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Edoardo Bennato

Non c'è

Le copertine dei dischi di Edoardo Bennato sono sempre state belle, intriganti, geniali, talvolta vere e proprie opere d’arte, e questa del suo ultimo album, Non c’è, non fa eccezione, anzi. È giusto dunque partire da qui, nel presentarlo. Il disco, non Edo, perché proprio non c’è bisogno di spendere troppe parole per uno dei cantautori più affermati, longevi e incisivi della scena musicale italiana, a partire dagli anni ’70-’80 e che condivide, con il compianto Ivan Graziani, il titolo di “primo cantautore autenticamente rock” in suolo italico.

Chi scrive questa recensione si impegna ad essere il più obiettivo possibile, ma premette anche di essere un bagnolese che vive a Bagnoli, il quartiere natìo di Edoardo, fucina dei suoi esordi artistici, e di avere l’età per ricordare i grandi happening nelle piazze, nei teatri e nello stadio della città, che divideva il suo cuore, per lo più senza dividersi, fra il rock irriverente di Edoardo ed il blues metropolitano di Pino, amandoli entrambi. Col passare degli anni, e più precisamente dal 1990, anno in cui interpretò con Gianna Nannini l’inno dei mondiali di casa nostra, Un’estate italiana, Bennato ha fatto un passo di lato quanto a popolarità, ma ha continuato a scrivere e a suonare e, pur defilato rispetto al mainstream, lo ha fatto con la coerenza, l’ironia, il sarcasmo, e talvolta l’asprezza, che ha sempre caratterizzato la sua straordinaria produzione artistica, e non si ricorda esibizione o concerto in città, anche recente, che non sia stato gremito di gente, di passione e di entusiasmo, perché lui dal vivo è un’autentica macchina da guerra, una macchina umana fatta di voce, chitarra, armonica e kazoo, che si fa beffe del  tempo che passa, a cui ci piace ricordare i musicisti che lo seguono da anni, tra tutti i due chitarristi, Giuseppe Scarpato e Gennaro Porcelli.

 

Ma torniamo alla copertina, che in realtà rappresenta graficamente la prima pagina di un quotidiano, con la testata, la foto a colori (c’è Edo sul meraviglioso pontile a mare di Bagnoli), l’articolo di fondo, quello di spalla, il taglio alto, e il suo caratteristico logo, con l’armonica che sorregge il nome. Geniale, come il titolo di uno dei suoi nuovi pezzi del disco, pensato e realizzato in pandemia, e fa un certo effetto leggere fra i titoli e i testi degli “articoli” in copertina frasi che riappaiono dai decenni passati e che assumono nuovi colori e significati, come Una di notte, c’è il coprifuoco o Salviamo il salvabile, o ancora Non farti cadere le braccia e Dotti, medici e sapienti.

Non c’è è disponibile, fisicamente, in due versioni: compact disc, che contiene venti tracce, e doppio vinile, che invece ne ha in tutto ventitré. Il disco è un mix sapiente e riuscito di vecchi e grandi successi, (fra i quali manca, stranamente, Sono solo canzonette) ed otto brani inediti, questi ultimi, naturalmente, nel cd ci sono tutti. Il progetto è un ponte immaginario (sta pure in copertina, ma quello esiste davvero!) fra passato e presente, vecchi e nuovi lavori, il che consente di apprezzare la coerenza e l’uniformità dei temi trattati, ma soprattutto quanto e come i vecchi brani di Bennato siano straordinariamente attuali e le nuove canzoni ne rappresentino la naturale evoluzione, per la vena compositiva sempre viva e dinamica, in bilico fra sogno e realtà, ironia, irriverenza e sberleffo.

I vecchi successi non sono però asciutte vestali di un glorioso passato, perché essi sono stati riarrangiati, risuonati e ricantati dal Bennato di oggi, e danno conto delle rielaborazioni che inevitabilmente hanno subito nel corso degli anni lungo le innumerevoli esibizioni dal vivo. I nuovi arrangiamenti (di Edoardo Bennato, Giuseppe Scarpato, Raffaele Lopez), molto riusciti e convincenti, ci propongono con sonorità e sfumature mature e, se possibile, ancora un filo più rock, brani di grande impatto e notorietà come Salviamo il Salvabile, Mangiafuoco, Le ragazze fanno grandi sogni, Bravi ragazzi, e atmosfere più morbide, apparecchiate per capolavori come Un giorno credi e L’isola che non c’è.

Le ‘cose’ nuove ci presentano con un Bennato in grande spolvero, graffiante, amaro, talvolta malinconico. Fra queste, il brano che dà il titolo all’album e primo singolo estratto, Non c’è, è una ballata dai tratti autobiografici dedicata ai giovani d’oggi, per spronarli a sognare il proprio futuro rifuggendo dalla banalità e dall’omologazione dei social, e a chi non vuole partecipare al gran ballo delle celebrità/ma se si rifiuta di cantare/la canzone dell’unanimità/non c’è.

