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Davide Matrisciano

Mummie Incoscienti

Sono passati all’incirca un paio d’anni dalla pubblicazione del precedente lavoro Il profumo dei fiori secchi e, come era stato ipotizzato all’epoca, la svolta musicale c’è stata veramente ed il terzo lavoro di Davide Matrisciano ha condotto l’artista napoletano verso ambiti che potremmo definire, con buona approssimazione, di “pop psichedelico”. Mummie incoscienti, infatti, è un lavoro che stabilisce, nella seppur ancor breve carriera del cantautore partenopeo, un punto fermo importante: rimane, definita e riconoscibile, l’impronta “psichedelica”, quell’atmosfera soffusa, trasognata in cui l’autore appare quasi rapito dai propri pensieri, ma lo sviluppo dei brani abbandona definitivamente le possibili ipotesi di cantautorato “classico”, ed anche le ipotetiche derive folk, normalmente ascrivibili a chi si occupa di musica a quelle latitudini.

Questo nuovo lavoro appare meno “elaborato” di quelli precedenti, in cui si era data molta importanza al fatto che in ogni brano ci fossero particolari e dettagli sonori molto specifici, e realizzati da un gran numero di musicisti; le undici tracce appena uscite parlano un linguaggio comune, realizzato attraverso arrangiamenti lineari, semplici, atmosfere cupe, meditative, in cui la parola viene spesso recitata, quasi “scolpita” sul commento musicale. Ci sono anche alcuni passaggi lo-fi, in cui le chitarre diventano più acide e taglienti, come ne La genesi dei bicorpi, e citazioni letterarie inserite in modo apparentemente casuale, ma che connotano in maniera importante alcuni passaggi.

Molto interessanti risultano essere anche alcuni accostamenti strumentali, ad esempio le chitarre di cui sopra abbinate alla fisarmonica, che vanno a creare un sound davvero particolare, un’armonica disarmonia che ricorda per il “gusto” un abbinamento dolce/salato di non semplice assimilazione. Aleggia, su tutto l’album, una cupezza che a tratti parla di abbandono, disfacimento, di un passato che non ritorna e che si cristallizza in ricordi dolorosi, come in Coemeterium point. Nonostante ciò l’ascolto non risulta mai appesantito; l’aspetto meditativo prevale decisamente su quello dello sconforto per la transitorietà della cose, delle persone, degli eventi e non è infrequente che, qua e là,  sia “distillata” anche quella piccola ma caustica dose di ironia, macabra, che strappa un sorriso. Alcuni specifici passaggi, ad esempio Applauso per una strage, si propongono nel loro essere feroci critiche antimilitaristiche “travestite” da canzoni in cui le parole pesano come macigni malgrado vengano pronunciate e declinate quasi con noncuranza.

Davide Matrisciano ha imboccato la sua strada con decisione e chiarezza di idee: se prima era interessante capire in quale direzione si sarebbe avventurato ora la curiosità si concentra invece sul “come” deciderà di percorrere questa strada: cosa aggiungere, cosa togliere, cosa modificare, cosa mantenere…di certo un bell’impegno.

Foto di Gianluca Moro

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Davide Matrisciano, Mimmo Cappuccio, Mario Formisano
  • Anno: 2016
  • Durata: 51:28
  • Etichetta: Terre Sommerse/La Chimera Dischi

Elenco delle tracce

01. Processo all'uomo invisibile
02. Il brindisi precoce
03. La genesi dei bicorpi
04. Le ceneri delle nostre maschere
05. Coemeterium Point
06. Applauso per una strage
07. Una stanza abituale
08. Divertimenti estivi
09. Farfalle incolori
10. Inseguendo il mare
11. I Poeti se ne vanno

Brani migliori

  1. Il brindisi precoce
  2. Applauso per una strage
  3. Una stanza abituale

Musicisti

Davide Matrisciano: voce, piano, synth, drum pad, Mellotron  -  Claudio Romano: batteria  -  Andrea Palazzo: chitarre  -  Michele Signore: violino, mandoloncello  -  Marco Pescosolido: violoncello  -  Mario Formisano: basso  -  Sasà Piedepalumbo: fisarmonica  -  Paolo Licastro: sax soprano, flauto dolce  -  Antonio Mancaniello: chitarre  -  Zorama: chitarre  -  Luciano “Varnadi” Ceriello: chitarre, basso  -  Antonio Buonocore: percussioni  -  Nico Sommese: clarinetto  -  Gianfranco Esposito: basso tuba  -  Francesco Gallucci: tromba  -  Carmen Osato: soprano lirico  -  Lucy Lewis: cori  -  Melania Garofalo: voce recitante  -  Donatella Beatrice Acierno Gigli: voce recitante, risate