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Fedora Saura

La via della salute

Tenetevi forte perché qui si picchia duro, visto che anche le armi dell’ironia, del sarcasmo, e di un certo cinismo, se adeguatamente affilate, possono e sanno fare male seriamente; con stile “gaberiano” i Fedora Saura fanno le pulci a tutti dichiarando che ognuno, per quanto riguarda il proprio approccio alla realtà odierna, rischia di essere colpevole di qualcosa.
Ed allora si mettono insieme frasi simili a slogan (o slogan veri e propri piegati a proprio piacimento) e commenti musicali post-wave, a tratti martellanti, in altri casi dalle cadenze suadenti, quelle che, parafrasando, diventano “oppio” per i popoli.

Due, fondamentalmente, i “nemici” individuati, ovvero il cristianesimo, che assurge a simbolo dell’oppressione morale e religiosa in senso ampio, ed il capitalismo, che invece è simbolo dell’oppressione economica. Entrambi vengono rappresentati nei loro aspetti più evidenti e ipocritamente perbenisti. Ed essendo La via della salute un lavoro fortemente laico e laicista, non fa alcuno sconto di sorta e quindi non salva nulla: religione ed economia vengono inquadrate e ferocemente massacrate, soprattutto quando tentano di accaparrarsi, con voli pindarici talvolta  davvero acrobatici, patenti di laicità che confliggono pesantemente con la loro reale essenza.
Ed anche quando sale una sorta di invocazione verso l’uomo a liberarsi da questi gioghi, la sensazione è che ci sia nelle parole e nel tono la rassegnazione al fatto che ciò non avverrà mai e che l’uomo, le sue comunità, l’Europa “comune” non saranno mai in grado davvero di autodeterminarsi ma avranno sempre bisogno di dipendere da qualcosa di “superiore”, quel “deus ex-machina” che sembra diventare, più passa il tempo, una necessità, un bisogno, l’unico appiglio a cui aggrapparsi.

Si potrebbe parlare di rassegnazione come strumento di lotta, paradosso evidente ma interessante lettura della realtà, se non altro perché in questo modo si ammette da subito di partire da una posizione perdente (e perduta): si elencano i propri limiti, le proprie deficienze, le proprie contraddizioni sperando di suscitare una reazione che non è tanto ribellismo quanto, come si usava dire, “presa di coscienza” di sé. Questo già sarebbe un punto di partenza importante, qualora raggiunto, magari una buona base per un lungo, lunghissimo percorso, chiaramente in salita, chiaramente privo di qualunque certezza sull’approdo finale, tali e tante sono le possibili ed inevitabili “deviazioni” lungo la strada…

Tuttavia, forse, vale la pena provare… o no?

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Fedora Saura
  • Anno: 2014
  • Durata: 45:07
  • Etichetta: Pulver & Asche Records

Elenco delle tracce

01. Peso/Mondo (della civiltà civetta)
02. In verità vi dico
03. Soma pneumatico
04. La natura (l’uomo per primo)
05. Tenete buoni quei cani
06. Ex Europa Samba I II III (Est Euroba Sampa Xigareta)
I. Herh/Thrh
II. Ex Europa Samba
III. Bagattella
07. Continentale (artista visiva)

Brani migliori

  1. Peso/Mondo (della civiltà civetta),
  2. La natura (l’uomo per primo)
  3. Tenete buoni quei cani

Musicisti

Marko Miladinovic: voce, chitarra  -  Zeno Maspoli: percussioni  -  Giovanni Cantani: basso  -  Marco Guglielmetti: chitarra, percussioni  -  Claudio Buchler: piano  -  Giubbonsky: sax tenore, contralto  -  Sandra Ranisavljevic: voce