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Marco Iacampo

Marco Iacampo

Arriva un momento nella nostra vita in cui ci liberiamo degli orpelli, delle maschere, dei trucchi. L’artista, il cantautore – diceva anni fa Francesco De Gregori – ha questo di diverso da molti altri lavoratori: si mette a nudo davanti a una platea. È spudorato. E spudorato è il primo disco in italiano di Marco Iacampo.

Via la patina indie, via lo pseudonimo GoodMorningBoy e la lingua inglese; Iacampo si riappropria del suo nome, si getta sulla ballata folk, sul blues, sulla melodica, persino sul pop e soprattutto canta in italiano. Il disco è una progressiva spogliazione, che procede per sottrazione, dalla pulsante Che bella carovana (scelta da Manuel Agnelli per la compilation sponsorizzata dagli Afterhours, Il paese non è reale) alla scarna e acustica (due accordi, due voci, due strumenti) Cavallo bianco.

Insomma, Iacampo sembra volersi mettere a nudo, mettere in piazza – e confrontarsi con – le sue paure, le ansie di una società in cui non si riconosce più: «è un tempo in cui/ le case crollano/ è facile lasciare/ rinunciare a tutto/ parlo di me/ del vuoto che mi assale». Una società da cui scappare in cerca di un posto dove stare, da poter chiamare casa, come nella bellissima Tornare a casa (pezzo che piacerebbe senz’altro allo Springsteen di Long walk home): «Voglio tornare a casa/ e non m’importa/ quanto lunga sia la strada». Perché alla fine di un viaggio ci deve essere un approdo, alla fine di una crocifissione una resurrezione: «Non credo nella croce/ ma in Gesù risorto» (Miracolo eccezionale). E, allora, per tornare a casa da questa nuova Babilonia (Che bella carovana), da questa nuova Eldorado (Navigo nell’oro) occorre soprattutto il sentimento. Alle volte la salvezza sembra possibile, altre volte, invece, neppure l’approdo all’amore è concesso al navigante (Dove ti vengo a prendere).

Certo, non mancano piccole sbavature, come per esempio una certa autoindulgenza nel ritornello easy listening di Miracolo eccezionale; la presenza a tratti di sonorità già sentite (Quando arriva la pace strizza forse un po’ troppo l’occhio a Dylan, mentre il ritornello di Tutto a posto può ricordare Clio di Graziani); oppure la ricerca di rime “facili” che tendono ad abbassare una scrittura testuale che nel suo complesso regge più che bene.

Ma, appunto, di piccole sbavature si tratta, perché in conclusione Marco Iacampo è un disco per certi versi coraggioso, che convince.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Paolo Iafelice
  • Anno: 2010
  • Durata: 51:08
  • Etichetta: Adesiva Discografica

Elenco delle tracce

01.  Che bella carovana

02.  Uno

03.  Miracolo eccezionale

04.  Dove ti vengo a prendere

05.  Tutto a posto

06.  Tornare a casa

07.  Bellissimo universo

08.  Navigo nell’oro

09.  La stessa cosa

10.  Quando arriva la pace

11.  Il mio lavoro

12.  Un solo passo

13.  Cavallo bianco

Brani migliori

  1. Che bella carovana
  2. Tornare a casa

Musicisti

Marco Iacampo: voce, chitarre, basso, sintetizzatore Paolo Iafelice: batteria elettronica, percussioni Enrico Gabrielli: sassofono, flauto Simone Massaron: chitarre Andrea Viti: basso Johannes Bickler: batteria Riccardo Di Paola: piano, organi Vittorio Cosma: piano Airin: voci