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Luca Ferraris

La pressione dei Bar

La pressione dei bar è il titolo dell'ultimo album di Luca Ferraris, polistrumentista di Pordenone, classe 1980. Un lavoro composto da dieci ‘avventure’, che ci piace chiamare così perché vanno oltre il semplice concetto di “canzoni”, anche se poi scrivere canzoni che stiano in piedi non è mai una cosa semplice. Dieci episodi (compresa El rudo, una bonus track) capaci di sollecitare l'immaginazione di chi lo ascolta, grazie ad un uso saggio delle parole da parte del cantautore e alle sonorità con cui i musicisti vestono queste piccole e preziose composizioni.

Partendo da una copertina in bianco e nero, Luca Ferraris riesce a sorprendere con un carnet di canzoni cariche di colori, in bilico tra musica balcanica, jazz e tradizione cantautorale. Due i brani che hanno colpito particolarmente la nostra attenzione. Il primo è L'erotomane, che vede la partecipazione dei Friedrich Micio (Matteo Minotto, Enrico Milani, Pietro Pontini), una tragicommedia che si concretizza nell’immaginario di una storia tra amore mancato e pentimento per le azioni compiute. Ferraris riesce a raccontarci bene il pensiero, perverso, facendoci immedesimare nel personaggio principale. Il secondo episodio porta invece il titolo di Saverio, forse una delle tracce più riuscite, dove si percepiscono le influenze del periodo messicano del cantautore (Luca ci ha vissuto tre anni, dal 2016 al 2018) e, probabilmente, anche qualcosa di più personale.

Altra canzone molto intrigante è quella che dà il titolo all'album, La pressione dei bar, accompagnata da un videoclip in cui racconta la grande verità dell'uomo comune e di quella parte che si rifugia nei bar sperando di trovare un’oasi per lasciar fuori i problemi di ogni giorno, quasi a simboleggiare un luogo di pace ma che in realtà di pace non è. 

Nel complesso un album scritto e cantato bene questo di Luca Ferrari, da mettere in quello scaffale immaginario (giusto per rimanere in tema) che ognuno di noi ha nella sua testa, dove ci sono i grandi artisti che hanno saputo farci viaggiare e immedesimare con la fantasia nelle storie e nei protagonisti delle canzoni. Gente sensibile che supera il concetto di musicista per diventare quasi “pittore”, artisti capaci di dare a chi ascolta i giusti colori per entrare nel loro mondo e in questo senso Luca Ferraris è un grande “pittore” di musica italiana. Merito di questa sua duplice veste è da ricercare anche nella sua forte esperienza live, da artista di strada che ha viaggiato molto e che si è confrontati con diverse arti e artisti. Polistrumentista dicevamo ma dotato anche di una scrittura capace di toccare temi delicati con la giusta dose di ironia, Luca Ferraris è di certo uno dei cantautori più validi sulla scena indipendente italiana dell'ultimo periodo. Ma nessuna etichetta di ‘genere’, sia chiaro, e se proprio vogliamo farlo allora mettiamo questo album nella musica da ascoltare in viaggio, brani che rendono godibile l’andare senza fretta.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Luca Ferraris e Paul Mazzega
  • Anno: 2018
  • Durata: 37:00
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. L’amore ai tempi del Colella
02. Teresa
03. Saverio
04. Rosa dei veneti
05. La pressione dei Bar
06. L’erotomane (ft. Friedrich Michio)
07. Albano ed Eva
08. Mostri
09. Puerto Morelos
Bonus Track: El rudo ft. Banda Filarmonica dei CECAM e Babboo

Brani migliori

  1. Saverio
  2. L’erotomane

Musicisti

Luca Ferraris: pianoforte, charango, voce - Paul Mazzega: batteria - Francesco Socal: clarinetto, clarinetto basso - Sergio Marchesini: fisarmonica - Pietro Sconza: contrabbasso - Giulio Gavardi: chitarre - Enrico Milani: violoncello