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Romea

Madrugada

Per chi lamenta che ultimamente non gira bella musica, probabile che le ipotesi siano due: o non ne ascolta abbastanza o troppo spesso si è pigri e indolenti, poco ricettivi alle novità. Allora, in ognuno dei due casi, sarà bene annotarvi Madrugada, album dei rodigini Romea per cambiare idea. Questi sono dischi scevri da tedio e sbadigli, in quanto l'alchimia da loro proposta è così inusuale e colle nel panorama attuale (perlomento quello italiano), che catturano con garantita efficacia.

A capo del collettivo Romea c'è Alberto Tessarin (aka DJ LB) che, di ritorno dal mondiale di scratch, gli balena l’idea di chiamare intorno a sé una manciata di amici per definire la nascita di un combo dove convogliare uno stile fatto di miscelazioni fusion, ambient, trip-hop, rap, inserti jazzy, elettronica ed oriental-balcanici. Ed eccoci oggi qui a parlare di “Madrugada”, lavoro uscito nel 2019 che parte bene col marcato fusion di Peyote e - a metà strada - si estranea con sospensivo speakeraggio algido fino in coda. Con vellutata soluzione, la title-track è un atto ambient alquanto etereo che suscita fascinazioni mantriche, di sicuro effetto. Voci black, invece, introducono il Funky- scratch di Heilà, altro episodio di estrosità progettuale della band, abili nel saper fondere generi teoricamente in antitesi, in un convincente modus operandi. Tra rumori di mare e rigagnoli di sitar, Kishi (con la presenza di Meck), esplode in un rap orientaleggiante che non t'aspetti, della serie: la sorpresa è di casa Romea. Con Caloma torna a riaffacciarsi il fusion, ma stavolta più raccolto ed intimistico, con echi di flauto, pioggia di tasti e un vocalizzo femminile ammaliante. Il ricorrente sax paranoico à la Frankie Hi-Nrg (Quelli che ben pensano) accompagna l'invettiva rap del guest Esa e tutto è portato all'acidità apicale. Per il primo mezzo minuto di Good-bye Mr. Wood si teme di essere zavorrati in contesti oscuri e catacombali, però sarà bene non dimenticar mai che i Romea sanno disarmare l'orecchio appena credi di averli inquadrati, ed allora eccoli qui, a sfoderare ancora distese di raffinato fusion. In chiusura, ci si imbatte nel trip incorporeo di Tetra, stilizzato dalla virtuosa frenesia pianistica di Paolo Garbin, supportato (sottotraccia) da chorus ossessivo e quasi farneticante.

Finito l'ascolto di “Madrugada, il pensiero va ai doglianti in premessa: saranno ancora dell’idea che in Italia non si faccia musica di livello? Certo, qui nessuno parla di novità assoluta, di rivoluzione stilistica, ma se la risposta è ancora la stessa allora è giusto pensare che la voglia di ascoltare nuove produzioni, di ricevere nuovi stimoli musicali (che non sia il mainstream che fuoriesce dalle radio e dalla tv), è debole e non è la musica italiana a non proporre novità, ma gli ascoltatori che non sanno coglierle o cercarle. Questa è un’ottima occasione per cambiare idea.

 

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In dettaglio

  • Anno: 2019
  • Durata: 46:53
  • Etichetta: Indiemood

Elenco delle tracce

01. Peyote
02. Down
03. Madrugada
04. Starting from scratch
05. Unusual morning
06. Heilà
07. Kishi
08. Caloma
09. El click
10. Trecentonove
11. Goodbye Mr. Wood
12. Tetra

Brani migliori

  1. Heilà
  2. Caloma
  3. Kishi

Musicisti

Alberto Tessarin aka DJLB : giradischi - Paolo Garbin: piano - Alessio Simoni: basso, synth - Antonio Zanellato: batteria