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Psiker

Maximo

Benvenuti a bordo della macchina del tempo: potete allacciarvi le cinture (anche se, all’epoca, non era ancora obbligatorio), potete accendere l’autoradio (si…l’autoradio), inserire la musicassetta (a voi il compito di spiegare ai vostri figli o nipoti cos’è, e come si usa quel rettangolo di plastica con due fori ed un nastro all’interno) ed iniziare il vostro viaggio a ritroso verso la vostra giovinezza. Alternativamente, qualora siate i suddetti figli o nipoti, avete la possibilità di fare un giretto nel tempo per ascoltare e capire cosa ballavano, trent’anni fa, i vostri genitori o i vostri zii…

Psiker, al secolo Massimo Curcio, compie un’operazione abbastanza curiosa, nel senso che trasporta gli anni ’80 direttamente nel presente: recupera i suoni e l’elettronica dell’epoca alleggerendoli, in un certo senso, da certe pesantezze che li caratterizzavano, e grazie anche agli ospiti chiamati ad offrire il loro contributo, ospiti che provengono dal suo stesso retroterra musicale, confeziona Maximo, il suo nuovo lavoro in cui racconta l’oggi attraverso i suoni di ieri.

I riferimenti musicali sono evidenti: Talk Talk, Pet Shop Boys, Depèche Mode, ma anche New Order, Frankie Goes to Hollywood o Erasure, ovvero quella che, di fatto, è stata l’ondata synth-pop che ha caratterizzato quel decennio. Da questa rielaborazione è uscito fuori un album piacevolmente retrò, con testi che si muovono tra la narrazione di piccole storie odierne e situazioni nonsense non prive di umorismo, un lavoro che ha soprattutto una specifica “mission”, ovvero quella di riaffermare con forza,  ed al di là dei luoghi comuni e delle critiche che spesso lo accompagnano, quanto quel periodo sia stato ricco di progetti e di idee musicali.

Poi, ovviamente, le critiche possono essere quelle di sempre: musica “di plastica”, musica da ballare ma dai suoni sintetici, più elettronica che strumenti…certamente non sono argomentazioni del tutto campate per aria, ma è anche vero che all’epoca, dopo trenta e più anni di musica “suonata”, e nella quale gli strumenti classici avevano spadroneggiato, la ricerca tecnologica aveva offerto ai musicisti tutta una serie di “strumenti” completamente differenti, dai synth polifonici alle drum machines, alle batterie elettroniche coi i loro pad, fino ad arrivare al leggendario Fairlight, il primo vero e proprio computer costruito proprio per “fare musica”.

Era del tutto ovvio che, di fronte a questa raffica di novità tecnologiche, in molti, anche fra i musicisti più affermati provenienti dai decenni precedenti (ad esempio Gabriel a Bowie, fra gli altri…) avrebbero cercato di esplorarne le potenzialità ed i confini e che la musica realizzata con questi mezzi avrebbe suonato in modo diverso rispetto a quella precedente; l’ubriacatura tecnologica durò di fatto lo spazio di un decennio, e cioè fino a quando il grunge riportò indietro le lancette musicali e riannodò i fili con il passato.

Rimane il fatto che, in quei dieci anni, di musica se ne fece, e parecchia, e questo album, a distanza di oltre trent’anni, si propone quasi come una sorta di compendio musicale e, nel suo piccolo, storiografico, da cui si evince che quel periodo ha dato i suoi frutti, ha avuto il suo senso e la sua legittimità, ed ha comunque segnato un’epoca. Il fatto che, anche oggi, a distanza di così tanto tempo, quelle espressioni musicali suscitino ancora interesse e curiosità, significa che, forse, non sono state così fugaci o episodiche.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Psiker, Matteo Agosti
  • Anno: 2016
  • Durata: 35:24

Elenco delle tracce

01. Metropolitana
02. Love is un fiore
03. Un pence e mezzo
04. L’altro ieri
05. Doubleface
06. Parla, parla, parla
07. Contento
08. Nebbia
09. Ironia
10. Attento

Brani migliori

  1. Metropolitana
  2. L’altro ieri
  3. Ironia

Musicisti

Psiker: voce, cori, programmazione  - Arco: ritmiche computerizzate  -  Shiver: programmazioni  -  MadD: chitarre  -  China: flauto traverso  -  Francesca Gastaldi: voce  -  Raffaella Destefano: voce  -  Luca Urbani: voce  -  Odette Di Maio: voce  -  Marco Oliva: voce