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Gang

La rossa primavera

Che fossero dei coraggiosi i fratelli Severini nessuno lo aveva mai dubitato. Rigorosi, sobri, essenziali, coerenti e leali verso i propri ideali e verso il proprio pubblico. Non hanno mai nascosto le proprie convinzioni politiche che, per inciso, sono intellettualmente molto più complesse del banale schema sinistra/destra. La storia dei fratelli Severini e quella dei Gang è sempre stata una storia speciale perché al facile consenso hanno sempre preferito l'eresia del pensiero e dell'azione. Magari meno spettatori ai concerti oppure meno dischi venduti con la certezza, però, che tutti i presenti o tutti gli ascoltatori sono sintonizzati sulla medesima lunghezza d'onda.

Potevano essere certamente più famosi (non parliamo di ricchezza...) se avessero accettato logiche commerciali in contrasto con il loro spirito oppure se non avessero inciso e cantato determinate canzoni. Ma lo spirito di questo gruppo, come anche emerso dall'ultima intervista che ci ha rilasciato Marino Severini, è intrisa di memoria, di lotte, di vittorie e sconfitte, di speranze. E' colmo della lezione di Woody Guthrie, di Joe Strummer, di Springsteen, di Dylan, dei mille libri letti ed interiorizzati, dalle storie raccolte in oltre venticinque anni di carriera.

Con questo ultimo lavoro La rossa primavera, che, nella sua ora ed un quarto di durata, rivisita canzoni proprie, di altri artisti e della tradizione del canto popolare e resistenziale (da gustare La Brigata Garibaldi con il suo incedere da canzone da cantare ballare sull'aia di una cascina in festa), i Gang si e ci immergono in un'altra provocazione costringendoci a rimettere testa e cuore in un momento di storia patria che in molti vorrebbero dimenticare, sopire, scolorire con la nebbia della dimenticanza. Ma ognuna delle canzoni proposte sono una sorta di riflettore su un tempo che è si lontano nella memoria e nella storia ma è anche così tanto vicino perché in questo tempo si (ri)compiono azioni certamente poco edificanti nei confronti della libertà e della giustizia.

E cosa può fare un musicista se non utilizzare il proprio talento per raccontare e gridare il pericolo nel quale siamo immersi? Cosa può fare un musicista se non ricordarci, con La pianura dei sette fratelli, la storia dei fratelli Cervi trucidati, in sette, il 28 dicembre del 1943? Come può essere utilizzata la poesia (con l'ausilio delle liriche di Massimo Bubola) se non raccontando, ai tempi della guerra, della vicenda di Eurialo e Niso e della trasposizione della loro morte in una storia partigiana? È un album pieno di fuoco La rossa primavera, essenziale nelle liriche e nei suoni, dove l'elettricità delle chitarre di Sandro Severini si innerva alle sonorità folk di flauti, fisarmonica, mandolino, banjo, cornamusa, zampogna, violino ed tanti altri strumenti popolari.

Un album in cui le parole di Pane, giustizia e libertà scritta da Massimo Priviero, arrivano forti e dirette a toccare il cuore; un album che recupera la bella Le storie di ieri di Francesco De Gregori facendone risaltare le sue corde più direttamente legate alla storia che racconta. Un album certamente ed eretico, come sempre. Da banditi senza tempo...        

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Gang
  • Anno: 2011
  • Durata: 74:43
  • Etichetta: Latlantide

Elenco delle tracce

01. Fischia il vento

02. Dante Di Nanni

03. La brigata Garibaldi

04. Su in collina

05. Poco di buono

06. La pianura dei 7 fratelli

07. Pane, giustizia e libertà

08. Tredici

09. Quei briganti neri

10. Festa d'Aprile

11. Il 4 maggio 1944

12. Eurialo e Niso

13. Pietà l'è morta

14. Aprile

15. Le storie di ieri

Brani migliori

  1. Eurialo e Niso
  2. La pianura dei 7 fratelli
  3. Pane, giustizia e libertà

Musicisti

Marino Severini: voce, chitarra acustica ed elettrica Sandro Severini: chitarre elettriche Francesco Caporaletti: basso Fabio Verdini: organo Hammond, pianorte, synth Francesco Bigoni: batteria Luca Ventura: batteria e percussioni Fabio Biale: violino in 01 Giovanni Di Folco: fisarmonica Gianluca Spirito: mandolino, mandola, bouzuki, banjo, resonator, chitarra, bodhran, bandurria, melodica, armonica, glockenspiel Alessandro Mazziotti: ciaramelle, cornamuse, zampogna, flauto traverso, flauto dolce, fischiotti, whistles Claudio Merico: violino Gianni Berardi: tamburelli