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Fabiana Martone

Memorandum

Undici tracce sonore e altrettante tavole pittoriche ad esse ispirate compongono questo ultimo lavoro della cantautrice napoletana Fabiana Martone, racchiuse in uno scrigno prezioso, ma di carta. Un accurato packaging ecosostenibile e “fuori misura” per un cd (il formato è esattamente quello dei vecchi 45 giri), che dà in tal modo risalto alle immagini di diversi artisti ai quali è stato chiesto di accompagnare i brani, e che sembra voler racchiudere per poi a mano a mano svelare, sensazioni a tutto tondo che coinvolgono i cinque sensi. Oltre all’udito, infatti, l’album Memorandum solletica la vista, per esempio, perché le undici immagini sono riproduzioni di vere opere d’arte di altrettanti artisti, pittori, disegnatori e illustratori ma anche il tatto, perché la carta è consistente e la pergamena che racchiude le opere (e i testi dei brani) è delicatamente liscia. E poi ancora l’olfatto, perché se chiudiamo gli occhi sentiamo l’odore della carta e non della plastica e infine il gusto, in senso figurato ovviamente, perché l’arte contemporanea va consumata, va fruita e fagocitata, e se non c’è plastica fa meno male, anzi, può fare solo del bene al nostro organismo. Sì, la metafora è un po’ forzata, ma la sensazione di avere di fronte un lavoro completo e ‘appagante’ è davvero sincera.

Ma veniamo alla sostanza delle canzoni, per non perderci soltanto ad ammirarne il bel vestito. Sono undici tracce, abbiamo detto, che fanno parte di un progetto unitario, una sorta di concept album. Alcune di esse hanno titoli o parti dei testi in dialetto napoletano, della stessa cantautrice ma affiancata nella scrittura da diversi autori: Ciro Tuzzi, Marco D’Anna, Emanuele Ammendola, Luca Di Maio, Alessio Arena, ma tutte sono espressione di grande sensibilità e attenzione per ciò che è autentico e naturale. Le canzoni sono inoltre – indicativamente - suddivise nei vari periodi della giornata (Al mattino, Dopo pasto, Verso sera, Notte insonne, Sogni belli e brutti), come se ognuna avesse una sorta di “momento ideale” per essere gustata, come se la luce, naturale o meno, potesse in qualche modo aiutare l’ascoltatore a cogliere il meglio di ciò che l’autrice e gli ottimi musicisti che la accompagnano vogliono rendere, o come semplicemente una cura. E spesso, molto spesso, la musica questo è, questo fa.

Con la sua voce estremamente duttile e dotata di estensioni molto ampie, di formazione jazz e gospel, Fabiana Martone in questo disco esprime al meglio le sue caratteristiche innate insieme alla propria forza interpretativa, dovuta alle sue molteplici esperienze precedenti, sia musicali che teatrali (solo per citarne alcune, il quartetto al femminile Sesèmamà - quattro splendide voci tra cui quella di Brunella Selo, Elisabetta Serio, Annalisa Madonna - e la collaborazione con i Nu Guinea). In questo suo progetto solista, Fabiana si è fatta accompagnare da un team di musicisti altamente professionali, che hanno reso l’album intenso ed emozionante, a partire da Bruno Tomasello (alle chitarre) e Luigi Esposito (alle tastiere) che con la stessa Fabiana Martone hanno curato gli arrangiamenti, così come ci piace poi ricordare la chitarra acustica e la dodici corde di Gigi Scialdone e quella elettrica di Fabrizio Fedele, oltre al violino di Lino Cannavacciuolo che interviene a dare spessore a uno dei due episodi onirici, di cui parleremo più avanti.

Memorandum è un album che pur intriso di molte collaborazioni, crediamo somigli molto a Fabiana: lo possiamo definire come la somma delle sue diverse facce, che comprende sia sorrisi radiosi (come quello del ritratto di copertina) che espressioni di intimo dialogo con sé stessa, o momenti ancora più malinconici. ‘L’anima nera’ (quella che fa pensare immediatamente a Pino Daniele o a Teresa De Sio per intenderci) di Fabiana e della Napoli più sincera, si sente tutta soprattutto in brani come Me passa ‘o ggenio o la dolcissima Era sulo ajere, ma anche in Niente ‘e che in cui la cantautrice si mette a nudo mischiando le sue due lingue: “Chi trova a me l’adda sapè ca sotto ‘a sti culure ce sta n’anema cchiù scura” e ancora “…e suppuortame se quando preso il largo avrò paura (…) Continuiamo a galleggiare in questo amore e me sento già cchiù forte…”

Se dovessimo scegliere una traccia che faccia da guida a tutto il disco sarebbe di certo Memorandum, brano che riassume l’intero senso del lavoro: i ricordi non rappresentano il passato, ma sono la base su cui poggiare il futuro, qualcosa da non scordare, un monito, una lezione compresa e quindi utile. “E tienilo a mente” canta lei “che niente e nessuno sarà mai scontato, e che nei ricordi puoi prendere fiato”. Da segnalare anche Il fuoco, così come l’opera pittorica, materica e vivace che l’accompagna (fa parte dei Sogni belli o dei Sogni brutti?) del poliedrico artista Vincenzo Aulitto, che incentra la propria ricerca tra l’uomo e l’ambiente (come del resto il tema del brano e forse dell’intero disco). “Ormai prendono fuoco anche le nuvole e speriamo piova e ce fa respirà”, e infine: “perché l’uomo è il sol nemico di sé stesso, povero fesso…”. Un ultimo richiamo lo dedichiamo ai deliziosi giochi di parole de L’albero di carnevale, che si sviluppa quasi come una filastrocca tra luoghi comuni sfatati e la (non rassegnata) presa di coscienza da parte di una moderna e disincantata Alice che si sente un po’ fuori posto, “come un coriandolo a Natale o come l’albero di carnevale” ma ci prova lo stesso perché “se ogni scherzo vale, va a finire male. Va a finire male, ma può pure andarmi bene”. E noi siamo con lei, concordi, sulla seconda ipotesi.

Immagini: da Soundfly.it
Illustrazioni di: Martina Troise, Cyop e Kaf, Nikkio, Clelia Leboeuf, Nando Sorgente, Nicola De Simone, Dario Protobrotto, Vincenzo Aulitto, Alexandr Sheludko, Alessandro Rak e Simona Martone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Bruno Tomasello, Luigi Esposito, Fabiana Martone
  • Anno: 2018
  • Durata: 55:02
  • Etichetta: SoundFly Records

Elenco delle tracce

01. Geopolitica sentimentale
02. Memorandum
03. Niente ‘e che
04. Me passa ‘o ggenio
05. L’albero di carnevale
06. Era sulo ajere
07. Sospesi a Corso Malta
08. Citofonare Martone
09. La quadratura della luna
10. Il fuoco
11. Sirena

Brani migliori

  1. Memorandum
  2. Era sulo ajere
  3. L’albero di carnevale

Musicisti

Luigi  Esposito (pianoforte, organo, fisarmonica, synt) - Bruno Tommasello e Gigi Scialdone (chitarre) - Umberto Lepore (basso, contrabbasso) - Salvatore Rainone (batteria) - Lino Cannavacciuolo (violino) - Michele Martone (percussioni) - Davide Maria Viola (violoncello) - Fabiana Martone (voce)