Consenso che dobbiamo confessare è del tutto meritato e che va a suggellare il percorso di crescita sviluppato da Paolo Cattaneo nel corso degli anni. Questo album rappresenta così il classico disco della maturità per questo cantautore delicato e tranquillo, capace di curare come pochi ogni particolare della sua produzione. Nove brani che raccontano storie differenti attraverso diversi colori, miscele di suoni che regalano istanti sospesi anche grazie all’incontro con il nuovo paroliere Stefano Diana (autore, tra gli altri, di Niccolò Fabi).  

Brani ricchi di una poesia regalata agli ascoltatori in modo leggero, così da poterla cogliere con estrema semplicità. Brani  non  esclusivamente cantautorali ma che ammiccano al synth pop, prendendo in prestito elementi tipici della musica classica, o del jazz, rielaborandoli in una nuova veste delicata e fresca, grazie anche al contributo di artisti importanti, quali Riccardo Sinigallia e Lele Battista. Partecipazioni che non sono meramente di facciata, ma rientrano invece in un progetto a lunga gittata, pensato anni fa senza l’assillo di dover conquistare il successo immediato e sviluppatosi nel tempo attraverso alcuni dischi sempre più belli e curati, in particolare gli ultimi tre: L’equilibrio non basta (2007) - Adorami e perdonami (2009) e l’ep Il gioco (2011). La maturità di Cattaneo si evidenzia fin dalle prime battute dell’album a partire dalla voce, avvolgente e calda, mentre il suono determina traiettorie che fondono strumenti etnici e orchestrali a suoni sintetici e volutamente digitali. Un lavoro tradizionalmente moderno, potremmo definire così questo disco, dal quale emerge lo stile molto elegante ed equilibrato del cantautore bresciano. Lo standard di tutti i brani è elevato, ma questo non impedisce ad alcune gemme di risplendere più di altre. E’ il caso di L’innocenza, che apre il disco e subito chiarisce che ci troviamo di fronte ad un lavoro di spessore, piacevole, ben costruito, ottimamente arrangiato e suonato e che ha il dono prezioso di affascinare sempre più ascolto dopo ascolto. Paolo Cattaneo ha per così dire imparato il mestiere, sa dosare musica e parole, sa scegliere i collaboratori più adatti al suo progetto, che non è solo musicale ma si appoggia in maniera fondamentale alla grafica, al packaging e, perché no, al marketing. E’ un disco pop, inteso però secondo l’accezione più elevata del termine, che prevede canzoni “leggere” ma non banali e inconsistenti. Così sono tutti i brani di questo album, compresa l’unica cover, Le ali di Oscar Avogadro e Mario Lavezzi, non un superhit quindi, ma una canzone che in questa versione mette in mostra tutta la sua bellezza, un po’ schiva ed elegante. La luce nelle nuvole è un disco che sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire, e che scivola lieve in queste sere d’sstate, ma pensiamo che possa regalare belle sensazioni anche al calduccio, di fronte al caminetto, sorseggiando un buon bicchiere di vino rosso.


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In dettaglio

  • Produzione artistica: Paolo Cattaneo, Stefano Clessi, Matteo Cantaluppi
  • Anno: 2013
  • Durata: 30:42
  • Etichetta: Eclectic Circus

Elenco delle tracce

01.  L’innocenza
02.  Mi aspetto di tutto (featuring Lele Battista)
03.  Le tue ali
04.  Come per miracolo
05.  Col mio ritmo
06.  Tarda pure
07.  Roma Milano
08.  Ammirazioni folli
09.  Non ho rabbia non ho pietà

Brani migliori

  1. L’innocenza
  2. Tarda pure
  3. Le tue ali

Musicisti

Paolo Cattaneo: voce, cori, celesta, piano elettrico  -  Lele Battista: voce  - Matteo Cantaluppi: eco guitar, ukulele, chitarra acustica, basso, synth, wurlitzer, piano elettrico, batterie elettroniche, programmazioni  -  Nicola Panteghini: chitarra elettrica, ebow  -  Walter Beltrami: chitarra elettrica  -  Fidel Fogaroli: rhodes, armonium, wurlitzer  -  Dario Dassenno: batteria  -  Riccardo Sinigallia: drone in “Le tue ali”  -  Leslie Nkum Sackey, Catherine Hooper, Marco Franzoni: cori  -  Oscar Del Barba: pianoforte, arraniamento archi e fiati   -  Fulvio Sigurtà: tromba  -  Giancarlo Roberti: trombone  -  Eugjen Gargjola e Chiara Spagnolo: violino  -  Jessica Orlandi: viola  -  Silvia Dal Paos: violoncello  -  Fausto Beccalossi: fisarmonica