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Battiato-Alice

Live in Roma

1977. Franco Battiato ha alle spalle alcuni lavori quantomeno particolari: dopo le esperienze nelle balere degli anni Sessanta, ha intrapreso la strada dalla musica sperimentale e di quella elettronica (nei primi anni settanta l’incontro con Stockhausen). Battiato ora vuole dare una svolta alla propria carriera. Chissà se ha già in mente l’idea di unire musica colta e musica popolare (cosa che farà in maniera sublime per tutto il resto della sua vita) o se è un’idea del maestro di Castelfranco Veneto, Giusto Pio, che gli impartisce da qualche tempio lezioni di violino? I due si sono conosciuti da poco, ma il feeling scatta subito. Giusto Pio suona il violino, mentre il cantautore parla di Gurdjieff e di shock addizionali. Ad ascoltarli un po’ divertito e un po’ coinvolto è Angelo Carrara che intuisce di avere in mano una miniera (potenzialmente) d’oro. Se solo fossero un poco più pop. gIà, perché nel frattempo Battiato ha pubblicato un disco che più lontano dalle classifiche popolari non potrebbe essere: L’Egitto prima delle sabbie, con un brano eponimo della lunghezza di 14 minuti basato su un unico accordo di pianoforte ripetuto! Ok, il disco vince il Premio Stockhausen, ma ora è tempo di cambiare. Come detto, Carrara prende sotto braccio i due e li porta con sé alla EMI. Passano pochi mesi e Battiato pubblica il suo primo disco “pop”, L’era del cinghiale bianco. Le vendite ancora latitano. Ma sarà questione davvero di poco prima che arrivi l’esplosione commerciale e il successo.

1980. Carla Bissi ha 26 anni, almeno metà dei quali passati nel mondo della canzone, prima col suo nome e poi con quello di Alice Visconti. Buoni apprezzamenti di critica ma vendite di dischi davvero pochine. Ancora una volta è Angelo Carrara che ci mette lo zampino, non solo ingaggia Alice (consigliandole di togliere quel cognome così ingombrante), ma la presenta ai suoi nuovi “pupilli”, Battiato e Giusto Pio. Lei ha una personalità (e una bellezza) straordinaria, loro la voglia di rovesciare come un calzino il concetto di canzone pop italiana. Passano pochi mesi e i tre scrivono Il vento caldo dell’estate. E’ un successo che supera qualsiasi aspettativa. Bissato qualche mese dopo al Festival di Sanremo, quando Alice vince con Per Elisa (e figurati se Battiato non scherza un po’ con Beethoven!), un brano che meno festivaliero non potrebbe essere (si parla di una torbida relazione a tre o di droga? In ogni modo argomenti tabù per il Teatro Ariston). Il trio Alice-Battiato-Pio ha fatto nuovamente centro. E non finisce qui, perché sempre nel 1981 esce il nuovo disco di Franco Battiato (ovviamente con gli arrangiamenti di Giusto Pio e la produzione di Angelo Carrara), La voce del padrone. Il disco ci mette un po’ a rodare, ma quando incomincia a vendere non si ferma più (primo disco italiano a superare la soglia del milione di copie vendute). E’ un successo clamoroso che nasce dal fatto che Battiato sa perfettamente amalgamare cultura alta e cultura bassa, pop e intellighenzia, pubblicità e filosofia, esoterismo e politica. Il tutto condito con musiche apparentemente banalissime (il giro di Do nel ritornello di Cerco un centro di gravità permanente) ma in realtà studiate alla perfezione. 

Battiato e Alice si ritrovano insieme qualche anno dopo in un altro palco che più lontano dal loro mondo non potrebbe essere, quello dell’Eurofestival. I treni di Tozeur sono un gioiello fuori da qualsiasi canone (festivaliero e non), una bellezza che supera la bruttezza kitsch dello sketch con cui i due vengono presentati sul palco (una Torre di Pisa fatta di luci che crolla!).

Le strade di Alice e Battiato per un po’ si divideranno. Ci saranno altre collaborazioni e dischi importanti. Ma la magia dell’incontro sembra essere un ricordo sbiadito. Fino a che - quasi trent’anni dopo - un po’ a sorpresa i due decidono di intraprendere un mini tour di nuovo insieme. E la magia, d’incanto, riesplode!

Questo Cd (e Dvd) cerca di rendercela e ci riesce solo in parte…perché l’atto magico (come quello poetico) è unico e irripetibile e necessita della presenza fisica di chi vi partecipa (nonostante lo splendido lavoro di Pino "Pinaxa" Pischetolae di Patrizio "Pat" Simonini, capaci di rendere al meglio il suono dell’'Ensemble Symphony Orchestra diretta dal Maestro Carlo Guaitoli). Ma pace, ce ne faremo una ragione. Come ce ne faremo una ragione che manchi nella track-list più di un pezzo che era presente nel live (tra le altre, I treni di TozeurPer Elisa e Nomadi) per lasciare il posto ad altri già ampiamente ascoltati in precedenti dischi live (come l’immancabile Era del cinghiale bianco o l’ormai “ritualistica” La cura) e che la figura di Alice risulti un poco schiacciata. Ce ne faremo una ragione anche della voce di Battiato che inesorabilmente risente delle “sacre sinfonie” del tempo. Ce ne faremo una ragione, perché questo Live in Roma ce lo terremo stretto, lo ascolteremo nelle giornate uggiose, lo sistemeremo sotto il cuscino prima di andare a dormire come un Tarocco amico (compiendo, così, un atto di psicomagia jodorewskjano), ringraziando il Maestro Battiato per averci aperto la mente verso nuovi mondi (spirituali e non) e Alice per essere stata una delle sue più importanti interpreti.

(Foto di Valeria Bissacco)

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Franco Battiato e Alice 
  • Anno: 2016
  • Durata: 68:50
  • Etichetta: Universal Music Italia

Elenco delle tracce

01. L'Era Del Cinghiale Bianco
02. No Time No Space
03. Shock In My Town
04. Le Nostre Anime
05. La Canzone Dei Vecchi Amanti
06. La Stagione Dell'Amore
07. La Cura
08. Prospettiva Nevski
09. Dammi La Mano Amore
10. Il Vento Caldo Dell'Estate
11. Il Sole Nella Pioggia
12. Summer On A Solitary Beach
13. Gli Uccelli
14. Segnali Di Vita
15. Cuccurucucù
16. Centro Di Gravità Permanente
17. Bandiera Bianca
18. Sentimiento Nuevo

Brani migliori

  1. Prospettiva Nevski
  2. Gli Uccelli
  3. Il Vento Caldo Dell'Estate

Musicisti

Angelo Privitera: tastiere e programmazione  -  Davide Ferrario: chitarre  -  Antonello D’Urso: chitarre  -  Andrea Torresani: basso  -  Giordano Colombo: batteria