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Salvario

Mondi leggeri

La vita, i momenti come fasi (o tappe) di un viaggio, un cammino da affrontare con tutti i pro ed i contro che l’esplorazione comporta, la sua spensieratezza e le insicurezze, gli stupori e gli smarrimenti, entusiasmo ed incognite, sono tutti elementi che trovano una sintesi nel raccontare Mondi leggeri, nuovo lavoro di Salvario.

Il cantautore pugliese – ma che da molti anni vive a Torino - presenta il suo secondo album a due anni di distanza da “Duemilacanzonette”, portando avanti il suo progetto di un cantautorato classico ma ricercato. Una delle chiavi per entrare meglio nelle nuove tracce è cogliere un aspetto ricorrente nei testi, visto che l’intero album parla in prima persona plurale. Angolazione del disegno, prospettiva del “noi” che si mostra intima ma rivolta a tutti, un ‘protagonista’ che non si chiude a riccio bensì tende la mano all’ascoltatore, lasciando sempre trasparire una sorta di incoraggiamento reciproco. L’ordine delle tracce, per niente casuale, fa sì che il racconto suggerisca quei parallelismi col viaggio: dapprima Leggeri, sussurrato, voglioso di scoprire, per poi alzare il ritmo per affrontare la vita quotidiana e arrivare a destinazione stanchi ma vissuti, fumandoci una meritata sigaretta. Uno stato d’animo finale che è vicino a quel leggiadro spirito di partenza, suggerendo così una possibile struttura circolare dell’album.

Nel complesso questi due approcci, che è dicotomia intrinseca all’uomo, rispecchiano bene il vissuto di Salvario ed il suo percorso artistico. La vita lenta ed introspettiva del Sud con il traffico di persone e gli impegni sotto la Mole Antonelliana, commistione, questa, presente anche e soprattutto nella produzione del disco a cui hanno preso parte vari esponenti della scena torinese, con il sostegno economico di diversi fondi regionali ed europei (così come succede da diversi anni nella produzione cinematografica e non può che essere un buon segnale).

“Mondi leggeri” è un lavoro ‘semplice’ – nel suo etimo più bello e profondo - ma per niente banale. Salvario mantiene l’identità mostrata nell’album di debutto, forse riducendo quel respiro rock prediligendo stavolta le chitarre acustiche. Le armonie non compiono giri pindarici con la voce e gli arrangiamenti sono un vestito di seta che accarezzano con cura note e parole al fine di lasciarle intatte e libere di esprimersi nell’etere (menzione speciale meritano gli archi in Supernova eseguiti da i Gnu Quartet, freschi protagonisti del Tenco 2019). Come si diceva prima, un disco che non vive di una over-produzione ma che riporta l’ascoltatore ad una dimensione più intima e vicina al sentire dell’artista. Merito di questa nuova dimensione sonora è da ricondurre anche alla collaborazione di Salvario con Ale Bavo, che ha curato la produzione artistica del disco (qui insieme nella foto).

Ma facendo un ragionamento più generale, sottolineiamo come Salvario in poco tempo abbia già ottenuto importanti riconoscimenti dalla critica, facendosi apprezzare per uno stile personale e riconoscibile (nel 2017 vincitore del CapiTalent di Radio Capital e del Premio Bertoli, nonché finalista del Premio L’artista che non c’era) e anche in questo lavoro non ha mutato il suo stile, anzi ha rafforzato le sue corde e confermato le sue qualità. Se non sentite parlare di una persona, di un artista, da più di un anno e temete che sia cambiato, ecco, potete stare tranquilli: Salvario ha scelto di essere fedele a sé stesso.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Ale Bavo  
  • Anno: 2019
  • Durata: 32:52
  • Etichetta: Giallo Ocra Srls/CommOnMusic

Elenco delle tracce

01. Leggeri

02. Scatola vuota

03. Balla balla balla

04. Supernova

05. Mondi

06. Metropolitana

07. NY

08. Tanto per fumare

Brani migliori

Musicisti

Salvatore Piccione (Salvario): voci, chitarre acustiche, chitarre elettriche  -  Ermanno Capirone: basso, chitarre elettriche, mandolino, pianoforte, percussioni  -  Andrea Ghiotti: batteria, percussioni  -  Ale Bavo : pianoforte, synth