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Il Peso del Corpo

Le metamorfosi

L’ascolto di Le metamorfosi, ultimo album de Il Peso del Corpo, si presta a più di un’interpretazione. Tanto per cominciare – per chi già conosceva questo gruppo bergamasco -  le canzoni sono più ricche musicalmente e anche l’uso della voce, seppur mai non convincente fino in fondo, qui è più funzionale al vestito sonoro finale. Il ‘sarto’ in questione, che ha scelto stoffa e ispirazione, è sempre Andrea Arnoldi, cantautore che ormai da una decina d’anni confeziona piccole poesie in musica. Come sempre le parole hanno un ruolo centrale nella sua visone della musica e anche stavolta non smentisce le attese. Undici canzoni che sanno trascinarti nel suo mondo, un non-luogo sospeso, fatto di personaggi e trame dove è difficile distinguere reale e onirico.

E questo lo si percepisce fin da Eccomi, brano scelto per fare da apripista. Un altro aspetto che colpisce non poco nel nuovo lavoro di Arnoldi è la qualità (e quantità… vedi qui a fianco i crediti) dei musicisti che ha voluto intorno a sé. Non che non ci avesse già abituato con “Le cose vanno usate le persone vanno amate” (il suo precedente album uscito cinque anni fa) ma qui ci sembra che tutto sia amalgamato ancora meglio. Dopo varie vicissitudini e cambi di formazione, ora il gruppo poggia su cinque elementi base, a cui si aggiungono di volta in volta archi, fiati ma anche strumenti meno “classici” e più etnici. Un suono che alla fine rende difficile inquadrare Il Peso del Corpo in un ‘genere’ definito.

Da queste pagine - e non da oggi, ma da sempre – siamo fautori della contaminazione, dell’incontro tra sensibilità e approcci diversi alla musica, quindi questa cosa non può che farci piacere. Certo, Arnoldi ha sempre pescato a piene mani nel cantautorato classico, ma questo non gli ha impedito di usare la leggerezza del pop per colorare molti brani, così come una scuola lontana dal mainstream (chiamarla scena indie forse è troppo, ma underground sì…) fa capolino tra le tracce, specie nell’uso della voce e nella scrittura tour-court. Tornando nello specifico a “Le metamorfosi”, risulta vincente l’egregio lavoro fatto da Andrea Facheris, che ha prodotto e registrato l’album, dosando con sapienza gli interventi dei tanti musicisti che hanno accompagnato in questa avventura il quintetto bergamasco. Ultima cosa da segnalare è l’importanza riservata anche all’aspetto grafico del lavoro, uscito – contemporaneamente - con ben undici copertine diverse. All’inizio dicevamo che l’ascolto di questo album si presta a più di una lettura. Lo confermiamo, convinti come siamo che poi è questo che ognuno dovrebbe fare tutta la vita, cercare le proprie metamorfosi per non morire omologati.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Andrea Arnoldi e Andrea Facheris per Loft -1
  • Anno: 2019
  • Durata: 45:08
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Eccomi
02. Le metamorfosi
03. L’amore ti fa bene
04. Lamerica
05. Passato remoto
06. Tentativi di avvicinamento
07. Ex voto
08. Kitsunetsuki
09. Cento orfico
10. Medusa
11. La costruzione di un guscio

Brani migliori

  1. Eccomi
  2. Le metamorfosi
  3. L’amore ti fa bene

Musicisti

Andrea Arnoldi (voce e chitarra)  -  Andrea Manzoni (chitarra, chitarre elettriche, slide guitar, cori)  -  Leonardo Gatti (violoncello, cori)  -  Roberto Frassini Moneta (contrabbasso, cori)  -  Sebastiano Ruggeri (batteria, percussioni, shakers e catene)
OSPITI: Matteo Lipari (viola)  -  Jacopo Ogliari (violini)  -  Marina Casazza (secondi violini #2)  -  Francesco Muratori (fagotto)  -  Matteo Carminati (clarinetti)  -  Mattia Sonzogni (sax soprano e sax contralto)  -  Matteo Sapia (oboe)  -  Paolo Camponuovo (sax soprano #4)  -  Loris Guastella (vibrafono)  -  Luigi Cortinovis (bouzouki)  -  Beatrice Sberna (voce in #3, cori)  -  Daniele Nava (voce in #9, cori)  -  Giulia Deval (cori) - Sabrina Oggero Viale (cori)  -  Erika Sofia Sollo (cori)