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Desidia

L’Eternauta

Oggi come allora, l’idea del concept-album è stata ri-abbracciata dal sestetto torinese dei Desidia, in occasione della nuova release L’Eternauta. Correva l’anno 1998 quando uscì il loro primo full-lenght Gotica e Lunatica passando all’idioma nazionale, dopo un paio di demo-album in inglese.  Logico che, in oltre 25 anni d’attività, ci siano stati piccoli avvicendamenti di formazione, però  sempre affrontati con caparbietà e convinzione iscritta nel dna del leader Max Testaquatra.

Si affacciano con la misurata titletrack, condita con dettagli riguardosi per non appesantire troppo il brano, mentre alla Deriva non ci vanno mai, poiché le miscelazioni sono fascinose con saliscendi talvolta Cure ed altri grunge ed alternative. Poi, una bella acustica introduce  Cento volte ancora finché una scia rock prende il sopravvento con tappeto filo-Floydiano. Non c’è che dire: con un quarto di secolo alle spalle i Desidia non devono dimostrare nulla e questa è una delle loro carte vincenti, poiché gli spartiti appaiono freschi e fluidi, con rilevanza fantasiosa. A seguire, accendono il turbo rock-funk di L’altra parte di te che vibra con spigliata verve esecutiva, contorniata da un apprezzabile guitar-work. Invece, a fornire carezze uditive ci pensano Esclusa e Nocturnalia, che però non disdegna di sfoderare brevi incursioni grintose, mentre la saltellante Prova a prendermi fila liscia come una birra d’estate, con quel piacevole senso di leggera ebbrezza. Svelano influenze grunge con le svisate iniziali di Memorie dall’invisibile, in bilico tra i Soundgarden di “Black hole sun” ed i Stone Temple Pilots di “Interstate love song”; ma è solo un dettaglio per inquadrare una traccia che sviluppa, in itinere, ricami di ottima fattura individuale.

Il viaggio del protagonista finisce con Quello che ho per te in un mood variopinto e rabbiosamente ponderativo in cerca di un’epoca e di un mondo confacente alle sue aspettative e sensazioni. Invece, la nostra sensazione per L’Eternauta è di quelle buone, benché la storia narrata dai Desidia non sia d’immediata presa nella concettualità testuale, però nella globalità formulativa arriva ben dritto a fornire good vibrations, poiché qui non si impattano i soliti schemi di rock “copia ed incolla” ma, semmai, siamo di fronte a chiari intenti di voler dare ventate di freschezza con partiture ben congegnate, dettate dalla comprovata esperienza spalmata in tre decadi di lodevole militanza. Nell’album il protagonista, nel dramma fantascientifico, è un uomo che aspetta il suo destino: invece, da parte nostra,  li aspetteremo con ulteriore curiosità per apprezzare ulteriori evoluzioni. E’ nelle loro corde.

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In dettaglio

  • Anno: 2020
  • Durata: 37:45
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. L’Eternauta
02. Deriva
03. Cento volte ancora
04. Black tatoo
05. L’altra parte di te
06. Non può finire male
07. Esclusa
08. Prova a prendermi
09. Memorie dall’invisibile
10. Quello che ho per te

Brani migliori

  1. Cento volte ancora
  2. Prova a prendermi
  3. L’altra parte di te

Musicisti

Max Testaquatra: voce - Davide Angeleri: basso - Fabrizio Pedico: batteria - Andrea Quaglino: chitarra - Corrado Falletti: chitarra, voci - Carlo Leccioli: violoncello