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Limbrunire

La Spensieratezza

Limbrunire, ovvero l’elettronica dopo il blues: la sintesi del percorso musicale di Francesco Petacco potrebbe essere “synthetizzata” in questa breve descrizione, proprio perché il blues, con qualche parallela digressione verso il cantautorato più classico, è stato la sua sorgente musicale primaria. Che poi il percorso artistico abbia preso una direzione decisamente elettronica, che ha condotto alla realizzazione di questo debut-album, non stupisce affatto specie in un periodo in cui questo approccio, questi suoni e questo stile musicale, in Italia, come dimostra ad esempio il notevole successo della reunion dei Decibel, stanno avendo notevoli riscontri non dovuti soltanto ad un effetto nostalgia.

Il parallelo con Battiato è di fatto inevitabile e probabilmente Petacco lo aveva messo in conto sin da subito; meno ovvi, e quindi artisticamente forse più stimolanti, i richiami ai primissimi Bluvertigo, ai Denovo, a Faust’O, nomi che, seppur considerabili di nicchia, hanno davvero creato un suono, hanno definito la new wave italiana, nelle sue varie forme, fra gli anni ’80 e gli anni ’90. Siamo, ed il gioco di parole ha un certo senso, ad una sorta di new wave della new wave, e questo perché anche artisti di un certo prestigio internazionale, ad esempio i Daft Punk, ma anche Mark Ronson e Bruno Mars, sono andati a ripescare, oltre a certi riff funk ed r’n’b, anche suggestioni electro-dance riferibili a quei due decenni. E se anche band rock (e per alcuni prog) come i Muse, e prima di loro i Radiohead, si sono rivolte in parte a questo tipo di approccio strumentale e ritmico, significa che davvero questi suoni si possono definire a buon diritto attuali.

Il cantautorato, o parte di esso, si è spostato dalla fida chitarra ai synth, e questa realtà è, all’interno di questo La Spensieratezza, una realtà tangibile. I testi hanno un approccio che potremmo definire elegante, sia dal punto di vista terminologico che da quello metrico, ma hanno perso quell’aura barocca che, a tratti, appesantiva i brani della fine del secolo scorso, spesso troppo verbosi, sovraccarichi e “avviluppati” su se stessi grazie ad una certa predilezione per le figure retoriche e le frasi criptiche. Qui la scrittura è lineare, assolutamente comprensibile, cattura l’attenzione grazie anche al fatto di sposarsi bene con la parte musicale, ma non obbliga a particolari contorcimenti mentali per trarre chissà quali significati occulti.

Introspettivo, in apparente contrasto con il titolo dell’album, ma non malinconico e sicuramente riflessivo, in alcuni passaggi Limbrunire richiama il Max Gazzè nelle sue digressioni più pop, pur utilizzando un linguaggio musicale meno complesso ed aperture strumentali di più ampio respiro. Raccontare il mondo di oggi utilizzando i suoni e le strutture musicali di ieri, senza per questo farle apparire obsolete o “passate”; certo, si percepiscono un gusto retrò ed atmosfere vintage, ma che risultano perfettamente calate nel presente, proprio perché del presente questi stili, non solo musicali, sono parte integrante.

Foto di Beatrice Angelini

 

 

 

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: David Campanini
  • Anno: 2018
  • Durata: 34:37
  • Etichetta: A Buzz Supreme

Elenco delle tracce

01. Ci divertiremo
02. D’emblè
03. Decisamente cool
04. Chiuderò occhio
05. Nudi con le scarpe
06. Giovanni non fare tardi
07. Non è allarmante
08. Engagez vous
09. Ho-oponopono
10. Nomen omen
11. Ci divertiremo - outro

Brani migliori

  1. D’emblè
  2. Nudi con le scarpe
  3. Non è allarmante

Musicisti

Francesco Petacco: vocals, synth, guitars  -  Chiara Galeotti: backing vocals  -  Emiliano Bagnato: modular synth  -  Sofia Bianchi: doublebass  -  Francesco Zanetti: drumpad