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Vallone

Multiversi

Come sempre Paolo Farina è artista abituato a spiazzare chi ascolta i suoi lavori. Cantautore classico, musicista progressive, cultore della musica salentina, ora lo ritroviamo nella dimensione di musicista che propone una sorta di omaggio a Raf Vallone, figura straordinaria della cinematografia italiana.
Vallone, questo lo pseudonimo utilizzato da Paolo Farina per Multiversi, per il quale ha scritto parole e musiche, è stato un calciatore del Torino degli anni ’40; laureato in legge, giornalista, partigiano, attore…insomma, un personaggio a tutto tondo che ha saputo interpretare la vita nelle sue mille sfaccettature. Ed a questo artista poliedrico è dedicato questo lavoro, ambizioso e al tempo stesso interessante, che si apre con un brano molto ficcante, Le montagne sono alte, che introduce in maniera perfetta un album come “Multiversi” dato che la famiglia Vallone era una famiglia di migranti calabresi ed il tema della migrazione, certamente, non si è esaurito con la migrazione interna del secolo scorso. Cantabile e piacevole, il brano è l’ideale per aprire un album fortemente curato nei contenuti. Quasi “didattico” è il brano La stanza delle tre ombre, dove si esprimono tre possibilità: il volere, il dovere, il piacere. Canzone con il forte sapore melodico anni ’70 che ben rappresenta, anche nei suoni, l’esperienza raccontata dalle liriche. Giorni uguali si manifesta come una canzone sul rimpianto e sulla rassegnazione ma, nello stesso tempo, come una voglia di riscatto, un desiderio di non mantenere “i giorni tutti uguali” perché la vita è tale se cambia, se aiuta a crescere, se rende possibile la varietà dei giorni stessi. Da segnalare il bel suono dell’Hammond che pervade tutto il brano.
Pianoforte e voce raccontano in Giulia giura di una storia amorosa utilizzando i segni dell’oroscopo; una canzone divisa tra amore, delusione, dolore, speranze. Una sorta di poesia amorosa lanciata verso dall’amata verso un amato di cui non si percepiscono né la figura né la fisionomia, con un gradevole arrangiamento che sorregge liriche e musiche delicate ed intimiste. Suono sostenuto e chitarristico quello che introduce Camilla, altra storia di “quasi amore” che racconta di una figura femminile fragile e sola, rimasta nell’immaginario dell’autore (vera o meno che sia la storia narrata). Un brano sul filo del ricordo ma, soprattutto, di una sorta di autocritica personale che musicalmente si sostiene sul suono della chitarra elettrica.

Polo Nord è una splendida ballata che racconta di un naufragio, splendida metafora di una solitudine che raccoglie dentro di sé l’umanità dei nostri tempi sempre alla ricerca di qualche ultima Thule che non si incontrerà mai… Oltre è un’altra ballata, intimista e proposta in chiave anni ’70, con un testo che potrebbe essere stato scritto quarant’anni fa che, però, non è in contraddizione con i nostri tempi (emblematica in questo senso la foto che ritrae l’autore, Paolo Farina, di fronte ad una sua immagine, alla chitarra, di molti anni fa…). Non sognare sembra fare a pugni con il brano precedente dove si cercava un cambiamento mentre in questo caso si esorta a non sognare. Ovviamente si tratta di metafore che possono avere significati ambivalenti (multi versi, mi verrebbe da pensare e scrivere…). Intro di fisarmonica e poi parte la voce di Farina per la sognante Sette anni fa che porta la memoria verso un passato forse più facile da vivere. Una canzone piena di rimpianti e di rassegnazione nei quali sono coinvolti personaggi di varia umanità. Quando saremo, il brano finale, è la fotografia dei nostri tempi grami. Una canzone quasi da music hall che cerca di rendere evidenti i disagi del vivere dei nostri tempi. Vera o finzione che sia la canzone è comunque un racconto particolare veritiero…E non è che ciò sia positivo…
Vallone è un bell’album, coraggioso perché prodotto in momenti difficile da un artista, Paolo Farina, che ha voluto mettersi nuovamente in gioco e che ha saputo coinvolgere musicisti di prim’ordine che fanno parte di un mondo che, nonostante le avversità, non si arrende… 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Paolo Farina e Lele Battista  
  • Anno: 2015
  • Durata: 42:55
  • Etichetta: Audioglobe

Elenco delle tracce

01. Le montagne sono alte
02. La stanza delle tre ombre
03. Giorni uguali
04. Giulia giura
05. Camilla
06. Polo Nord
07. Oltre
08. Non sognare
09. Sette anni fa
10. Quando saremo

 

Brani migliori

  1. Le montagne sono alte
  2. Polo Nord
  3. Quando saremo

Musicisti

Musicisti
Paolo Farina: voce  -  Lele Battista: tastiere, basso elettrico, pianoforte, cori  -  Giorgio Mastrocola: chitarra elettrica, chitarra acustica 6 e 12 corde  -  Silvio Centamore: batteria
Con la collaborazione di:
Donato Pugliese: Violino  -  Evasio Muraro: chitarra acustica  -  Niccolò Bodini: batteria  -  Stefano Danesi: chitarra acustica, parlato, cori  -  Niccolò Pozzi: trombone e tromba  -  Val Bonetti: chitarra acustica  -  Ermanno Fabbri: chitarra elettrica  -  Guido Rolandi (Giubbonsky): sax  -  Armando Illario: fisarmonica  -  Nicolas Schrecklinger: clarinetto  -  Antonio Valente: marimba  -  Massimo Bonuccelli: contrabbasso  -  Marta Charlotte Ferradini: coro  -  Cristina Greco: coro