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O-Mars

Lumina

Un passato da batterista punk ed oggi scanditore e “decriptatore” di un tempo mesmerizzante velato di mistero, alla ricerca di una  luce che conduca alla rivelazione soprannaturale dell’enigma esistenziale. Parliamo di O-Mars (Omar Cremon), che debutta con l’album Lumina, in uscita il 13 settembre, prodotto dal pregiato Lorenzo Corti, già al lavoro con Giulio Casale e Cristina Donà. Nove i pezzi in elenco, che delineano un tour sospensivo tra dark-wave, jazzy, alt-rock e pizzicate di shoegaze e funk.

Morbidamente fluttuante è l’opener  Sublime Souls: un’ammaliante suite che si articola con risvolti dark anni ‘80, in bilico tra David Sylvian e Joy Division, mentre Winter sun la ricama con assetti di alt-wave, con il basso a disegnare un groove oscuro ed inafferrabile, che vigila sul centrato duetto uomo-donna. Sempre con aria sorniona, anche  Playful ghost  cattura i sensi senza darti modo di affibbiargli alcuna etichetta stlistica. Poi passa, con naturale nonchalance, al tragitto jazzato di Ink on the water, mescolando ambient e mood estraniante senza mai dar adito a sospetti ideativi presuntuosi ma evidenziando, semmai, un’ottica a vasto raggio, con diottrie esecutive che scrutano confini oltre l’ordinario. Invece, la titletrack è la gemma contemplativa che irradia scenari estranianti di una galassia sonora mai calamitata nei buchi neri del prevedibile. In Quite lights il narrato di O-Mars si fa più omogeneo, sotto forma di marcetta rassicurante che lambisce arature di Morissey e Ian Curtis, benché in coda sterza con umore dissestante. Lungi dal cadere nelle sabbie mobili del dozzinale, con The other place riprende trattati jazz, bagnati di alt-rock  ma di quello chic e ricercato, intensificato da un basso psych(otico). Ora, se poniamo con maggior attenzione lo sguardo al firmamento scritturale di O-Mars siamo consci che è Fatto di stelle: infatti, puntando l’orecchio su questo singolo, dal cosmo di Made of stars gravitano meteoriti di wave-funk, provenienti da un’altra dimensione, quella che, con fervore cangiante, il Nostro anela di proporre  per ritagliarsi angolature atipiche, frutto di chi intende lasciare la banalità agli altri, obliando tentazioni di facili seduzioni. In fondo all’album, piazza la raccolta e malinconica On the reef : un’eterea ballad avviluppata in spirali di aspetti magnetizzanti predisposti al sogno imperituro, che Omar ci consegna con pertinente cognizione di causa e noi lo accogliamo col piacere di aver approcciato la sua inusuale immanenza artistica  che rapisce ed (il)Lumina.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Lorenzo Corti
  • Anno: 2020
  • Durata: 40:33
  • Etichetta: Vrec Music Label

Elenco delle tracce

01. Sublime soul
02. Winter sun
03. Playful ghost
04. Ink on the water
05. Lumina
06. Quiet lights
07. The other place
08. Made of stars
09. On the reef

Brani migliori

  1. Lumina
  2. Ink on the water
  3. Made of stars

Musicisti

Omar Cremon: all instruments