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Francesca Romana

Lo specchio

Questo “mestiere” vale tutte le ore di musica ascoltata sui treni, a cena, o in situazioni più improbabili, quando ti capita tra le mani un disco così. L’album in questione è Lo specchio, di Francesca Romana Perrotta. Gli undici brani di questo secondo lavoro discografico della cantautrice salentina, nel mezzo della nebbia in cui sembra essere persa la musica italiana, accendono una luce e farebbero quasi gridare al miracolo. Quasi: per chi non conoscesse la storia musicale di quest’artista che ha già convinto tutti, ben figurando in molti dei Festival in giro per l’Italia (Premio De Andrè, Musicultura, Premio Poggio Bustone).

Un vero miracolo la capacità della Perrotta di unire parole a suoni, immagini ad atmosfere, con eleganza e leggerezza, con una classe di altri tempi, ed una raffinatezza di significati che emoziona sinceramente per profondità e verità. È un mondo di donne quello racchiuso in questo disco, raccontato viaggiando attraverso storie, vite, ritratti di figure femminili intense, intriganti, sensuali e fragili allo stesso tempo. Un mondo di emozioni delicate e appassionate.

È la parte più intima di ognuno di noi, che siamo costretti ad analizzare quando ci troviamo di fronte ad una parete che riflette ciò che davvero siamo. Lo specchio appunto. Simbolo di vanità femminile ma anche di ricerca, a volte disperata e perenne, della propria identità. Riflesso di ciò che di noi si vede all’esterno ma anche mezzo con il quale è possibile osservare se stessi senza filtri o distorsioni. E questo fa, con grande maestria, la Perrotta. Osserva sé, e nel farlo racconta la femminilità e l’essere donna nelle sfumature solitamente più difficili da cogliere. Sfumature che racchiudono l’aspetto più poetico, come il lato oscuro più buio e dimenticato. Tutto da osservare senza veli di qua dallo specchio.

Colpiscono per originalità e potenza brani come Il demone e Io e Biancaneve, per delicatezza Storia clandestina, per poeticità Contro il mio sguardo, per un’eleganza un po’ retrò Canzone blu, per dolcezza Il poeta, per un’eterea e quasi impalpabile durezza il brano L’estranea.

Ogni stralcio di vita disegnato dalla penna della cantautrice salentina porta dentro gli estremi delle emozioni più profonde, il bianco e il nero, lo sguardo verso il cielo e quello rivolto alla terra, il Bene e il Male, in un’unità che, come la sua musica, è capace di donare pienezza.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Francesca Romana Perrotta e Cristian Bonato
  • Anno: 2011
  • Durata: 41:03
  • Etichetta: Edel

Elenco delle tracce

01. Il tuo nome e il veleno

02. Giovanna la pazza

03. Canzone blu

04. Io e Biancaneve

05. L’estranea

06. Il poeta

07. Storia clandestina

08. Il lago

09. Contro il mio sguardo

10. Mad Maria

11. Il demone

Brani migliori

  1. L’estranea
  2. Storia clandestina
  3. Il poeta