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Veronica Marchi

Non sono l’unica

Veronica Marchi torna con un nuovo lavoro discografico dopo sei anni dal suo precedente album d’inediti. Non sono l’unica è il titolo del disco con cui la cantautrice veronese pone un’altra pietra nel suo personale percorso artistico e lo fa con gentilezza, con garbo ma anche con una certa risolutezza.

L’album, prodotto da Stefano Giungato con cui Veronica collabora dal 2017, contiene otto tracce di grande intensità, in cui l’artista si racconta, si cerca e si ritrova più matura, più limpida e più determinata.  La voce è come sempre ricca di sfaccettature, ma, rispetto agli album precedenti, si appoggia morbidamente su sonorità più piene, più rotonde, più ricche e complesse. I brani infatti, pur rimanendo legati al genere cantautorale acustico, si colorano anche di suoni pop non disdegnando qualche incursione nell’elettronica, a testimonianza di una continua ricerca, una volontà di spaziare anche oltre la via segnata e confermata dai primi album.

Nel 2006 Veronica Marchi è stata la vincitrice (tra l’altro) del nostro concorso L’artista che non c’era, quando da poco era uscito il suo primo album. Da quella per noi sorprendente “rivelazione”, la cantautrice veneta che aveva già un solido “bagaglio sulle spalle” ne ha fatta parecchia di strada: ha affrontato un cammino che l’ha vista anche interprete di brani altrui e poi partecipe nel 2016 di un talent show televisivo che l’ha fatta conoscere ad un pubblico più vasto. Fortunatamente però Veronica ha proseguito con coerenza il suo percorso senza lasciarsi ammaliare da un successo tutto luci e telecamere. Dopo quell’esperienza la Marchi ha ritrovato il proprio cammino, è tornata ad esibirsi nei locali e nei teatri di tutt’Italia e si è rimessa alla ricerca del proprio giusto posto nel mondo (non soltanto musicale), quello autentico, quello che le spetta.

E allora ecco che, dopo il singolo Capita, incisivo e orecchiabile al punto giusto, che ha anticipato l’album a maggio, arriva ora il nuovo disco da cui è tratto un altro singolo, Cose che danno fastidio che ha un simpaticissimo videoclip diretto e interpretato dalla stessa cantautrice, (vedi il video). Si tratta di un pezzo ironico e apparentemente “leggero” sull’inadeguatezza e sull’imbarazzo di chi fa fatica a sentirsi sempre a proprio agio, al posto giusto al momento giusto. Tutte le canzoni dell’album rivelano proprio la necessità di fare chiarezza nel caos delle emozioni per ritrovare se stessi, anche nell’affrontare piccoli e grandi cambiamenti. Ma la penna felice di Veronica Marchi è sempre ben riconoscibile in testi fluidi, riflessivi, mai banali. Il tema dominante, una sorta di filo rosso che lega tutti i brani, è una costante volontà di crescita interiore attraverso l’autoconsapevolezza ma anche uno sguardo limpido verso l’esterno: “cambierà il tuo nome, cambierà la tua pelle, il tuo destino non è nelle stelle” (da Non è nelle stelle). Non sarà nelle stelle, ma se vogliamo guardare alle origini del nome Veronica, scopriamo che esso è destinato a donne coraggiose, orgogliose e determinate. Sarà quindi solo un caso che la nostra cantautrice porti questo bellissimo nome? E ancora: “Le donne che si chiamano Veronica sono sagge, disciplinate, riservate” troviamo nel web. “Dotate di grande autonomia, amano impegnarsi in attività che permettano loro di trovare il giusto equilibrio tra se stesse e l'ambiente circostante.” E qui naturalmente ci fermiamo per non scivolare banalmente fuori tema (però un pensierino di “predestinazione” ammettiamo di averlo fatto).

Le canzoni di Veronica Marchi, queste otto in particolare, arrivano dirette e rimangono facilmente impresse nella memoria accompagnandoci a lungo. Raccontano episodi quotidiani di vita vissuta, ma lo fanno spesso attraverso ciò che “non è”, cioè guardando le cose da un'altra prospettiva. Significativi infatti sono i titoli che contengono una negazione, oltre a quello dell’album, Non è nelle stelle, Non sei più tu e quelli che hanno in sé qualcosa di negativo, Cose che danno fastidio, Che io ti amavo, La musica fa male. Sono frammenti di vita in cui ognuno in realtà si può identificare (chi non ha mai affrontato dei cambiamenti nella propria vita?), perché ascoltando i racconti degli altri si può meglio comprendere anche il proprio vissuto. Cantando le proprie storie ci si dà a chi ascolta e ci si riprende, si condivide, come sfogliando un album di fotografie in cui ci si può rivedere, anche se quelle immagini non le abbiamo scattate noi: sono solo punti di vista differenti.  È questa l’idea su cui si basa tutto l’album, cioè l’affermazione di sé come L’unica, ma nella consapevolezza di dar voce e vita, con il proprio raccontarsi, sia alle proprie sfaccettature che alle storie di innumerevoli altre persone; quelle che le si muovono freneticamente attorno nella foto di copertina, vestite di scuro, mentre lei si ascolta, immobile nella sua camicetta chiara.

“Ma tu ce l’hai il coraggio di cantare quando tutto intorno è confusione?”
. Certo che ce l’ha, Veronica Marchi, grazie al cielo! Chiude l’album, appunto, La musica fa male, splendido e dolcissimo atto d’amore verso quell’arte che Veronica pratica fin dalla più tenera età (“il tuo talento è un dono, devi faticare”), un brano ricco di ricordi autobiografici fatti di rinunce, di speranze, di gioie ma anche di duro lavoro.

 

 
Foto di Antonia Di Bella

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Stefano Giungato
  • Anno: 2018
  • Durata: 28:00
  • Etichetta: Qui Base Luna

Elenco delle tracce

01. Capita
02. Cose che danno fastidio
03. Non è nelle stelle
04. Non sei più tu
05. Che io ti amavo
06. Tu ci vuoi vivere con me
07. L’unica
08. La musica fa male

Brani migliori

  1. Capita
  2. Non è nelle stelle
  3. La musica fa male