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Alessio Bonomo

La musica non esiste

E se tutto fosse già stato disegnato? Se il nostro mondo non fosse che una copia di quelle geometrie, di quegli intervalli sonori, di quelle rivoluzioni teorizzate da Tolomeo e Keplero? Se tutto, comprese musica e morte, avesse a che fare con l'incorporeo?

Alessio Bonomo ci ha costruito sopra un disco, riconducendo tutto a una dimensione non sacrale ma spirituale; la musica diventa un'ancella inesistente, che trasporta nel mondo qualcosa di celestiale. Una sorta di concept astronomico, in cui a controllare l'armonia non è solo l'amore, ma sono gli elementi e i colori del cielo stesso: il sole, le nuvole, la pioggia, il vento, la luce, il buio, le stelle, la luna. La musica non esiste (in finale nella categoria Album in assoluto alle Targhe Tenco 2018) è il riflesso dell'armonia del mondo, è la copia della realtà spirituale, per dirla con il teosofo Rudolf Steiner. Quella realtà spirituale somiglia tanto alla sagoma inconfondibile di Fausto Mesolella, che del disco è produttore e dedicatario; la sua presenza è tangibile e si fa voce nella canzone migliore (dell'anno, almeno per chi scrive), O 'mbrello, un brano sapienziale, in cui il dialetto si sposa a una composizione a corde dal sapore anni Quaranta, a metà tra la tradizione di Napoli e il Sud America.

La scrittura di Alessio Bonomo soddisfa una precisa funzione linguistica, quella poetica. Non è una questione di lirismo (che pure è presente senza pedanteria), ma di immaginario, di linguaggio. Non è l'uso delle parole, ma il modo in cui vengono appoggiate in metrica per parlare di sentimenti universali e fatti sociali (come in Reality, ad esempio), con figure retoriche a volte ariose a volte fulminee. Un modo unico, personale e statuario, riflessivo, suggestivo. Un modo che serve per disegnare mondi altri senza alienare nessuno, come in Contatto immediato e Un'altra Italia, che suggella il salto spaziale con l'immagine della «nave antica» che «ricomincia a navigare» e con la sontuosa coda affidata al contrabbasso di Ferruccio Spinetti e ai vocalizzi di Petra Magoni.

A volte l'uso di alcuni termini può connotare anche un'intera canzone; è il caso di Le rose, una vera e propria romanticheria (nell'accezione più ottocentesca del termine) in cui la dicotomia cromatica delle rose viene paragonata alla dolcezza delle ragazze che seguono «i mascalzoni». Grazie a quest'immagine Bonomo riesce a sublimare con chiarezza un sentimento senza diventare sdolcinato ma anzi, menando un fendente. Il disco riflette anche sulla morte (forse è inevitabile), sintetizzandola come «riva verso un altro mare», «ridondar d'amore», ma soprattutto come «l'inganno di una cultura che si fonda sulla paura». Alessio Bonomo ha la capacità sorprendente di pensare sotto voce e di cantare argomenti crudi in punta di piedi: il passaggio finale di Cosa succede quando si muore ne è l'esempio più fulgido, e riporta tutto il disco verso quella dimensione spirituale che, probabilmente, abbiamo in comune con l'universo.

«Esistono risvegli limpidi e meravigliose composizioni del cielo», ma noi che siamo abituati alla sua copia fisica, che si trasforma in gabbia, continuiamo a fissare le mani del suonatore, in cerca del trucco, del segreto, o del mistero.

 

Foto: Piero Marsili Libelli

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Produzione artistica: Fausto Mesolella Post produzione artistica: Tony Canto Produzione esecutiva: Pierre Ruiz
  • Anno: 2018
  • Durata: 36:40
  • Etichetta: Esordisco

Elenco delle tracce

01. Lettera d'amore
02. Reality
03. Le rose
04. 'O 'mbrello
05. Un lago
06. Ci vorrebbe qualcuno
07. Un'altra Italia
08. L'uomo di spalle
09. Contatto immediato
10. Certe vecchiette
11. Cosa succede quando si muore
12. La musica non esiste (Fausto)

Brani migliori

  1. 'O 'mbrello
  2. Le rose
  3. La musica non esiste (Fausto)

Musicisti

Fausto Mesolella: chitarre acustiche elettriche, dobro, basso elettrico, armonica, cori, fischio, piano elettrico e programmazioni  -  Mimmo Ciaramella: batteria  -  Francesco Oliviero: pianoforte  -  Almerigo Pota: fricorno  -  Ylenia Sciacca: cori  -  Ferruccio Spinetti: contrabbasso con arco  -  Peppe D'Argenzio: sax
Special guests: Peppe Servillo, Alessandro Mannarino, Petra Magoni