ultime notizie

Venerdì 1 Marzo a Buccinasco la ...

Ce l’avevo quasi fatta, l’ultimo lavoro discografico degli Alti & Bassi (clicca qui per la recensione) esce ufficialmente nei negozi e sulle piattaforme digitali il 22 febbraio, dopo un ...

Isa

L’arte dell’insonnia

Se è vero – come cantava Bruce Springsteen – che ogni donna ha un giardino segreto in cui nessun uomo può accedere, è altresì vero che non tutte le piante che vi si annidano sono belle da contemplare. Attraverso L’arte dell’insonnia, Isa – cantautrice al secondo disco dopo l’esordio di “Disoriente” e collaboratrice della nostra testata – ci apre per un attimo, e con coraggio tutto femminile, le porte di questo giardino segreto. Le sue sono donne che, giunte a metà della propria esistenza, si guardano attorno e scoprono che non c’è nessuna grande storia d’amore nella loro vita, ma solo frequentazioni, uomini che le hanno sfruttate e che non hanno lasciato neppure uno straccio di spazzolino in bagno, segno forse prosaico ma almeno tangibile della loro volontà di costruire una relazione duratura. Solo storie banali, da quattro soldi, da dimenticare nonostante poi si passi la vita a «scrivere nella tua mente / a lettere d’oro il mio nome» (Histoire). Che l’uomo allora faccia di noi – continua Isa – ciò che vuole, che ci inchiodi alla sedia, fosse anche solo per chiederci una storia da raccontare (Questo è il tempo). Al solito di fronte alla banalità (o anche peggio) del quotidiano la speranza è affidata ad un Altrove – come in Altrove (lettera da qui) – da esplorare, in cui cavalcare l’onda, in cui essere amanti nascoste. Oppure ad un ripiegamento verso un passato mitizzato in cui il fratello più grande è un mago pronto a sconfiggere il drago cattivo (Il viaggio). Ma anche questa sorta di ripiegamento fetale è destinato a fallire, perché se si passa tutto il tempo ad avere paura che «la stella d’argento che stiamo aspettando / non ci riconosca quando la vedremo passare» alla fine si può star certi la stella passerà senza che ce se ne accorga. E se Dormono le fate nei campi, l’ombra è sempre in agguato ed è pronta a colpirci. Sì, perché il regno dell’infanzia non è popolato solo di magia e desiderio, ma anche di incubi e ricatti affettivi che possono portare all’anoressia («Non mangiare, mangia, mangia, non mangiare / ma non li vedi i bimbi e l’Africa che muore» ne L’ombra). Insomma, se anche il passato non è più un terreno praticabile allora tanto vale accettare le sfide del presente, quelle sfide tangibili e pragmatiche che le donne sono solite affrontare a testa alta, a passo di danza: «Le ragazze di ieri ora stanno lottando / per non trasformarsi in carriole / però, eventualmente, anche se, un po’ di olio di gomito / e se la spingon da sole / se nei balli di ieri c’eran grandi misteri mischiati di sabbia e di vento / per oggi ballando sarebbe già tanto riuscire a volare restando / coi piedi sul pavimento» (Le ragazze di ieri).

Accanto e insieme poi ai brani, i dieci racconti contenuti nel libro trasudano quella sensibilità femminile – «forza, paura e una carica sessuale d’intensità non consueta» secondo l’intervento di Giovanni Choukhadarian contenuto nel volume – che fa de “L’arte dell’insonnia” un lavoro che poteva scaturire solo da una donna e che proprio per questo i maschi dovrebbero mandare a memoria se davvero mai volessero un giorno conoscere qualcosa dell’altra metà del cielo.

0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento


In dettaglio

  • Produzione artistica: Isa
  • Anno: 2008
  • Durata: 39:13
  • Etichetta: Editrice Zona

Elenco delle tracce

01. Histoire
02. Questo è il tempo
03. Altrove (lettera da qui)
04. Il viaggio
05. Pecos Bill
06. Dormono le fate nei campi
07. L’ombra
08. Le ragazze di ieri

Brani migliori

  1. Histoire
  2. Pecos Bill

Musicisti

Isa: voce e chitarra acustica
Diego Pangolino
: percussioni
Davide Ronfetto
: voce, basso e chitarra elettrica
Silvia Starnini
: voce e chitarra acustica
Paolo Enrico Archetti Maestri
: voce
Andrea Cavalieri
: clarinetto
Fabio Martino
: fisarmonica e tastiera