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Il Geometra Mangoni

La meccanica dei gorghi

C'è un momento - e può arrivare a qualsiasi età - in cui è necessario iniziare a fare i conti con il proprio tempo, con quello che è stato e ciò che ci aspetta, un momento in cui ci si pone di fronte agli eventi (belli o meno) della propria esistenza e ci si decide finalmente a lasciarli fluire, per poterli elaborare e trasformare in altro, in qualcosa che valga nuovamente la pena essere vissuto con ritrovato entusiasmo.

Di questo tempo del  fluire ci racconta il nuovo album de Il Geometra Mangoni, La meccanica dei gorghi, secondo lavoro del livornese Maurizio Mangoni, già voce e chitarra di vari gruppi tra cui i Muriél, autore per altri artisti e dal 2011 artefice del proprio progetto personale. Il disco, pubblicato alla fine del 2019 a distanza di quattro anni dal bell'esordio discografico con L'Anticiclone delle Azzorre, nasce come il precedente nel contesto del fortunato incontro con la realtà musicale Qui Base Luna.

Il Geometra Mangoni è stato da pochissimo ospite de L'Isola che non c'era nell'ambito degli eventi di Sa(n)remo senza confini presso la prestigiosa sede del Club Tenco durante la settimana del Festival di Sanremo 2020, dove ci ha regalato una deliziosa interpretazione acustica (chitarra e voce) de Gli scalini della gioia, il primo singolo tratto dal suo nuovo lavoro. Il brano affronta con nostalgico disincanto ciò che viene dopo il bel tempo di una storia, della stessa giovinezza, o di una singola esperienza positiva che si è bene o male conclusa. C'è fatalismo, ma non rassegnazione, nel guardare in faccia e raccontare con apparente distacco la nuova realtà, nel prendere la rincorsa per ricominciare “con il cuore vuoto...” Il videoclip (clicca qui), diretto da Claudio Del Monte, si ispira alla celebre frase di Cesare Pavese: "niente è più inabitabile di un posto dove siamo stati felici" e racconta la nostalgia provata nel rivivere un periodo felice, il restare imbrigliati tra i ricordi, in equilibrio tra ciò che è stato e ciò che potrà essere se e quando riusciremo a staccarcene. Noi pensiamo anche a quel milione di scale sceso da Montale e, comunque sia, il senso in fondo appare lo stesso.

Questo tema è un po' il filo conduttore di tutto l'album, un bel lavoro composto da nove canzoni scritte interamente da Mangoni, che tratta da diverse angolazioni dell'esigenza di superare una situazione di stallo, "Anche se c'è il sole il tuo umore non cambia" (Anche se c'è il sole), e di quel malessere giovanile apparentemente ineluttabile che potrebbe invece mutare rapidamente grazie a un evento nuovo e improvviso. Come “il profumo d’aprile”, che sembra giungere inaspettato, ogni anno, un attimo prima dell'inizio di una nuova primavera. La scrittura dei testi, di tradizione cantautorale, è attualizzata da un linguaggio rapido, contemporaneo, pulito ed essenziale, in altre parole "giovane", anche se lui, il Geometra Mangoni, ha già alle spalle un corposo bagaglio di esperienza come autore, dicevamo, e sul palco. In questo lavoro appaiono qua e là riferimenti ai grandi cantautori italiani, alcuni citati palesemente, " come la stagione dell'amore che viene e va se ne è andata, io non esiterò mio malgrado a odiarti un po'" in Odiarti un po', uno dei brani a nostro avviso migliori, altri in modo più velato ma comunque riconoscibile, anche in certo uso della voce e nello scandire delle parole (in Mi tremano le gambe c'è vicinanza a nostro avviso al primo Gazzè, ad esempio). Gli interessanti arrangiamenti di Lorenzo Piscopo, di sapore pop con ampio spazio all'elettronica, si ricollegano comunque al background musicale italiano e funzionano molto bene nel rendere un clima di languore e lentezza, di ricordo/rimpianto con uno sguardo al futuro, che pervade tutto il disco. Quello sguardo che si apre intriso di speranza e d'attesa quando ad esempio La storia non basta più e allora "arriveranno altri perché, arriveranno altri momenti" e inevitabilmente "domani poi arriverà un'altra età" (dal brano piacevolmente orecchiabile Uno stupendo giorno).

Nel frattempo, cerchiamo tutti insieme e ognuno con sé, di sopravvivere in apnea cullati (anche) dalla musica che è sempre, in qualche modo, àncora salvifica.

 

Foto dal sito www.quibaseluna.com

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Lorenzo Piscopo
  • Anno: 2019
  • Durata: 33:00
  • Etichetta: Qui Base Luna

Elenco delle tracce

01. Gli scalini della gioia
02. Come doveva andare
03. Anche se c'è il sole
04. Odiarti un po'
05. Mi tremano le gambe
06. La storia non basta più
07. Un giusto addio
08. Uno stupendo giorno
09. Non abbiamo più

Brani migliori

  1. Gli scalini della gioia
  2. Odiarti un po'
  3. Uno stupendo giorno