Altra canzone inedita, molto radiofonica, è La bella addormentata, che recupera una delle tematiche più ricorrenti nel pantheon ideale di Edo, quella del suo quartiere, delle origini, dei Campi Flegrei, della sua terra assassinata dal fumo della vecchia acciaieria, avvelenata dai metalli pesanti, illusa e disillusa da interminabili bonifiche che non vedono mai fine, ed è una canzone d’amore e di speranza, perché anche se la strega è organizzata/ e anche se l’impresa è disperata/ sarà una lotta senza quartiere/ ma vale la pena di tentare. Come dargli torto.

L’ironia sferzante, dissacrante, acida, il testo beffardo e provocatore si prendono scena e spartito in Il mistero della pubblica istruzione, brano dannatamente rock, che è forse un altro modo di raccontare le stesse tematiche presenti nel vecchio successo Dotti, medici e sapienti, perché, anche nel nuovo brano, la sapienza va compresa/da chi è privo di sapienza/da chi è stato fortunato/ e ne ha fatto sempre senza e comunque, la via di uscita è ancora imperscrutabile, la luce in fondo al tunnel non si vede o è troppo fioca. E la solitudine in cui l’individuo sta ripiegandosi è amaramente cantata nel brano La realtà non può essere questa, scritto a quattro mani durante i primi mesi della pandemia, e cantato a due voci col fratello Eugenio Bennato: nel silenzio di nessuna festa/ la realtà non può essere questa. Un brano toccante e di grande fattura artistica, ma d’altronde tutte le canzoni di Edoardo hanno quanto meno la caratteristica di farti pensare, disseminare dubbi, di aprire crepe negli stereotipi dell’unanimità. Oltre al featuring di Eugenio Bennato, il disco accoglie il contributo di altri due ospiti: Clementino col suo flow nel brano L’uomo nero, e Morgan che canta e suona il pianoforte nella versione, interamente rivisitata in chiave rockabilly del vecchio successo Perchè.

I musicisti che hanno impreziosito questo lavoro sono davvero tanti e questo disco è quello che è, e quello che si ascolta, grazie ai talenti di Edoardo Bennato (armonica e voce), Raffaele Lopez (pianoforte, organo Hammond, sintetizzatori), Giuseppe Scarpato (anche co-produttore del disco, qui nella foto) e Gennaro Porcelli (chitarre elettriche, chitarre acustiche), Arduino Lopez, Patrix Duenase Mario Mazzaro (basso), Roberto Perrone e Ivano Zanotti (batteria), Paolo Baglioni (percussioni e batteria), Tony Cercola (percussioni), Fabrizio Fabrizi (trombino), Marco Zurzolo (sax), Erasmo Petringa (mandoloncello), Clotilde Scarpato (percussioni), Lucio Mazzaro (chitarre), il Quartetto FlegreoGiuseppe Carotenuto e Nicola Marino (violino), Luca Improta (viola),  Aurelio Bertucci (violoncello), i Solisti Aquilani (archi).

Un mare di musica, sopra un ponte di parole, pensato e realizzato a Napoli, luogo ideale per trarre ispirazione e creare musica; dove la realtà si palesa, nel bene e nel male. Disco irrinunciabile per i tanti appassionati del menestrello bagnolese, ma consigliato anche a chi non lo è ancora, per la sua dimensione quasi antologica, che assicura un’immersione nei suoi successi senza età.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Giuseppe Scarpato e Raffaele Lopez Produzione esecutiva: Giorgio Bennato per Edizioni Musicali Cinquantacinque srl
  • Anno: 2020
  • Durata: 71:20
  • Etichetta: Sony Music

Elenco delle tracce

01. Non c’è

02. Salviamo il salvabile

03. La bella addormentata

04. Non farti cadere le braccia

05. Mangiafuoco

06. Il mistero della pubblica istruzione

07. Bravi ragazzi

08. L’isola che non c’è

09. Cantautore

10. Geniale

11. Le ragazze fanno grandi sogni

12. Un giorno credi

13. La verità

14. Italiani

15. L’uomo nero feat Clementino

16. Tutti

17. Maskerate

18. Perchè feat Morgan

19. La realtà non può essere questa (Edoardo ed Eugenio Bennato)

20. Signore e signori

 

bonus tracks nella versione doppio vinile:

21. Feste di piazza

22. Dotti medici e sapienti

23. Relax

Brani migliori

  1. Non c’è
  2. La bella addormentata
  3. La realtà non può essere questa