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Carlo Biglioli

La scomparsa dell'uomo invisibile

L’album di Carlo Biglioli lamenta la scomparsa di un senso che però nessuno riusciva a vedere: La scomparsa dell’uomo invisibile è la sparizione di un punto fermo nella vita, di un centro unificatore che possa portarci ad afferrare un significato nel vuoto dell’esistenza. E tra nonsense e Barocco si muove proprio la composizione dei testi, e anche della musica, che conta tantissime melodie già solo nella traccia eponima, la canzone che si chiama come l’album, esilarante nella sua capacità di creare metafore ardite e mariniane: come se Marino componesse un album solista dopo aver suonato con Elio e le Storie Tese, inserendosi nel solco di Jannacci, e di tutta una musica jazzante e mimetica, che riesce a fagocitare molta della tradizione popular, ma anche classica, anzi di canti gregoriani, se pensiamo allo scherzo di Luminose meraviglie, lavastoviglie stellare che dovrebbe lavare il cielo dalla meraviglia dell’apparenza, per ricreare un’essenza più profonda. Tra i giochi più appariscenti e divertenti, Biglioli lascia il meglio per il gran finale: la breve ed efficace Vivi di DVD è un po’ l’apoteosi del grande gioco formale testuale, pur non essendo la migliore per musica.

Il capolavoro dell’album è però senz’altro Tubando: nonostante la musica si attesti su un generico pop da classifica, è proprio la sua semplicità a essere perfetta in tanto mare virtuosistico, come momento dell’aria per proclamare il motivo di tanta scontrosità verso la proclamazione esplicita di un senso. Non si rinuncia certo ai giochi di parole: “questo volto sono io” dice lui, e “questa volta sono io” risponde la cantante ospite Gabriella Mazza, in un finto corteggiamento improntato sull’estetica. Si gioca sul girarsi nel tempo e del viso, con tutte le espressioni possibili del rimanere dentro i vari tubi tanto agognati e temuti nel nostro secolo. Finalmente, tra i tanti volti che affollano la nostra realtà, i due protagonisti vedono la propria faccia tra quelli famosi, tra paura e desiderio, tra l’essere noti e schernirsi di fronte al protagonismo che invade la nostra epoca. A quanti di noi sarà capitato di scorgere nel mare delle immagini in cui affoghiamo quotidianamente  il proprio timido volto e provare un senso di imbarazzo oltre all’orgoglio di avere finalmente il proprio quarto d’ora wharoliano. L’ambiguità che pervade il testo, grazie ai suoi calembour, produce una proliferazione di significati che è uguale a tutto ciò che di bello o di brutto ci può accadere quando ci tuffiamo dentro i tubi catodici, i tubi che dicono tu, i tubi dello sciacquone in cui finiscono i famosi famigerati, o i tubi di Super Mario in cui potremo trovare un passaggio segreto per un altro mondo, o tubi dei siti porno a cui allude un disperato verso di lei nel finale, estrema cloaca in cui si scaricano tutte le frustrazioni delle iper-immagini.

Foto di Giampaolo Lucifora

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Carlo Biglioli, Valerio Baggio
  • Anno: 2018
  • Durata: 31:44
  • Etichetta: BigBag

Elenco delle tracce

01. Sciamare
02. Ometto
03. Le ragazze immaginarie
04. La scomparsa dell’uomo invisibile
05. Ciumbia!
06. Dicuter
07. Luminose meraviglie
08. Marvel rush
09. Tubando
10. Costituzione
11. Il superpoliziotto
12. Billy Sieve
13. Vivi di DVD

Brani migliori

  1. La scomparsa dell’uomo invisibile
  2. Tubando
  3. Vivi di DVD

Musicisti

Carlo Biglioli: Voce, cori, chitarre acustiche ed elettriche, basso elettrico, tamburello, dozzinali vst, armonica, e kazoo  -  Valerio Baggio: piano, organo, tastiere, fisarmonica, eleganti vst, vocoder e cori  -  Matteo Milesi: percussioni (Billy Sieve)  -  Robi Zonca: Basso (Superpoliziotto) – chitarra solista (Superpoliziotto e Marvel rush)  -  Michele Agazzi: chitarre elettriche (La scomparsa dell'Uomo Invisibile)  -  Gabriella Mazza: voce femminile (Tubando)